
Ieri stavamo scrivendo il nostro classico articolo giornaliero quando abbiamo appreso la notizia terribile dell’uccisione di una giovanne donna, mamma di due figli, uccisa dal marito e cosa ancor più orribile con i bimbi testimoni dell’assassinio e lasciati poi soli con il cadavere della mamma.
Non siamo adusi a parlare di cronaca, ma vogliamo utilizzare questo fatto di cronaca per uno spunto.
Volevamo scrivere basta violenza; ma è forse inutile. Quello che noi vogliamo invece dire è CREIAMO GENTILEZZA!
Non riusciamo a non notare e far notare come siamo un po’ troppo intrisi di cultura violenta. Non parliamo di film e fesserie varie; è una violenza culturale insita in noi di cui dovremmo liberarci e far spazio alla gentilezza, vista al giorno d’oggi come una forma grave di demeneza. Chi è gentile è un fesso! Giriamoci intorno quanto vogliamo, ma questo si pensa comunemente.
Sui social, che è uno specchio e non causa di cio’ che è la società oggi, la violenza è all’ordine del giorno.
Quante volte abbiamo visto una immagine di uno zoccolo quello classico che utilizzavano le mamme non molto temp fa e poi le scritte simpatiche. Quello è inneggiare alla violenza domestica. Il bimbo piange, perché cercar di capire, cercare di insegnare, cercare di trovare un dialogo? Troppo difficile e troppo inutile, una bella scarica di ciabatte sul culo o perché no!? Ci si scioglie la currea e il bimbo se piange piangerà per un motivo lecito e poi verrà su bene.
Questa è l’idea.
Ma è una battuta, non si puo’ ridere più di niente oggi, moriremo di buonismo … Si’ molto divertente ridere su come si deve picchiare un bimbo e sul perché.
Sappiamo già che questo articolo verrà visto come un facile scrivere ste cose. Non vogliamo dare la croce ai genitori che hanno fatto in termini educativi quello che hanno potuto secondo gli strumenti che avevano. Ma oggi nel 2024 stare ancora a mitizzare il dolore fisico come strumento di correzione è drammatico.
Questo da un lato.
L’altro problema è che non si accetta aiuto. Gli psicologi sono visti tra i professionisti come una razza infame. Se si ha un problema ai denti si va dal dentista, se si ha un problema di proprietà si va da un legale, se si ha un problema personale, mettiamo di gestione dello stress, si dovrebbe andare dallo psicologo. Ma dallo psicologo ci vannoi i scemi; ci vanno i pazzi, non ci vanno le persone normali. questo si pensa e questo si fa.
Che poi quando si va dal dentista o da un avvocato è praticamente un’altra persona a fare il lavoro di cui abbiamo bisogno. Ma per lo psicologo invece no. Lo psicologo ti da gli strumenti per operare al meglio su di te, quindi siamo noi a dover fare il lavoro ed è più difficile. Bisogna poi parlare di cose che non si deve parlare è taboo; come i proprio sentimenti, odio, amore, paura sono degli sconosciuti e quando arrivano non li si conosce né riconosce, certo si ha una idea di cosa sono, ma non si sa come gestirli.
La psicologia la si dovrebbe insegnare a scuola, magari al posto dell’ora catechismo scolastico.
Per gli uomini è ancora peggio. Non si deve parlare di sentimenti, di lacrime, di dolore, che sono cose da femmine o da froci. L’uomo per dzfinizione deve essere forte e i forti non mostrano lati deboli.
Ma Come dice l’Apostolo: Quando sono debole è allora che sono forte.
Un po’ di gentilezza dunque, verso gli altri e verso se stessi.