Nella serata di ieri l’altro, alcuni cittadini hanno manifestato solidarietà al sindaco Giuseppe Guida con un flash mob da piazza Valletta fino alla sua abitazione.

Intanto la comunità attende il provvedimento del Riesame, che dovrà decidere sulla misura cautelare dei domiciliari. È bene chiarirlo: una conferma non significa colpevolezza, così come una revoca non equivale a un’assoluzione. Ma è proprio su questa attesa che si gioca la contrapposizione tra maggioranza e opposizione.
La maggioranza, in particolare, risponde alle pressioni dei consiglieri di opposizione Crisci e Vigliotti — che avevano chiesto le dimissioni del consiglio comunale — ribadendo che la macchina amministrativa prosegue “con risolutezza e determinazione”. Non manca anche una frecciata: chi tra le file della minoranza dubita della continuità amministrativa “è libero di scegliere la via delle dimissioni”.
Dietro le parole, però, resta la realtà dei numeri: il consiglio è spaccato 7 a 5, e bastano un paio di defezioni per mettere in crisi la maggioranza. Anche se al momento divisa sembra più l’opposizione. Se il Riesame revoca i domiciliari, l’amministrazione punta ad arrivare a fine mandato, pur con un sindaco politicamente indebolito. Se invece conferma la misura cautelare, i problemi diventano seri: incombe la scadenza del bilancio di previsione — da sempre punto debole dell’amministrazione Guida — e senza la guida del primo cittadino le firme sui provvedimenti più delicati rischiano di diventare un peso che pochi vorranno assumersi. In uno scenario del genere, anche eventuali emergenze diventerebbero difficili da gestire senza una leadership chiara.
E all’orizzonte, oltre alle tensioni interne e agli atti che potrebbero rallentare, si profila anche il rischio di una commissione d’accesso.