
Il 2026 segna il centenario della fondazione del Napoli e, giustamente, tutti i tifosi hanno motivo di festeggiare. C’è però da dire una cosa: forse il Napoli è un po’ più anziano di quanto comunemente si racconti.
Proviamo a fare un po’ di storia. Ma attenzione: non siamo storici e non abbiamo la pretesa di esserlo. Anzi, sulla nascita del Napoli esistono ancora diversi punti oscuri e, in alcuni casi, più congetture che certezze. Quello che segue è semplicemente un tentativo di ricostruzione basato sulle fonti oggi conosciute.
Il calcio arriva a Napoli alla fine dell’Ottocento grazie soprattutto alla presenza britannica. Tra le prime società c’è il Naples Foot-Ball Club, fondato nel 1905 da cittadini inglesi, con i colori sociali azzurro e celeste. È un passaggio importante perché rappresenta uno dei principali nuclei da cui nascerà la squadra moderna.
Negli anni successivi esistono diverse società cittadine. Tra queste vi è l’Unione Sportiva Internazionale Napoli, fondata nel 1911, e la Pro Napoli. Nel 1922 si arriva alla svolta: la Pro Napoli viene assorbita e successivamente la Internazionale Napoli si fonde con il Naples, dando vita al Foot-Ball Club Internazionale-Naples, che mantiene i colori azzurro e celeste.
Ed è qui che arriva il famoso 1926.
Secondo le cronache giornalistiche dell’epoca, il 25 agosto 1926 si tiene l’assemblea dei soci dell’Internaples. In quella sede viene approvata la modifica dello statuto e la società assume una nuova denominazione: Associazione Calcio Napoli, con presidente Giorgio Ascarelli.
Ed è proprio questo il punto più interessante.
I giornali dell’epoca non parlano della nascita di una nuova società, ma raccontano che la società esistente cambia denominazione. Se ci si limita alle cronache contemporanee, il 1926 sembra quindi rappresentare più una trasformazione dell’Internaples nell’Associazione Calcio Napoli che la fondazione di un club completamente nuovo.
Perché avvenne questo cambiamento?
Qui entriamo inevitabilmente nel campo delle ipotesi.
Una possibile spiegazione riguarda il clima politico del periodo. Siamo negli anni del regime fascista, che guardava con sempre maggiore diffidenza agli inglesismi e ai nomi stranieri. Non sarebbe quindi sorprendente se anche il nome “Internaples” fosse apparso poco adatto al nuovo corso politico e si fosse preferito italianizzare completamente la denominazione della società.
C’è poi un altro elemento da considerare.
Nel 1926 il calcio italiano viene profondamente riorganizzato con la Carta di Viareggio, che porta alla nascita della Divisione Nazionale e costituisce uno dei passaggi fondamentali verso il professionismo. Tra le società ammesse compare l’Internaples.
Ed è proprio qui che nasce uno dei misteri più curiosi.
L’assemblea che cambia il nome della società si svolge il 25 agosto 1926. Eppure, la data di fondazione comunemente celebrata è il 1° agosto 1926, quasi un mese prima.
Perché?
Non lo sappiamo.
Una nostra ipotesi, che resta tale e che meriterebbe un approfondimento da parte degli storici, è che la scelta del 1° agosto possa essere stata fatta successivamente per collocare simbolicamente l’Associazione Calcio Napoli prima della pubblicazione della Carta di Viareggio del 2 agosto. In questo modo il nuovo club sarebbe risultato, almeno formalmente, già esistente all’inizio della nuova organizzazione del calcio italiano.
Lo ripetiamo: questa è soltanto una possibile spiegazione. Ad oggi non conosciamo documenti che dimostrino con certezza perché sia stata scelta proprio quella data.
Quello che invece le cronache del 1926 sembrano raccontare è che il percorso del Napoli non inizi dal nulla nel 1926, ma rappresenti l’evoluzione di una storia cominciata alcuni anni prima con il Naples, l’Internazionale Napoli e poi l’Internaples.
Anche nel 1964, quando il club assunse la denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli, nessuno parlò della nascita di una nuova società: si trattò semplicemente di un ulteriore cambio di denominazione.
Insomma, il 1926 resta la data ufficiale e ormai fa parte dell’identità e della memoria collettiva del popolo napoletano. È giusto celebrarla.
Ma conoscere la storia significa anche porsi delle domande e continuare a cercare documenti, senza paura che possano confermare o smentire ciò che abbiamo sempre creduto.
E quindi, comunque la si pensi, buon centenario a tutti i tifosi del Napoli.