Parliamo di mensa scolastica in quel di Santa Maria a Vico in quanto c’è una cosa, anzi più di una, che non abbiamo ben capito. A parte il fatto che mai capiremo perché la mensa scolastica non inizia quando inizia l’anno scolastico, misteri.

Ma quello che non riusciamo a capire è questo: il giorno 7 ottobre è stato pubblicato all’albo pretorio una delibera di giunta, riunitasi il giorno 4 ottobre, che denota una certa sensibilità, che va encomiata, e cioè la possibilità per alcuni soggetti, poi ci ritorneremo, di usufruire di esenzione dal pagamento dei tickets mensa.

Anni fa avevamo chiesto questo tipo di intervento e ci fa piacere che si sia mostrata tale sensibilità.

Il problema e che ci pare che questa attenzione per le famiglie in difficoltà rischi di essere un buco nell’acqua.

Noi abbiamo provato a cercare nei canali istituzionali e anche non, tipo pagina fb del comune, una qualche comunicazione in merito, ma niente proprio. Quindi ci chiediamo, quanti sanno di questa possibilità importante? Perché non è stata fatta un’adeguata comunicazione?

Ancora. L’iscrizione alla mensa deve avvenire in modalità on line, se abbiamo ben inteso, dal 27 settembre al 10 ottobre, ma come detto questa delibera viene pubblicata solo il 7 ottobre all’albo e sinceramente non pensiamo che i cittadini si mettano a visionare l’albo come noi facciamo. Ma poi immaginiamo dovranno iscriversi comunque alla piattaforma, ma non è giusto che queste famiglie che già non hanno avuto una corretta comunicazione, non abbiano neanche lo stesso tempo per iscrivere i figli alla mensa come le altre famiglie.

Abbiamo qualche dubbio anche su come è scritta questa delibera, che pubblichiamo a piè pagina. Dunque si dice che il comune ha intenzione di garantire a tutti gli studenti in età scolare il diritto allo studio cercando di sgravare le famiglie in difficoltà bisogose e in difficoltà per i costi della scuola. Tutto bello, come detto encomiabile, però poi si dice che le esenzioni sono per un massimo di 30 e un costo totale di 14.000€! Ma allora queste esenzioni non sono per tutti gli studenti!?

Quindi se i richiedenti sono 31 ci sarà almeno uno studente cui il diritto allo studio sarà compromesso e la famiglia rimarrà in difficoltà.

Altra cosa. In caso di parità di requisiti si dovrà dunque dare precedenza, secondo la delibera, agli alunni diversamente abili, poi a famiglie numerose con almeno tre figli che usufruiscono della mensa e quindi due possono esssere esentati, poi alle famiglie numerose con due figli che usufruiscono della mensa e quindi uno può essere esentato, alla fine nuceli monogenitoriali.

Non capiamo questa distinzione tra alunni diversamente abili, famiglie, nuclei. Come se il nucelo monogenitoriale non fosse una “famiglia” e come l’alunno diversamente abile pagasse da sé la retta per la mensa e non avesse una famiglia. Ma non capiamo proprio se quindi il nucelo, utilizziamo la barbara dicitura comunale, ha tre figli che usufruiscono della mensa va dietro alla famiglia numerosa che ne ha due! Ci pare una cosa incredibilmente ingiusta, una discriminazione vera e propria.

Ma poi cosa si intende per famiglia numerosa? Nella delibera non viene data alcuna definizione in merito, sono quattro individui, sono cinque, sono sei, di più? Boh!

Chiediamo dunque all’assessore all’istruzione Clemente Affinita, appena supererà la perplessità dopo aver letto questo articolo, di proprorre alla giunta comunale:

  1. di dare alle famiglie “fragili” più tempo per iscrivere i propri figli alla mensa
  2. di dare una opportuna e ampia comunicazione sulla possibilità di avere queste esenzioni
  3. di correggere la delibera eliminando la discriminante differenza non solo linguistica tra famiglie numerose e nuclei monogenitoriali e dando una definizione di famiglia numerosa
  4. di inserire anche l’senzione della famiglia monogenitoriale con un solo figlio in mensa nel rispetto dei livelli ISEE richiesti
  5. di dimettersi, perché è sempre una cosa buona se lo fa.