
Sono passati 100 anni dal fenomeno fascista in Italia, in quel periodo poi oltre al nostro Paese vi saranno dittatori in Spagna, Portogallo, Germania per non parlare poi dell’est europeo dalla Grecia alla Russia comunista.
Dopo la seconda guerra mondiale, i dittatori di estrema destra sembravano oramai un lontano ricordo, mentre con la caduta del muro di Berlino finiranno anche le dittature comuniste.
Sembrava il mondo davvero percorrere un nuovo percorso, non necessariamente di pace, ma quanto meno privo di questi tristi figuri che si ergono a borghesi sovrani assoluti.
E se i dittatori di destra sono finiti per la guerra mondiale, che loro stessi avevano scatenato, nonostante in Occidente europeo tutto si fece per evitarla la guerra, anche a scendere in scellerati patti, vedi Chamberlain e la sua disastrosa politica di appeasement. Si volle dialogare con chi non voleva dialogare per scongiurare la guerra, ma questa arrivò comunque.
Il comunismo finì per problematiche più interne che non per intervento esterno, ma mai bisogna dimenticare il contributo che diede una figura come San Giovanni Paolo II nelle sue parole, nei suoi atti.
Tutto questo bagaglio di sofferenze, errori, avrebbe dovuto portare in Europa i dovuti anticorpi al riemergere di dittatori nel vecchio continente. Invece no!
Non pare proprio che l’Europa abbia imparato, ma anzi persevera nell’errore.
Oggi abbiamo un dittatore palese come Putin in Russia, eppure buona parte dei cittadini che si professino essi di destra o sinistra, almeno una buona parte secondo noi, lo idolatrano. Un aggressore, un assassino che però ha anche dei difetti.
Piace anche al Papa, visto che ha chiesto in pratica agli ucraini di arrendersi e quindi scomparire come entità statale. In Vaticano si sono arrampicati sugli specchi per cercare di mitigare le parole del Pontefice, senza riuscirci pienamente.
Va bene che artisti come Jorit o Pupo vanno a fare endorsement per il dittatore russo. In genere, dovrebbe essere verso colui che è offeso, ma c’è chi ama la forza, e certamente Putin forte lo è.
Ma una guida religiosa, un capo di stato come è Francesco, avrebbe dovuto avere più accortezza diplomatica. Davvero risulta difficile trovare delle motivazioni cattoliche nel giustificare un’aggressione. Si dirà: ma se l’Ucraina si arrende tante persone avranno salva la vita.
Si è assolutamente vero, come è vero se la Russia la smette di combattere questa guerra che essa ha scatenato.
Esistono però delle cose che sono preziose, non più, ma almeno quanto la vita. La libertà, il vivere in un Paese libero, il professare il proprio credo liberamente sia esso politico o religioso. Vale la pena combattere per questo e sì, vale la pena morire anche per questo.
Purtroppo il Papa non è all’altezza del carisma di un Giovanni Paolo. Non è all’altezza delle capacità dialettiche di un Benedetto. E’ un Francesco, un santo minore che ci prova e non ci riesce ad essere un santo migliore.
Purtroppo l’Europa pare essere di nuovo invasa da ideologie e personaggi cupi che si pensava fossero un brutto ricordo del passato. Ancora una volta ci sono i Chamberlain vestiti di bianco che pensano che è possibile un dialogo con chi uccide. Purtroppo è inutile girarci intorno ci vuole la forza, Hitler andava fermato già al tempo dei sudeti, un giorno si dirà Putin andava fermato al tempo dell’Ucraina.
SLAVA UKRAINI!
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