MANCANO 192 ORE AL PREMIO PUNGIGLIONE D’ORO E 312 ORE AL PREMIO SUESSOLANO DELL’ANNO

Vogliamo svelare il motivo per cui secodno noi, la mozione di sfiducia presentata di Città di Idee rischia di non essere discussa e men che meno portata al voto dalla presidente Grieco.
Innanzitutto la mozione non è di sfiducia, siamo noi che la chiamiamo in questo modo per pure comodità.
Infatti, è di sfiducia nei fatti. La mozione chiede al consiglio comunale un azzeramento della giunta e quindi al sindaco di dimettersi prendendo atto proprio della decisione del consiglio.
Ma gli stessi proponenti non si richiamano nel documento allo statuto che regola la mozione di sfiducia. Ma si basano sull’articolo 19 del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale.
Il problema che in questo caso il consiglio comunale non può “giudicare” e costringere il sindaco all’azzeramento.
E perché non può?
Non può, in quanto il consiglio comunale non si pronuncia mai e poi mai sulle decisioni di scelta del sindaco riguardo ai suoi collaboratori assessori che hanno con lui un rapporto fiduciario.
Facciamo un paragone per capirci. Il governo italiano per essere nel pieno delle sue funzioni deve avere la fiducia delle due camere del parlamento. Quindi il presidente del consiglio sceglie i ministri, questi giurano nel mani del Presidente della Repubblica, ma non sono ancora nel pieno delle loro funzioni, in quanto devono avere appunto la fiducia della camere espressa tramite voto.
Il sindaco di un comune invece è nel pieno delle funzioni nel momento in cui presta giuramento. La giunta, organo necessario, composta dagli assessori non ha bisogno di una fiducia del consiglio comunale per operare.
Ecco dunque che la mozione di Città di Idee non può essere portata né a discussione e quindi né al voto, in quanto si chiede al consiglio comunale di esprimere con un voto un’azione quale quella dell’azzeramento della giunta che non gli appartiene.
Inoltre, come abbiamo detto, questa nei fatti è una mozione di sfiducia e non è l’art. 19 del regolamento sul funzionamento comunale che andava richiamato, ma bensì l’art. 31 dello Statuto comunale.
Il punto è se, come al solito, si andranno a stravolgere le regole ancora una volta in Santa Maria a Vico. Come giustamente disse nell’ultimo consiglio comunale la presidente Grieco nessuno lo conosce il regolamento e lo statuto.
E’ evidente che impedire, secondo noi giustamente, la discussione della mozione provocherà un altro enorme polverone con tanto di abbandono, again, della seduta consiliare dell’opposizione.
L’amministrazione forte dei numeri dalla sua, potrebbe anche correre il rischio calcolato di aprire la discussione e andare al voto, ma si rischia però di andare a quella conta interna di cui abbiamo parlato la volta scorsa che potrebbe essere deleteria.
Vedremo cosa succederà, ma di certo non sarà un bel Natale per molti.