La determina n. 601 corregge la n. 600: il ribasso del 21% era stato applicato anche alla manodopera. L’importo dei lavori sale da 1,504 a 1,575 milioni di euro e le economie di gara calano di 86 mila euro. Ma nella tabella rettificata l’IVA sui lavori è rimasta ferma al valore precedente.
Parliamo di un appalto pubblico importante anche perché si tratta di mettere in sicurezza il territorio come nel caso dell’intervento sul versante del Monte Sant’Angelo a Palombara, per la sistemazione idrogeologica e il ripristino dell’alveo Arena. Confrontando la determina n. 600 del 1° ottobre 2026 con la n. 601 del 6 ottobre troviamo, a cinque giorni di distanza, un quadro economico che viene corretto.
La n. 600 approvava il quadro economico post-gara dopo l’aggiudicazione all’impresa AN.FO. Costruzioni Srl, vincitrice con un ribasso del 21%. I lavori erano indicati in 1.504.525,80€.
La n. 601 è stata adottata espressamente per rettificare la precedente. Il Comune spiega che il ribasso era stato applicato all’intero importo dei lavori, compresa la manodopera, che non è soggetta a ribasso. L’atto parla di «mero errore materiale di calcolo e di impostazione».
La rettifica interviene quindi su un punto preciso: i costi della manodopera vengono separati dalla quota soggetta a ribasso, in coerenza con l’art. 41, comma 14, del D.Lgs. 36/2023. Il rilievo che segue non riguarda la decisione di correggere l’errore, ma la coerenza dei numeri riportati nel quadro economico aggiornato.
Cosa cambia, in numeri
Nella n. 600 il calcolo era questo: 1.793.111,80€ di lavori, meno il 21% di ribasso (376.553,48€), per arrivare a 1.416.558,32€. Aggiunti i costi della sicurezza, il totale era 1.504.525,80€.
Nella n. 601 la base soggetta a ribasso è invece di 1.456.000,99€. Il 21% vale 305.760,21€ e porta a 1.150.240,78€.
A questa cifra si sommano:
- 337.110,81€ di costi della manodopera, non soggetti a ribasso;
- 87.967,48€ di costi della sicurezza, non soggetti a ribasso.
Il nuovo totale dei lavori è 1.575.319,07€: 70.793,27€ in più, pari a circa il 4,7% rispetto all’importo indicato nella prima determina.
Le economie di gara: 86 mila euro in meno
La n. 601 precisa che il finanziamento complessivo non cambia e resta pari a 2.852.440,56€. Cambia però la distribuzione delle somme all’interno del quadro economico.
Le economie di gara passano da 450.409,13€ a 364.041,34€: una diminuzione di 86.367,79€.
Il calcolo si ricostruisce così: 70.793,27€ corrispondono all’aumento dell’importo dei lavori; altri 15.574,52€ rappresentano il 22% di tale incremento, cioè l’IVA aggiuntiva calcolata su quella base.
Le economie di gara possono avere rilievo per eventuali ulteriori esigenze dell’intervento, nei limiti delle regole applicabili al finanziamento. Per questo la loro riduzione merita di essere evidenziata, anche se il finanziamento complessivo rimane invariato.
Dove l’IVA non torna
Il totale delle somme a disposizione dell’amministrazione, indicate alla voce B, passa da 897.505,62€ nella n. 600 a 913.080,14€ nella n. 601.
La differenza è di 15.574,52€, esattamente il 22% dei 70.793,27€ di lavori in più.
Il totale B sembra quindi recepire l’incremento dell’IVA. Le singole voci della tabella, però, non risultano aggiornate allo stesso modo.
La voce b.18.a, relativa all’IVA sui lavori, resta infatti a 330.995,68€, lo stesso importo riportato nella determina n. 600.
Applicando il 22% al nuovo importo dei lavori di 1.575.319,07 euro, l’IVA risulterebbe invece pari a circa 346.570,20€.
Di conseguenza, anche il totale della voce b.18 – IVA ed eventuali altre imposte, che nella n. 601 rimane a 411.717,97€, dovrebbe arrivare a circa 427.292,49€, se si mantiene invariata la composizione delle altre voci fiscali.
La differenza è sempre la stessa: 15.574,52€.
Sommando gli importi delle singole voci così come sono riportati nella tabella rettificata, il totale B risulta inferiore di questa cifra rispetto a quello dichiarato.
La spiegazione più immediata è che il totale sia stato aggiornato senza modificare le relative voci di dettaglio. È un’ipotesi plausibile, ma spetta all’amministrazione chiarire se si tratti di un errore materiale nella tabella o se vi siano altri elementi contabili che spiegano la differenza.
Il punto, allo stato degli atti esaminati, è che il totale delle somme a disposizione e le singole voci IVA non sembrano coerenti tra loro.
Le domande che restano
La determina n. 601 corregge un errore presente nella n. 600. Ma il confronto tra i due provvedimenti lascia alcune domande.
La prima: quali sono gli importi corretti dell’IVA sui lavori, alla voce b.18.a, e del totale b.18? Nella tabella rettificata sono rimasti i valori precedenti, nonostante l’aumento dell’importo dei lavori.
La seconda: l’importo di aggiudicazione indicato nella n. 600, pari a 1.504.525,80€, coincide con quello riportato nella determina di aggiudicazione n. 398 e negli altri documenti di gara? E, se il contratto non è ancora stato stipulato, quale importo verrà formalizzato?
Sono domande che possono trovare risposta attraverso gli atti e un chiarimento dell’ufficio competente.
Questa analisi si basa sul confronto aritmetico degli atti pubblicati e non sono un tecnico del settore: se ho sbagliato qualcosa, pubblicherò volentieri le correzioni.
Perché negli appalti pubblici i numeri devono tornare non soltanto alla fine.
Devono tornare riga per riga.
Una precisazione: questa analisi nasce dal confronto tra gli atti pubblicati e dalla verifica aritmetica delle cifre riportate. Non siamo esperti di contabilità pubblica né di appalti e non pretendiamo che questa ricostruzione sostituisca una valutazione tecnica. Se qualche passaggio fosse sbagliato o se esistessero elementi che non abbiamo considerato, siamo disponibili a pubblicare le correzioni e a dare spazio a chiarimenti documentati. L’obiettivo è capire se i numeri del quadro economico siano coerenti, non formulare accuse.
