
Scriviamo in ritardo rispetto al solito – chi ci segue lo sa – perché tra post e contro-post sul Festival di Sanremo, il tempo è quello che è. E quindi eccoci qui, in versione ridotta.
Il tifoso napoletano oggi non sa bene per cosa essere più felice: per la vittoria contro l’Hellas Verona – e sappiamo che certe rivalità hanno più a che fare con questioni territoriali un po’ sterili che con il calcio – oppure per il trionfo sanremese. Dilemmi moderni.
La verità? È difficile esultare davvero per una vittoria arrivata all’ultimo secondo contro l’ultima in classifica. Una squadra terza, ancora in piena corsa per la Champions League, dovrebbe divorare partite del genere. Non sopravvivere.
Sì, ci sono gli infortuni. Certo che ci sono. Stanno pesando, eccome se stanno pesando. Ma stanno diventando anche un alibi perfetto: per la società, per l’allenatore, per l’ambiente, per i tifosi. A un certo punto bisogna dirlo: questa è una squadra che fatica terribilmente a trovare stimoli contro le medio-piccole. E il campionato lo costruisci lì.
Il problema non è solo tecnico. È nervoso. Si sprecano energie mentali enormi in partite che dovrebbero essere gestite con autorità. E poi quando arrivano gli scontri con le medio-grandi, ti ritrovi scarico.
Siamo a febbraio e sembra maggio. C’è quella sensazione strana di voler solo arrivare alla fine. Guardare il Napoli oggi è come osservare un pugile ferito che resta in piedi per orgoglio: ammirevole, sì. Ma doloroso.
Comunque è andata così. Tre punti in tasca, classifica che tiene, cuore che regge.
Le pagelle? niente giudizi. E niente nota statistica: tra Sanremo e il post-Sanremo siamo ancora frastornati.
Restano i tre punti. E una domanda sospesa: il Napoli sta lottando per qualcosa o sta semplicemente resistendo?
LE PAGELLE DEL PUNGIGLIONE
Meret 6
Beukema 6
Jesus 6
Buongiorno 6+
Politano 5,5
(Mazzocchi) 6
Elmas 6+
Lobotka 5,5
(Gilmour) 6,5
Spinazzola 6
(Guitierrez) 6
Vergara 6+
(Giovane) 6,5
Alisson 5,5
(Lukaku) 7
Hojlund 7-
All. Conte 6