
Volevamo aspettare il primo marzo per parlare di bilanci e fare un pochino il punto della situazione. Ma come sempre il presidente del consiglio comunale di Arienzo ci dà sempre l’opportunità di parlare di consigli comunali.
Ancora una volta il presidente Rivetti non sa convocare un consiglio comunale. Eppure ormai di esperienza ne tiene! Infatti, convoca in via straordinaria il consigio che invece andrebbe convocato in via ordinaria. Sono previste le approvazioni delle aliquote e poiché l’approvazione delle aliquote IMU e IRPEF è generalmente parte dell’attività di gestione ordinaria e riguarda la determinazione di imposte locali nel contesto del bilancio comunale, queste sedute dovrebbero essere convocate in seduta ordinaria.
La seduta ordinaria serve anche per dare ai consiglieri il tempo, che si presuppone necessario per arrivare in consiglio pronti, per tale motivo i giorni mminimi tra la convocazione e la seduta del consiglio sono di cinque e non di tre.
Il presidente, forse, spera che l’opposizione si presenti in consiglio a sanare il vulnus, come sempre accaduto del resto. Pero’ insomma, si potrebbe anche essere meno sciatti e più rispettosi delle istituzioni e della democrazia in generale.
A San Felice a Cancello ad esempio, si è tenuto pochi giorni fa un consiglio comunale con lo stesso argomento ma in seduta ordinaria.
Non vogliamo pensare che si è voluto in qualche modo accellerare per arrivare alla scadenza del 28 febbraio. Anche perché a quella data andrebbe approvato il bilancio di previsione. Sia Arienzo che San Felice a Cancello sembrano pero’ ancor lontanti. Cervino il 27/02 approverà il suo bilancio e Santa Maria a Vico ha addirittura approvato il bilancio a fine anno 2024 come dovrebbe farsi.
Cosa accade se il bilancio, come nel caso di Arienzo e San Felice, non venisse approvato entro il 28/02?
In genere, la procedura prevede che venga nominato dal Prefetto un commissario ad acta entro 20 giorni dalla scadenza del termine. In pratica, ciò significa che il commissario ad acta dovrebbe essere nominato entro metà marzo. Il commissario poi adotta il bilancio, consentendo al comune di continuare a gestire le risorse pubbliche in modo regolare.
Approvazione dunque di carattere tecnico quella che farebbe il commissario e quindi scollegata dalla politica e dalle esigenze del territorio.
Il punto è che non aprovare il bilancio in tempo porta a problematiche come il non poter spendere i fondi per i serivzi essenziali come scuola, manutenzione e cose cosi’ e non si hanno fondi per i servizi pubblici. Il guaio è che siccome i primi sono minimi e i secondi evanescenti, l’approvazione del bilncio nei comuni suessolani è vista quasi come un fastidio burocratico che non un importante documento programmatico appunto di beni e servizi.
Comunque, approvare in tempo il bilancio è indice di buona salute finanziaria, da non confondere con l’efficenza, e non ci sorprende che sia San Felice che Arienzo sforareranno i tempi.