
Notizia un po’ a sorpresa quella dell’apertura dei giardini del S.Pio X per i fine settimana del mese di dicembre, a partire già da questo.
Abbiamo l’impressione, lo diciamo con tutta l’arroganza che ci contraddistingue, che il nostro articolo ultimo sull’apertura dei giardini abbia fatto breccia.
Anche perché se era prevista questa apertura già nel momento della simbola consegna delle chiavi ai cittadini, venivano annunciate le date.
Tutto bello e buono. Si spera che la cittadinanza tutta sia in grado di usufruire e gioire di quel posto magnifico, non sfruttandolo e rovinandolo.
Ovviamente, essendo fatte le cose un pochino in fretta, ci lasciano perplessi un paio di cose.
La prima cosa è: chi apre e chiude? Cioè proprio materialmente. Un addetto comunale, la protezione civile, un associazione, un tizio qualunque?
Visto è considerato che ci sono degli edifici con magari ancora qualcosa di asportabile e, nella nostra sfrenata fantasia, magari ci sono i primi materiali per una ristrutturazione, ripetiamo stiamo fantasticando, un minimo di sorveglianza magari l’abbiamo prevista?
Ancora, un minimo di servizi iginieci si spera siano stati attrezzati i giardini. Capiamo che c’è tanta vegetazione, ma sarebbe bello vedere nessun troglodita pisciare dietro un albero.
Con tutta il rispetto per i rispettabilissimi concittadini, ma il neandertaliano che è in noi è sempre in agguato pronto a uscire fuori.
Sia chiaro, salutiamo quest’apertura come un ottima cosa e speriamo prosegua, ma allo stesso tempo speriamo che le cose siano fatte sempre con criterio e con la dovuta pazienza, per fare qualcosa di buono e di bello e non per evitare le critiche.
Tra l’altro, ci sfugge il senso dell‘ordinanza sindacale. Questo è un atto che viene utilizzato per situazioni urgenti e non ci pare che l’apertura dei giardini sia da considerarsi “urgente”. Importante sì, ma urgente no. Noi siamo sempre dell’idea di fare le cose con criterio, con chiarezza dei fini da raggiungere e trasparenza. Le cose fatte sciuè sciuè portano sempre a casini.
Non si impara mai.