
Ad Arienzo, ieri, sono successe due cose che meritano attenzione. Non perché siano eccezionali, ma proprio perché sono fin troppo normali.
La prima riguarda il plesso scolastico Valletta: caldaia in tilt, niente lezioni. Il problema, però, non è il guasto in sé, ma tutto quello che c’è prima e dopo.
Alcune domanda banali:
- quando è stata controllata l’ultima volta la caldaia?
- da chi?
- con quale esito?
- e soprattutto: quando era previsto il prossimo controllo?
Nessuno pretende l’impossibile. Non si può controllare ogni bullone dell’universo una volta all’anno. Ma una caldaia in una scuola sì, perché è un impianto delicato, soggetto a usura, e inserito in un contesto altrettanto delicato.
Dire semplicemente “si è rotta la caldaia” non è una risposta amministrativa, è una constatazione da bar.
Perché si è rotta?
Cosa non ha funzionato nella manutenzione?
E cosa verrà fatto per evitare che succeda di nuovo tra qualche mese?
Le cose si rompono, certo. Ma la fatalità non esiste, soprattutto quando parliamo di gestione pubblica.
Le polemiche (inevitabili) e le accuse politiche
Come prevedibile, la vicenda ha acceso il dibattito politico.
Giulio Morgillo, Partito Democratico, tramite un post su Facebook, parla senza giri di parole, almeno per come lo abbiamo capito, di distrazione di fondi, elencando tre punti precisi:
- Utilizzo di 500mila euro di fondi vincolati destinati al nuovo polo scolastico, spesi in gran parte – secondo Morgillo – per eventi ludici e luminarie.
- Realizzazione di un parcheggio pubblico in area scolastica, definita abusiva, con una spesa di circa 50mila euro.
- Abbandono del refettorio del plesso Valletta, con i bambini costretti a mangiare sui banchi dove seguono le lezioni.
Il quadro tracciato è netto:
migliaia e migliaia di euro sperperati in affarucci e marchette elettorali, mentre le scuole vengono lasciate allo sbando.
Sulla stessa linea anche Davide Guida di ArienzoèTua, che ci ha fatto pervenire questa dichiarazione:
«La rottura della caldaia al plesso scolastico Valletta, che ha costretto i ragazzi al freddo per la giornata odierna e all’impossibilità di andare a scuola, è causata dall’incapacità dell’amministrazione comunale.
Oltre alla mancanza di manutenzione, lo stato di abbandono dei lavori del polo scolastico di via Maddalena – finanziati nel 2019 – dovuto al mancato pagamento dell’appaltatore nonostante i SAL incassati dal Comune, impedisce agli alunni di beneficiare di una struttura moderna e sicura.»
Accuse pesanti, che vanno oltre il singolo guasto e chiamano in causa una gestione complessiva.
L’altra notizia: il Consiglio comunale e una presidenza “tardiva”
Seconda notizia, meno tecnica ma altrettanto politica.
Ieri si è tenuto il Consiglio comunale per la surroga di Antonio Rivetti, già presidente del Consiglio, e per la conseguente elezione del nuovo presidente.
A subentrare è Domenico Guida, che diventa non solo consigliere comunale ma anche presidente del Consiglio comunale.
Risultato della votazione: 8 voti favorevoli dalla maggioranza, due astensioni dall’opposizione (Rivetti e Vigliotti).
Una curiosità resta sul tavolo:
possibile che in cinque anni di consiliatura, tra alzate di mano e presenze costanti, nessuno nella maggioranza abbia mai “voluto” fare il presidente del Consiglio?
Parliamoci chiaro: se gestita bene, quella posizione garantisce visibilità. E in vista delle prossime elezioni, la visibilità non è mai un dettaglio.
È vero, anche un assessorato pesa. Ma forse gli equilibri interni sono talmente fragili da rendere ogni mossa una partita a Jenga.
Le parole del neo presidente
Queste le dichiarazioni di Domenico Guida dopo l’elezione:
«Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e spirito di servizio, impegnandomi a seguire le orme del mio predecessore con equilibrio, imparzialità e trasparenza, nel pieno rispetto delle regole democratiche e delle esigenze della comunità. Il mio obiettivo sarà garantire la continuità del lavoro istituzionale, valorizzando i risultati raggiunti e favorendo il dialogo costruttivo tra tutte le parti.»
Parole istituzionali, corrette, come da copione.
Ora però tocca ai fatti.