
Ad Arienzo si può dire che la campagna elettorale sia partita ben prima che qualcuno desse ufficialmente lo “start”.
Nel giro di pochi giorni: presentazioni più o meno ufficiali, manifesti, primi sfottò, interviste al vetriolo… e avvocati già schierati.
Insomma, non ci siamo fatti mancare niente.
Partiamo – non per ordine, perché sarebbe impossibile – da un documento politico che sembra voler mettere insieme un po’ tutto ciò che è alternativo all’attuale amministrazione.
“Oltre le sigle, per la legalità e il futuro dei nostri figli. È il momento dell’unità per salvare la nostra casa.”
Il messaggio è chiaro: superare le appartenenze per costruire un fronte comune, provare a mettere insieme tutti gli avversari del sindaco Giuseppe Guida sotto un’unica bandiera.
Il testo, in perfetto stile da appello civile, alterna richiami identitari (“la dignità di un popolo”), allarmi pesanti (“disastro finanziario”), fino a evocare uno scenario che, a leggerlo, sembra già scritto: il rischio di scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
Poi arrivano anche le proposte: bilancio partecipativo, riorganizzazione della protezione civile, scuola al centro.
Un programma che prova a darsi un tono tecnico, ma con un messaggio politico molto netto: “mani pulite e visione chiara”.
Fin qui, tutto nella norma di una campagna elettorale. Più o meno.
Poi però arriva il secondo atto.
Il segretario cittadino del Partito Democratico, Giulio Morgillo, rilascia una video intervista al giornale Appia Polis: due puntate da circa mezz’ora ciascuna in cui, dal suo punto di vista, vengono passate in rassegna tutte – ma proprio tutte – le criticità dell’amministrazione.
E qui il clima cambia.
Perché la risposta non è politica, ma legale: la giunta dà mandato per conferire un incarico a un avvocato con l’obiettivo di tutelare onorabilità e immagine dell’ente e dei suoi componenti. Si valuta una denuncia per le dichiarazioni rese.
Siamo ancora prima della campagna elettorale ufficiale e già si gioca su tre livelli: politico, mediatico e giudiziario.
Il tutto mentre sullo sfondo resta la vera incognita: i risultati della commissione d’accesso, che continuano a pesare come un convitato di pietra.
Insomma, se questo è l’inizio, c’è da aspettarsi una campagna elettorale tutt’altro che noiosa.
E soprattutto, tutt’altro che breve.