Da poco pubblicato un post sulla pagina fb del sindaco Giuseppe Guida:

Il Monte dei Pegni, in Via Annunziata, ritorna nella disponibilità del Comune. Un grazie va al Direttore Generale Blasotti per la sua disponibilità.
Ora subito a lavoro per renderlo fruibile e utile alla nostra comunità, con la “giusta e più idonea collocazione” del Museo in memoria di Giacomo Furia.
Il monte dei pegni è un edificio storico importantissimo per Arienzo e la Valle di Suessola in generale, riportiamo uno stralcio di ciò che viene indicato nel sito del comune al riguardo:
Il Monte dei Pegni di Arienzo era una nobile e pia istituzione finanziariasenza scopo di lucro nata dall’A.G.P. nel 1687 per combattere l’usura. Essa finanziava persone in difficoltà, che per particolari esigenze (matrimoni, acquisti ecc) avevano bisogno di un micro credito; l’erogazione avveniva dando in pegno oggetti o altri beni il cui valore veniva determinato dagli esperti del Monte. La durata del prestito, di solito, era di circa un anno. Trascorso il periodo se la somma non veniva restituita, il pegno andava all’asta. Era proibito pretendere gli interessi sulle somme date in prestito, e a garanzia del pegno veniva stipulata un’apposita “polizzetta”. La polizzetta serviva a registrare l’oggetto dato in pegno e fungeva da ricevuta, la quale veniva restituita dal Monte quando il debitore “spignorava” i propri beni. In caso di smarrimento della polizzetta si procedeva alla “pleggeria”, ossia il Monte restituiva il pegno solo se il debitore era una persona conosciuta. L’attività del Monte dei Pegni era regolata da uno statuto, essa fu svolta fino ai primi decenni del ‘900, in quanto con la nascita della Banca Cooperativa Popolare, la quale offriva una tipologia di servizi più ampia, l’istituzione Monte dei Pegni perse il suo prestigio e la funzionalità nonostante tentativi di ripresa ed adeguamenti dello statuto.