
C’era da aspettarsela una partita complicata contro una squadra che lotta per salvarsi. E infatti contro il Lecce il Ciuccio ha dovuto sudare più del previsto prima di portare a casa tre punti fondamentali.
I primi 45 minuti sono stati la fotografia di partite viste quest’anno: il Napoli prova a fare la partita ma finisce subito sotto. Pronti via e il Lecce passa in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un copione già visto: disattenzione, gol subito e partita che improvvisamente si complica.
La squadra guidata da Antonio Conte prova a reagire, ma il gioco resta confuso. Il possesso c’è, le iniziative pure, ma manca lucidità negli ultimi metri. Si vede chiaramente che alcuni uomini non sono ancora al meglio. Su tutti Anguissa, apparso ancora contratto dopo il lungo stop: comprensibile, ma in mezzo al campo la sua presenza pesa quando non è al cento per cento.
Nel primo tempo il Napoli macina gioco ma senza incidere davvero, mentre il Lecce si difende con ordine e prova a ripartire quando può. All’intervallo la sensazione è quella già provata altre volte: partita in salita e serata da sofferenza.
Poi però nella ripresa cambia tutto.
Ancora una volta bastano pochi minuti per ribaltare l’inerzia della gara. Pronti via e arriva il pareggio di Rasmus Højlund, bravo a farsi trovare al posto giusto su un cross basso di Matteo Politano e a mettere dentro l’1-1. Da quel momento in poi la partita prende una direzione molto più chiara.
Il Napoli alza ritmo e pressione, il Lecce prova a uscire ma fatica a superare la metà campo. Gli azzurri occupano stabilmente la trequarti avversaria e la sensazione è che il gol del sorpasso sia solo questione di tempo.
Infatti arriva.
A segnare il 2-1 è proprio Politano, autore di una partita generosa e finalmente premiato con il suo primo gol stagionale, peraltro pochi minuti prima di essere sostituito. Un gol meritato per uno dei giocatori più continui della stagione.
La partita di fatto finisce lì. Il Lecce tenta qualche timido tentativo di reazione, ma il Napoli controlla senza particolari affanni fino al fischio finale.
Tre punti che pesano.
Non tanto per la corsa allo scudetto – dove l’Inter Milan resta ancora lontana – ma soprattutto per la lotta Champions. In una stagione piena di alti e bassi, restare stabilmente tra le prime quattro è l’obiettivo minimo.
Il Napoli intanto rosicchia qualcosa proprio ai nerazzurri, che nelle ultime due partite hanno raccolto appena un punto, mentre gli azzurri hanno fatto bottino pieno con sei punti in due gare.
Il margine resta ampio, ma nel calcio – si sa – le stagioni a volte cambiano direzione quando meno te lo aspetti.
Intanto la classifica sorride e il Napoli resta saldamente in zona Champions.
LE PAGELLE DEL PUNGIGLIONE
Alex Meret 6: Non ha grandi responsabilità sul gol subito. Per il resto una serata relativamente tranquilla.
Sam Beukema 5.5: Qualche incertezza di troppo, soprattutto sulle palle inattive.
Alessandro Buongiorno 6.5: Il più solido della difesa. Interventi puliti e presenza costante.
Mathías Olivera 5.5: Spinge poco e dietro soffre più del previsto.
Matteo Politano 7.5: Assist e gol. Partita completa e finalmente anche il primo centro stagionale.
(Pasquale Mazzocchi 6): Entra e fa il suo senza complicarsi la vita.
André‑Frank Zambo Anguissa 5: Ancora lontano dalla forma migliore. Si vede che deve ritrovare ritmo.
(Scott McTominay 6): Dà più fisicità al centrocampo, bello ritrovarlo.
Billy Gilmour 6.5: Ordine e geometrie. Non spettacolare ma molto utile. Eccezionale il passaggio a Politano per il primo goal.
Leonardo Spinazzola 5.5: Qualche spunto ma poca continuità.
(Gutiérrez 6): Ingresso ordinato.
Eljif Elmas 5: Serata complicata, non riesce a incidere.
(Kevin De Bruyne 6.5): Entra e dà qualità alla manovra.
Rasmus Højlund 7: Segna il gol che riapre la partita e lavora bene per la squadra.
Alisson 5.5: Si muove molto ma conclude poco.
all. Antonio Conte 6.5
NOTA STATISTICA
Conte con a oggi 622 giorni di contratto supera Boskov che si fermò a 621 e con la panchina numero 67 e a solo una di distanza di Bigon. Politano con 29 goal in A raggiunge Clerici e a -1 da Busani e Carnevale