
A San Felice a Cancello sta succedendo qualcosa di interessante per chi si interessa di comunicazione politica. Non c’entra chi abbia ragione: è una questione di dinamica.
Da mesi Giovanni Ferrara, ex sindaco, critica con intensità crescente l’amministrazione guidata da Emilio Nuzzo. Non è un mistero che guardi alle prossime comunali. Fino a poco fa il sindaco rispondeva di tanto in tanto, e nemmeno sempre. Nelle ultime 24-48 ore sono intervenuti anche gli assessori.
Qui sta il punto. Quando una giunta risponde a chi è fuori dall’aula, gli riconosce un ruolo che nessun voto gli ha dato: quello di oppositore ufficiale. I cittadini non entrano nel merito di ogni singola polemica. Percepiscono una scena semplice: Ferrara attacca, l’amministrazione si sente in dovere di replicare. Chi viene ascoltato così spesso, agli occhi di chi vuole schierarsi contro Nuzzo, diventa il riferimento naturale. E, a ben vedere, obbligato.
Ci sono altri due rischi.
Il primo è che sia Ferrara a dettare l’agenda. Se ogni argomento che lancia ottiene risposta, è lui a decidere di cosa si parla in comune.
Il secondo è che l’amministrazione finisca sulla difensiva. Ogni “hai torto perché” è una difesa, e chi si difende racconta le accuse dell’altro, non il proprio lavoro.
Attenzione però: rispondere con gli atti non è automaticamente una difesa. Dire “abbiamo migliorato la viabilità” o “abbiamo curato il verde” è fumo. Dire “con questa delibera ne è venuto questo risultato xx, è un contrattacco. Cambia tutto.
Sarà interessante vedere come evolve. Cambierà il modo di rispondere? Ferrara alzerà ancora il tono? Noi non ci schieriamo sul merito. Registriamo solo che, per ora, la dinamica favorisce lui: è riuscito a portare l’amministrazione dove voleva, a farsi interlocutore principale in vista delle comunali.
Tant’è.
