
C’è una buona notizia e una notizia non tanto buona. La buona: la Giunta ha deciso di aiutare le famiglie con i pasti a scuola, fino a 35mila euro. La non tanto buona: per ora è tutto in una frase della delibera, secondo cui caratteristiche e modalità dei voucher “saranno definite con successivo atto gestionale e con l’avviso pubblico”.
Leggendo la delibera n. 91, in Albo Pretorio fino al 27 ottobre, si scopre che l’atto è di indirizzo e “non determina, da sola, obbligazioni giuridiche verso terzi”. Prima serve che il Responsabile finanziario attesti che i soldi esistono, che sono ancora vincolati a questo scopo e che sono stati iscritti bene a bilancio. Solo dopo si potrà pubblicare l’avviso.
Non capiremo mai perché si parta a servizio mensa già avviato.
Fate i conti, che è meglio
Tre fasce ISEE, tre voucher: 3,70, 2,50 e 1,50 euro a pasto, con tetti annui di 518, 350 e 210 euro. Con 35mila euro si coprono almeno 67 bambini nella fascia più bassa, 100 nella media e 166 nell’ultima (calcoli nostri, non del Comune). Se le domande superano quei numeri, la graduatoria per ISEE crescente farà il suo lavoro: restano fuori per prime le famiglie della fascia più alta, quelle del voucher da 1,50 euro. Il servizio lo pagano tutti, il sostegno ne copre una parte.
Dove si va a depositare la domanda?
Il post del sindaco Nuzzo sulla sua pagina Facebook non lo dice: parla di modalità e termini che saranno definiti “in tempi brevi” dagli uffici comunali. La delibera sì: la domanda si presenta alla segreteria della scuola frequentata dal minore. Il sindaco ha presieduto la Giunta, quindi le carte le conosceva: un post non è un avviso, ma un’indicazione in più sarebbe costata una riga. Per una volta, chi legge le carte ne sa più di chi legge il post.
Le domande aperte:
- I pasti già mangiati dall’inizio del servizio mensa sono coperti o no? Le mense, a differenza dei voucher, sono già in funzione!
- Dopo il 31 dicembre quale ISEE vale, visto che il beneficio dura fino a giugno?
- E soprattutto: l’attestazione finanziaria c’è già?
Il sindaco promette tempi brevi. In burocrazia “brevi” è un concetto relativo.
Nessuno qui dubita delle buone intenzioni, e 35mila euro per le famiglie in difficoltà sono meglio di zero. Ma a San Felice, per ora, il voucher è approvato nello stesso senso in cui un menù è già un pranzo.
