Tutto brucia. Non solo le colline della Valle di Suessola, che da quarant’anni puntualmente prendono fuoco tra luglio e agosto (e a volte franano a settembre), ma anche l’aria stessa, con temperature da forno che rendono invivibile la vita nei nostri comuni.

Sopravvivere è una sfida, soprattutto per anziani e persone fragili. Per loro, l’estate è un incubo. Ormai si è arrivati all’assurdo che c’è chi prende l’auto non per andare al mare o in montagna, ma al centro commerciale. Non per fare shopping, ma per respirare un po’ di aria condizionata gratis.
La Regione Campania, il 9 agosto, ha diffuso un avviso di criticità per ondata di calore per i giorni 10-11-12 agosto. Le raccomandazioni sono chiare:
- non uscire nelle ore più calde;
- non esporsi al sole o fare attività all’aperto;
- limitare gli spostamenti in auto;
- mantenere ambienti arieggiati;
- idratarsi bevendo acqua;
- proteggere bambini, anziani, cardiopatici, soggetti fragili e anche gli animali domestici.
Fin qui tutto bene. Ma una domanda è inevitabile: in Valle di Suessola, quali sono le procedure attivate dai Comuni per proteggere le fasce fragili? Esistono? O ci si limita alla “settimana alle terme” e alla scampagnata estiva, così la coscienza è a posto?
Sulle colline, invece, la strategia sembra essere la preghiera. E forse nemmeno quella.
Mentre altrove si lavora per ridurre le auto nei centri abitati, soprattutto per motivi economici e in aiuto ai commercianti proprio, aumentare il verde pubblico e piantare alberi veri, qui si ragiona al contrario: più auto, più soldi per i commercianti, piazze “riqualificate” come se fossimo a Bolzano (dove il sole lo vedono un paio di giorni l’anno, e nemmeno consecutivi).
Ma almeno diffondere questo tipo di comunicati!
Fare il sindaco, da noi, è diventato un trampolino per un seggio regionale. Nessuna strategia, bilanci visti come un fastidio, compitini fatti pure male. E guai a pensare che la buona amministrazione serva davvero ai cittadini.
Intanto, visto che le amministrazioni dormono, il servizio pubblico lo facciamo noi:
Ministero della Salute – FAQ – Ondate di calore