
E’ da un po’ che non parliamo di politica nazionale. Meno male! In quanto dovremmo poi occuparci di pestaggi e morti e parole vergognose di un ministro che non merita considerazione alcuna.
Però capita anche qualcosa che almeno è degno della nostra attenzione e cioè l’elezione in quel nulla cosmico chiamato Partito Democratico che ha scelto il suo ennesimo segretario in Elly Schlein.
Il problema del Pd, uno dei tanti, in un certo qual modo è lo stesso di quello del popolo italiano nel suo complesso, ovvero votiamo il personaggio x e vediamo se risolve i nostri problemi. Peccato che non funzioni così. Il Partito Democratico ha il suo problema esistenziale nel momento stesso della sua nascita. La fusione di due grandi partiti identitari come Margherita e Democratici di Sinistra più altri cespugli vari non portò mai ad una costituente di partito nel ragionare di valori e di conquiste sociali ed economiche da raggiungere nel terzo millennio. Fu una sommatoria di voti. Ed è ancora una sommatoria di voti.
Quindi ora si attende che la Schlein, in termini chiari e precisi, indichi la strada al popolo democratico e quindi: Nato sì o no? Ucraina o Russia? Reddito di cittadinanza o qualcosa di più serio? Lavoratori o imprenditori o entrambi? Patrimoniale sì o no? E via discorrendo.
Eccovi presentato il problema. Cioè il segretario di turno ha una sua linea politica e non è portavoce di una ideologia politica.
Il Pd è un contenitore di chi non vota a destra, ma non vota nemmeno l’estrema sinistra. Ma questo bacino si sta erodendo sempre di più in quanto gli elettori democratici sono pure stufati di far campagna elettorale sul “votate noi perché non siamo loro“. Non siamo fascisti, non siamo Berlusconi, non siamo la Meloni, non siamo la destra. E va pure bene, solo poi la domanda viene spontanea e cioè: ma voi cosa siete?
Sul fatto che non esiste una ideologia partitica è evidente dal fatto poi che ogni segretario che dovrebbe essere legittimato dal voto popolare è sempre messo in discussione.
Anche per questa ultima elezione ad esempio Fioroni ha deciso di lasciare il partito. In passato vi fu la scissione di Bersani-Speranza in articolo 1 in quanto non si condivideva Renzi, sebbene anch’egli eletto dalle primarie. Non dovrebbe essere così in un partito. In Usa vi sono tanti candidati che si affrontano anche in maniera dura durante le primarie, ma quando poi prevale quello che sarà il leader del partito gli sconfitti non è che stanno lì a fare i bimbi e dire non mi piace il risultato me ne vado, come italica abitudine.
Quindi giudicheremo la Schlein in base agli atti e alle dichiarazioni, ma il problem di un Partito inesistente rimane sempre lì sullo sfondo e si fa sempre più grande.
STARNAZZA E RIDE….. MAH….