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Non abbiamo mai utilizzato questo blog per parlare di qualcosa di diverso dalla politica o da eventi culturali -degni di questo nome- in Valle di Suessola. Oggi facciamo la classica eccezione che conferma la regola.

A Parigi in queste settimane, fino a Settembre, è possibile visitare al Museo Nazionale dell’Immigrazione una mostra dedicata agli italiani dal titolo: Ciao Italia!
Più precisamente dedicata agli immigrati italiani o meglio dire ai “maccaroni” come venivamo o forse ancora veniamo definiti.

La mostra attraverso il cinema, la pittura, scultura, fotografie, sculture mostra proprio l’atteggiamento dei francesi nei confronti degli italiani

I primi italiani sono stati accolti con diffidenza in maniera probabilmente in cui noi accogliamo gli stranieri che vediamo, con il: ci tolgono il lavoro, puzzano, sono chiassosi, portano malattie.

Una emigrazione non facile che ha coinvolto tutta Italia con una prima ondata dal Nord e dopo la seconda guerra mondiale dal Sud. Non sono mancati atti di razzismo violento come i Vespri marsigliesi un movimento xenofobo che si diede nel 1881 alla caccia all’italiano, mal visti perché accettavano i lavori più umili o pericolosi a un salario basso. Facendo un parallelismo con oggi, questo vi ricorda nulla?
Oppure la strage di Aiguers-Mortes, per motivi razziali, avvenuta nel 1893, incredibilmente ancora oggi non si conosce il numero degli italiani uccisi si va da un minimo di otto a un massimo di diciassette.

Il punto della mostra a nostro avviso è che gli italiani si integrarono quel tanto che consentiva loro di poter sopravvivere ma mai rinunciarono al loro essere italiani, non si assimilarono mai ai francesi, ma anzi furono questi a scoprire le magnificenze italiane in tanti campi come la gastronomia, l’arte, la moda, il divertimento, l’intraprendenza. Proprio a Parigi cuore di Francia i riferimenti all’Italia sono continui, si va dalla stazione della metro dedicata a Garibaldi alla Place d’Italie una zona insomma dove non mancano riferimenti all’Italia continui.

Chiedere a qualcuno di rinunciare alla sua storia e alla sue tradizioni è solo un atto di violenza, ma invece la comprensione rende più consapevoli e più forti allo stesso tempo. Gli italiani non hanno mai smesso di essere tali ed è questa una delle fortune della Francia di ieri come di oggi. Cosa che in patria non riusciamo a capire pretendiamo, se proprio non possiamo cacciarli via, che gli stranieri si uniformino a noi, invece dovremmo provare a scambiarci le nostre reciproche ricchezze invece di fare la guerra dei poveri.

Quindi se sarete a Parigi nelle prossime settimane visitate questo pezzo di storia italiana in Francia.

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