
Oggi parliamo, della vicenda giudiziaria che ha coinvolto esponenti della maggioranza: il sindaco Pirozzi, la vicesindaca Biondo, Marcantonio Ferrara e Giuseppe Nuzzo.
È stato lo stesso sindaco, con un post sulla propria pagina Facebook, ad annunciare che la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. E’ evidente che si tratta di un provvedimento di grande rilievo.
Come i nostri lettori sanno, non siamo mai entrati nel merito della vicenda giudiziaria. Non è il nostro ruolo. Abbiamo però seguito – e continueremo a farlo – le conseguenze politiche di quanto accaduto.
E qui sta il punto.
Perché qualcuno ha sbagliato. E quegli errori, o quelle valutazioni che si sono poi rivelate infondate, hanno avuto un impatto concreto e pesante: un assessore si è dimesso, un consigliere comunale ha lasciato il proprio incarico, un sindaco ha subito un danno politico evidente in vista di una possibile rielezione, un vicesindaco ha visto sfumare un’occasione importante come una candidatura alle regionali – opportunità che, nella vita politica, difficilmente si ripresentano.
A questo si aggiungono le conseguenze mediatiche, il clima creato, le tensioni, le sofferenze personali e familiari.
Tutto questo non è un dettaglio. È politica. È vita reale.
Per questo la domanda resta, semplice e scomoda:
chi paga?
Il Post del sindaco Andrea Pirozzi:
Buongiorno,
questa mattina mi giunge una notizia straordinaria che sento il dovere di condividere con tutti voi: una notizia importante non solo per me, ma per la mia famiglia e, soprattutto, per la mia amata comunità.
Il ricorso del PM di Napoli è stato dichiarato inammissibile e la Cassazione ha confermato, in via definitiva, la totale esclusione da ogni accusa. Dopo le motivazioni del Riesame, che già escludevano ogni responsabilità nel merito, oggi la giustizia – unico organo deputato a emettere sentenze – mette finalmente fine a mesi di fango e a tutte le sporche speculazioni politiche.
In questo tempo ho scelto il silenzio, senza mai cedere alle provocazioni né alle sentenze anticipate di una minima minoranza, troppo spesso animata più da odio e invidia che dall’amore per la nostra città. A loro lascio una riflessione: prima di giudicare gli altri, si abbia il coraggio di guardare alla propria coscienza.
La cosa a cui tenevo di più oggi è chiara: il sindaco di Santa Maria a Vico è una persona perbene e il voto espresso dall’intera comunità nel 2020 è stato libero, consapevole e democratico.
Santa Maria a Vico ha scelto con dignità. E oggi, finalmente, questa verità è stata riconosciuta.