
No vabbé, ma ieri c’è stata una cosa meravigliosa che è impossibile non parlarne in questo blog.
E’ da parecchio che non parliamo di massimi sistemi, anche perché la discussione politica nazionale ci annoia talmente tanto che i due Guida in Arienzo ci sembrano del calibro di Almirante e Berlinguer.
Ma ieri Giorgia Meloni è stata spettacolare!
Meloni fa parte di un partito completamente agli antipodi rispetto al nostro pensiero politico sia chiaro, anzi più vicino al nostro dovrebbe essere quello di De Luca, che gli era è stato umiliato come merita.
Come si ricorderà in febbraio De Luca, dopo aver massacrato quel poco di sanità in Campania è andato a Roma a fare una sorta di show. Invece di coprirsi il capo di cenere e chiedere soldi a Roma come fanno tutti, e qui si dovrebbe aprire non un capitolo, ma una enciclopedia sulla dannosità delle regioni, dicevamo invece di chiedere soldi normalmente, ha iniziato a inveire chiamando Giorgia Meloni non per nome e titolo ma bensi’ con l’epiteto “stronza” urlandolo più e più volte.
Chiaramente, il popolino ha innalzato il maschio bianco meridionale misogino a proprio eroe, e lo possiamo pure capire, noi uomini bianchi e meridionali dobbiamo ancora crescere molto nel rapporto paritario con le donne, ma che il Partito Democratico a tutti i livelli non avesse detto una parola che fosse una in difesa della istituzione, in difesa dell’essere donna. Ma nemmeno una parola in difesa del semplice buon gusto contro un buzzurro qual è il presidente della regione campania ci è sembrato uno scandalo. Non osiamo immaginare se uno Zaia in una manifestazione pubblica avesse dato della “scemina” alla Schlein. Probabilmente staremmo ancora a paralrne della ignoranza della destra fascista.
De Luca ovviamente non è stato in grado di replicare sorpreso da questo colpo di teatro ben congeniato, come sempre leoni quanto l’interlocutore non è davanti, poi quando lo si ritrova davanti agli occhi fanno le bertuccie balbuzienti.
Peccato che tutto l’evento per cui erano presenti le istituzioni è andato in secondo piano, ma chi la fa l’aspetti.
Tutta la nostra stima, e solidarietà ancora, a Giorgia Meloni.
