
Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di acqua potabile. O, per meglio dire, di assenza di informazioni credibili sulla sua potabilità.
Dal 1° maggio non sono più state pubblicate analisi aggiornate. L’ultimo rilevamento disponibile, datato appunto 1° maggio 2025, riporta quanto segue:
“Esito analisi effettuate il 1° maggio 2025 – report PDF: da cui si osserva il rientro entro il limite soglia del parametro nitrati per tutti i punti di prelievo.”
Ora, come si possa affermare che un fontanino con valore 47 mg/L di nitrati – tecnicamente sotto la soglia massima di legge fissata a 50 – sia “entro i limiti”, quando lo stesso report dichiara un’incertezza di 12 mg/L, ci lascia senza parole. Perché quell’acqua, in realtà, potrebbe avere anche 59 mg/L di nitrati.
E siccome parliamo di salute pubblica, l’incertezza andrebbe sempre letta in aumento, per precauzione.
Ma oggi non vogliamo soffermarci solo su questo.
Siamo convinti che da ogni crisi possano nascere anche opportunità. Per questo ci aspettavamo un cambio di passo, una gestione delle informazioni più consona alla gravità del tema. Giusto per fare un esempio banale:
quando sarà il prossimo rilevamento?
Chi lo effettuerà?
E andiamo oltre: se fossimo i padroni del mondo, avremmo già pubblicato un calendario con tutte le date delle analisi da qui a fine 2025.
È mai possibile che, dopo mesi, non esista ancora un calendario ufficiale dei controlli sull’acqua potabile?
Sfidiamo apertamente l’amministrazione comunale: diteci quando è stato l’ultimo rilevamento in cui l’acqua è risultata senza ombra di dubbio potabile.
E soprattutto, pubblicate quel dato sul sito del Comune.
Quanto al famoso macchinario per filtrare i nitrati… che si fa? Stiamo aspettando i saldi? O un’offerta a tempo?
Sappiamo già come andrà a finire: come al solito, dopo il nostro articolo qualcosa si muoverà. E ben venga, se serve a risvegliare l’attenzione.
Ma non basta la reazione: serve pianificazione.
Perciò lo ripetiamo: pubblicate oggi stesso un calendario dei rilevamenti da qui a dicembre 2025. E poi, ogni dicembre, aggiornate il calendario per l’anno successivo.
Fino a quando Santa Maria a Vico sarà abitata.
È chiedere troppo?