
Maxi finanziamento per lo stadio comunale di Santa Maria a Vico: ben 1.100.000 euro destinati all’ammodernamento della struttura sportiva. L’annuncio è arrivato con toni trionfalistici, accompagnato da un comunicato in cui si legge che il “Comune continua sulla via dell’efficienza”.
Bene. Anzi, benissimo.
Peccato, però, che intercettare un finanziamento non significhi automaticamente essere efficienti. L’efficienza si misura con opere che partono davvero, che vengono portate a termine in tempi certi, realizzate con materiali adeguati e collaudate senza dover aspettare generazioni.
A Santa Maria a Vico – come in buona parte della Valle di Suessola – i cantieri pubblici hanno spesso tempi biblici. Un esempio su tutti? Praticamente qualsiasi progetto: dalla “riqualificazione” (a loro dire) di via Nazionale, al palazzetto dello sport, passando per le scuole, via Appia e tutte le “varie ed eventuali” di cui il territorio è disseminato.
Per questo motivo, pur accogliendo positivamente il finanziamento per lo stadio – perché investire nello sport è giusto e utile per la collettività – non possiamo esimerci dal sottolineare che prima di sbandierare concetti come “efficienza”, sarebbe il caso di guardare ai risultati concreti e ai tempi reali.
Nel frattempo, ci auguriamo che questo non diventi l’ennesima “cattedrale nei campi”, annunciata con squilli di tromba e poi risucchiata nel solito limbo di carte, revisioni, proroghe e ritardi.
Un’altra questione aperta riguarda la gestione dell’impianto una volta ultimato. Non ci risulta, ad oggi, che Santa Maria a Vico ospiti squadre di alto livello né eventi sportivi di rilievo. Quindi, viene da chiedersi: qual è il ritorno economico previsto? L’amministrazione ha un piano per evitare che questa infrastruttura diventi un costo fisso in perdita per le casse comunali?
Quanto si prevede di incassare da questo investimento? E come si pensa di valorizzarlo?
Se davvero si vuole parlare di efficienza, queste sono domande a cui bisognerebbe iniziare a dare risposte.