
Ritorniamo sul blog e ripartiamo dal consiglio comunale di Santa Maria a Vico: oltre due ore di discussione, tanti punti all’ordine del giorno, ma talmente tanta confusione che non si è nemmeno riusciti a trattarli tutti. Risultato: ci sarà un consiglio di prosecuzione.
La nuova giunta si presenta con gli innesti di Carmine De Lucia (’58) e Vincenzo Moniello; tra i consiglieri fanno ingresso Anna Cioffi e Clemente Affinita, mentre è assente Carmine De Lucia (’73). Dall’altra parte, nell’opposizione, mancano Clelia Signoriello e soprattutto Pasquale Iadaresta, il quale – colpo di scena – si è dimesso.
Le motivazioni non sono note, ma da mesi è chiaro che FdI in consiglio comunale è solo una sigla, senza una vera linea comune. Intanto la maggioranza di Città Domani 2.0 dovrebbe rafforzarsi, visto che la surroga – se accettata – porterà dentro Corrado Balletta.
Il consiglio si apre con un minuto di silenzio per il genocidio che si sta perpetrando in Gaza.
Altro colpo di scena: Affinita chiede l’inversione dei punti all’o.d.g., mettendo mozioni e interrogazioni in coda e trattando subito i temi più urgenti, come il bilancio consolidato. Una scelta che si rivelerà lungimirante, perché il consiglio verrà di fatto spezzato in due tronconi.
Si parte con la questione acqua. Il sindaco Pirozzi legge una lettera dell’ITL del 24/09, non pubblicata sul sito comunale, che annuncia sgravi in bolletta (non quantificati). Stop invece alle illusioni di annullamenti, come era stato ventilato in passato.
Pirozzi arriva persino ad affermare che il problema dell’acqua potabile sia stato “risolto”. Peccato che l’ordinanza di divieto d’uso sia ancora in vigore. E non è neanche chiaro se gli sgravi riguarderanno pure il periodo attuale, visto che la lettera copre solo aprile-giugno. Nel frattempo, però, non manca la solita accusa a Giuseppe Nuzzo di fare “terrorismo” politico, con tanto di annuncio di denuncia. Ma l’acqua resta non potabile.
Sottolineiamo la mancanza di eleganza, per non dire di vera e propria scorrettezza istituzionale, quella del sindaco Pirozzi che annuncia denunce ai magistrati nei confronti di un consigliere comunale in un consiglio comunale. Le denunce si fanno non si annunciano.
Poi si passa al bilancio consolidato, approvato dalla maggioranza più FdI, con il no di Città di Idee e M5S.
Sui lavori pubblici triennali, spicca l’intervento ironico di Igino Nuzzo: con tutte queste opere il sindaco sarà impegnatissimo a tagliare nastri, peccato che – a parte via Nazionale – non ci sia ancora nulla di finito. E definire quella strada “la Svizzera” fa sorridere: attraversare Santa Maria a Vico non è esattamente come passare dal Sempione.
Sui ritardi, Pirozzi risponde che i lavori sono complessi e richiedono tempo. Ricordiamo che il Palazzetto dello Sport sarebbe dovuto essere pronto da sei o sette anni.
Sul DUP scoppia la polemica: Iadaresta (M5S) accusa FdI di incoerenza per aver votato a favore di non considerarli nemmeno una vera opposizione. In realtà, se le opere sono considerate strategiche, il voto non è così scandaloso. Politicamente, molto più grave è stato l’appoggio al bilancio consolidato.
Iadaresta inciampa anche sul PNRR: vero, fu avviato dal Conte II, ma venne riscritto e approvato dall’esecutivo Draghi. Oggi lo gestisce il governo Meloni, e questa è probabilmente la fase più difficile. Attribuire i meriti a un solo governo o, peggio, a un solo partito, è fuorviante.
Arriva poi la mozione M5S sulla permanenza del Comune nell’ITL, più per l’aspetto privatistico che per la vicenda acqua. L’opposizione abbandona l’aula in segno di protesta, restando solo De Lucia.
E infine, il vero patatrac: la mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, presentata da De Lucia (Città di Idee). Il testo condanna sia le violenze di Israele sia quelle di Hamas, riconoscendo il diritto di Israele a difendersi e condannando fermamente il genocidio in atto. Una posizione a nostro avviso equilibrata, che però accende gli animi. Applausi del pubblico durante l’intervento di Cioffi, stigmatizzati dalla presidente, e addirittura bandiere in sala.
Igino Nuzzo (FdI) ricorda che Hamas dal 1973 ha atteggiamenti terroristici; da lì, la situazione degenera: battibecchi, “voti bassi in storia” rifilati all’opposizione, fino a un “uno, stai zitto” lanciato in aula. Alla fine, Nuzzo abbandona il consiglio dichiarando di non essere più nelle condizioni democratiche per continuare.
La mozione passa con i voti di tutti i presenti, tranne proprio Nuzzo contrario.
Il consiglio si interrompe non per “tempi eccessivi”, come recita il comunicato stampa, ma per le intemperanze in aula.
Il prossimo round si preannuncia ugualmente caldo: resta da discutere la mozione sul riconoscimento degli Stati arabi di Israele.
E permetteteci una nota finale: in un Comune dove l’acqua non è potabile, i trasporti funzionano male, il treno è fantasma, i furti nelle case non mancano e i prezzi delle abitazioni sono alle stelle, come fanno due gocce d’acqua pare di stare a Venezia… beh, ci piacerebbe vedere almeno metà della passione che si è riversata ieri sulla questione palestinese.