Non c’è pace per alcuni dipendenti del comune di San Felice a Cancello in particolar modo per chi si occupa di manutenzione e i vigili urbani. Stamani negli uffici del comune, oltre ai carabinieri per acquisire ulteriore documentazione per le indagini per la situazione che tutti conosciamo, vi erano anche addetti dell’asl per effettuare elettrocardiogramma e prelievi di sangue.

stemma san felice

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Ora premesso che è cosa buona e giusta che coloro che svolgono un lavoro che li espone all’inquinamento in maniera costante siano controllati per salvaguardare la loro salute. Quello che non abbiamo capito è per quale cervellotica motivazione tutto questo si è dovuto fare nei locali del comune non adibiti a questo e probabilmente nemmeno all’altezza da un punto di vista igienico-sanitario per ciò che veniva svolto. Ci hanno riferito -chi si è sottoposto al “trattamento” – che sono stati fatti sdraiare su scrivanie, che tra l’altro il giorno prima erano adagiate carte e chi fino a ieri ci ha lavorato pure.

Quale mistero ha impedito di far compiere ai dipendenti i 400 metri che li separano dal poliambulatorio asl per fare le stesse cose, lo ignoriamo. Certo è non tutti si sono sottoposti a queste visite.

Non vorremmo che succeda ai poveri dipendenti di San Felice a Cancello quello che accadde 2000 e passa anni or sono al poeta Marco Valerio Marziale che essendo malato chiamò il medico: Ero malato; ma tu, seguito da cento scolari, sei venuto subito a visitarmi, o Simmaco. Cento mani, gelate dall’Aquilone, mi hanno toccato. Non avevo la febbre, Simmaco, ora ce l’ho.


hakuna matata
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