
Domani, 14 luglio alle ore 19, si riunirà il Consiglio comunale di Santa Maria a Vico presso la Sala del Capitolo del Complesso Aragonese. All’ordine del giorno figurano le comunicazioni del sindaco, l’approvazione dei verbali della seduta precedente, la ratifica di una variazione di bilancio, la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e l’approvazione del bilancio di previsione del Consorzio Tifata.
Argomenti certamente legittimi e necessari sotto il profilo amministrativo. Tuttavia, non si può fare a meno di notare come, in un momento in cui Santa Maria a Vico è alle prese con continui blackout, criticità energetiche e altri disagi che incidono quotidianamente sulla vita dei cittadini, nell’ordine del giorno non compaia alcun punto dedicato a queste emergenze. Con tutte queste emergenze più che un comune sembra un pronto soccorso.
Eppure sarebbe stato opportuno che il Consiglio comunale affrontasse pubblicamente una situazione che ormai si trascina da settimane e che continua a creare notevoli disagi a famiglie, attività commerciali e imprese.
Da osservatori della vita amministrativa ci permettiamo di avanzare una proposta, certamente impopolare ma ispirata al principio di prudenza. Considerato che, dall’incontro promosso dalla Prefettura con il gestore della rete, è emerso che una soluzione strutturale potrebbe arrivare soltanto entro la prossima estate, riteniamo opportuno valutare, per questa stagione, la sospensione dell’installazione e dell’accensione delle luminarie in occasione delle feste patronali e parrocchiali sul territorio comunale.
Siamo perfettamente consapevoli del valore religioso, culturale e sociale di queste manifestazioni e sappiamo che una simile scelta sarebbe dolorosa. Tuttavia, nelle situazioni di emergenza occorre assumere decisioni straordinarie, privilegiando la sicurezza e la stabilità della rete elettrica.
Qualora non si intendesse rinunciare alle luminarie, chiediamo almeno che ogni allaccio alla rete pubblica sia accompagnato da una certificazione tecnica congiunta, sottoscritta sia dalla ditta installatrice sia dal Comune, attestante la piena regolarità dell’intervento e la sua compatibilità con le condizioni della rete.
Nessuno mette in discussione la professionalità delle aziende che realizzano gli impianti luminosi. Proprio perché siamo in una fase delicata, però, riteniamo che sia doveroso adottare ogni cautela possibile e applicare criteri straordinari a una situazione straordinaria.
Si chiama buon senso. Si chiama prevenzione. Si chiama capacità di amministrare anticipando i problemi anziché rincorrerli.
Temiamo, però, che proprio per questo, anche questa proposta resterà inascoltata.
