
Il rogo di Airola, 31 agosto. Un mese dopo, il tavolo in Prefettura. Il sindaco di Santa Maria a Vico, Andrea Pirozzi, ringrazia tutti: prefetti, assessori, tecnici, perfino un consigliere regionale. Il quadro, dice, è «confortante». Gli ultimi monitoraggi confermano l’assenza di diossine aerodisperse nelle aree controllate. Si attendono, invece, i risultati sui terreni.
Bene. Peccato che, a ridosso di quelle comunicazioni, la Regione renda noto un altro dato: su 54 campioni analizzati è emerso un unico dato non conforme per le diossine, in un campione di erba destinata al pascolo, prelevato ad Airola.
Nel comunicato del sindaco questa erba non c’è. Né un cenno, né una virgola. L’aria viene citata, l’erba no.
Tra i quindici Comuni indicati dalla Regione come territori dai quali sono arrivati i campioni agroalimentari all’Istituto Zooprofilattico, Santa Maria a Vico non compare.
Invero non compare nemmeno Arienzo eppure nelle prime ore successive all’incendio era stata posta una centralina di rilevamento proprio nel piccolo comune suessolano.
Questo l’elenco dei comuni: Avellino, Cervinara, Roccabascerana, Rotondi, San Martino Valle Caudina, Airola, Arpaia, Bonea, Bucciano, Forchia, Moiano, Montesarchio, Paolisi, Maddaloni e San Felice a Cancello.
E qui nasce una domanda molto semplice. Il sindaco dice che per la Valle di Suessola si attendono gli esami sui terreni. Ma quei terreni sono compresi nei campionamenti già effettuati? Sono stati prelevati campioni nel territorio di Santa Maria a Vico? E, se sì, dove?
Se è una semplice omissione nell’elenco, la si corregga. Se invece Santa Maria a Vico non è stata interessata da quei campionamenti, allora sarebbe utile spiegare perché.
«Confortante» è una parola che richiede qualche cautela quando un pezzo del quadro deve ancora essere verificato.
Intendiamoci: un campione non fa un’emergenza. E finché non conosciamo il valore e il quadro completo, non scriveremo che ad Airola ci sia stata una contaminazione «oltre i limiti»: la nota regionale parla di un dato «non conforme» e dispone ulteriori accertamenti su terreno, latte degli animali e derivati.
Ma è proprio questo il punto.
Se un dato non è ancora chiaro, lo si dice. Se un controllo è ancora in corso, lo si dice. Se un Comune non compare nell’elenco dei territori campionati, si spiega perché.
Chi alleva animali nella Valle di Suessola, davanti alla notizia di un campione di erba non conforme, qualche domanda se la fa. E aspetta una risposta.
Non necessariamente un allarme. Non necessariamente una rassicurazione. I dati.
Al momento, non sappiamo se il dato sull’erba fosse già disponibile al momento della nota del Comune del 30 settembre, né se i terreni di Santa Maria a Vico vengano analizzati attraverso un canale o un programma di campionamento diverso da quello richiamato dalla Regione.
Per questo le domande le rivolgiamo al Comune: quali campioni sono stati prelevati sul territorio di Santa Maria a Vico? Dove sono stati effettuati i prelievi? E quando saranno disponibili i relativi risultati?
Speriamo in un’altra dose di «confortante». Con i dati alla mano.
