
Siamo allo sbando amministrativo. Un’amministrazione che naviga a vista, più attenta alle schermaglie politiche che alla gestione concreta dei problemi
A Santa Maria a Vico l’acqua torna potabile… quasi. Ma tra nitrati, coliformi e comunicati in burocratese, la trasparenza resta un miraggio.
Da settimane, il consigliere di minoranza Giuseppe Nuzzo ripete che “l’acqua non è potabile”.
Il sindaco Andrea Pirozzi, esasperato, lo accusa di “terrorismo psicologico” con tanto di promesse di denunce in consiglio comunale!
Nel frattempo, i cittadini si chiedono una cosa sola: posso bere o no dal rubinetto?
Per capirlo, basta leggere la tabella ufficiale dell’ASL. E i numeri, come sempre, contano più delle dichiarazioni.
I dati che non mentono
- Via Maielli: nitrati a 58 mg/l, oltre il limite di legge (50).
Quindi sì: lì l’acqua è ancora vietata.
Non “lievemente non conforme” come viene scritto in un comunicato — fuori norma è il termine corretto. Anche perché a voler anche accettare questo modo di comunicare i numeri dobbiamo allora dire che i valori appena sotto il 50 mg/L sono quasi illegali. - Via Rosciano: a settembre batteri coliformi (95 e 29 MPN/100ml), ora rientrati.
- Il resto del paese: valori nella norma, per fortuna, ma si attende Piazza Roma e incredibilmente viene revocata l’ordinanza di non potabilità. Quando avremo adesso questo dato?
Tradotto: l’acqua è tornata potabile quasi ovunque, ma non a Maielli e attendiamo Piazza Roma.
E chi minimizza o generalizza fa un danno doppio: alla verità e alla fiducia dei cittadini.
Chi fa terrorismo, davvero?
La politica locale è riuscita nella magia di trasformare una questione tecnica in una guerra di nervi.
Si gioca a chi spaventa di più o a chi tranquillizza meglio, dimenticando che nel frattempo la gente di Maielli si riempie le bottiglie al supermercato.
Il consigliere Nuzzo ci ha rilasciati una dichiarazione che riportiamo: La domanda che più di frequente mi viene rivolta dai miei concittadini, cioè se l’acqua la possiamo bere, o quantomeno utilizzarla per scopi alimentari, oggi ancor di più non possiamo dare una risposta. L’Asl ha più volte richiesto al Comune e all’ente gestore una mappa dettagliata della condotta, solo così è possibile determinare le cause e le modalità, eventualmente, di utilizzo dell’acqua. Tale richiesta è rimasta inevasa.
Ovviamente se il sindaco Pirozzi vuole replicare può farci avere la sua dichiarazione in merito.
Due ordinanze, una confusione
Il 3 ottobre il Comune ha firmato due ordinanze in un giorno:
una per revocare il divieto generale, l’altra per ripristinarlo solo a Maielli.
Un capolavoro di burocrazia da manuale: prima tolgo, poi rimetto, e intanto l’acqua resta vietata.
E se fino ad ora l’amministrazione è sempre stata prudente in merito, fino ad ora anche con un unico fontanino fuori scala si è vietato l’acqua dappertutto, adesso non è chiaro come mai con un fontanino di una frazione che da valori non a norma non si è presa la stessa decisione?
I problemi comunque rimangono, dopo questa figura poco edificante, avete capito finalmente che dovete calendarizzare almeno una volta al mese a questo punto i controlli sui fontanini? Il problema non è stato risolto anzi sembra ben lungi dal risolversi.
La gente adesso è spaventata non dai nitrati, ma dalla incapacità cronica di quest’amministrazione di dire una cosa certa in merito a questa questione. L’incapacità è palpabile.
E mentre il gestore ITL “approfondisce” — verbo che in Italia significa “non abbiamo ancora deciso cosa fare” — il cittadino resta appeso alle conferenze stampa.
Non si capisce nemmeno esattamente cosa si intende per l’abitato Maielli! I cittadini di Via Panoramica una mela la possono sciacquare sotto al rubinetto o no? Non è chiaro.
Sulle bollette che si fa di questo periodo? Non è chiaro.
A Santa Maria a Vico, l’acqua è quasi potabile. La politica, invece, continua a essere torbida.
Un passo indietro sarebbe un atto di responsabilità, non per risolvere magicamente il problema, ma per restituire ai cittadini la fiducia che questa amministrazione ha prosciugato.