giorni
ore minuti secondi
fino a
PUNGIGLIONE D’ORO 2026

Plesso Crisci di Arienzo abbiamo letto l’ordinanza.
Cosa dice l’atto
L’ordinanza n. 3 del 3 novembre 2026, firmata dal responsabile del III Settore, dispone la chiusura totale e immediata del plesso e interdice anche una fascia di almeno quattro metri del parcheggio adiacente. Il presupposto è una relazione tecnica di sopralluogo (prot. 13069 del 3 novembre), nata da una segnalazione protocollata il 23 ottobre (prot. 12655).
La relazione descrive lesioni passanti sulle pareti perimetrali dell’angolo sud-ovest, più marcate al primo piano, e crepe profonde alla base dei pilastri in cemento armato. Il quadro, scrive l’ufficio, fa ipotizzare un cedimento differenziale verticale in fondazione e non consente di escludere un peggioramento repentino. La chiusura è prudenziale, “nelle more” di indagini geotecniche e strutturali che, a oggi, sono ancora da affidare.
Le tre campane
Su facebook si possono leggere gli interventi della politica locale che proviamo a sintetizzare per come li abbiamo percepiti.
L’ex consigliere di opposizione Mattia Vigliotti invita alla calma, ringrazia Commissione e Ufficio Tecnico e proclama chiusa la stagione della “politica politicante”. Quasi in contemporanea ricorda che “non esiste vera morale senza memoria”. Il perdono dei peccati con allegato l’elenco dei peccati.
Il segretario PD Giulio Morgillo va sul concreto: calendario pubblico delle verifiche, pubblicazione degli esiti, un canale con i genitori, un tavolo permanente. Ci sta. Poi arriva il parcheggio costruito nell’area della scuola, i cui fondi “potevano servire” alla messa in sicurezza. Ora, l’ordinanza interdice una parte di quel parcheggio, ma non dice una parola su un legame tra l’opera e il dissesto. Il nesso, per ora, è un’impressione, non un fatto.
Resta una domanda legittima da girare ai tecnici, a patto di chiamarla domanda.
L’ex sindaco Giuseppe Guida rivendica l’attenzione dell’amministrazione uscente: facciata nel 2021, verifica di vulnerabilità sismica nel 2023, richieste di finanziamento alla Regione nel 2024 e alla Presidenza del Consiglio nel 2025, per circa un milione di euro. Ricorda che nel 2023 non emergevano criticità tali da chiudere la scuola.
Ma il problema descritto oggi non è sismico: per come l’abbiamo capita è un possibile cedimento della fondazione.
Rispondere con la vulnerabilità sismica a una questione geotecnica è come chiamare a bastoni quando la briscola è a spade.
C’è una cosa che ci fa riflettere: dal 2023 si sapeva che servivano interventi, e tre anni dopo l’edificio è chiuso.
Quanto alla chiusura “a tempo indeterminato” contestata da Guida: la formula è effettivamente “fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”. Ma “non ci vuole molto a fare una verifica” non regge. La verifica c’è stata, ed è il motivo della chiusura. Mancano, al momento, le indagini approfondite, che richiedono affidamento.
Le domande
Avendo letto l’atto, ma non essendo chiaramente degli esperti in materia, ci sovvengono domande che ci piacerebbe avessero una risposta, in quanto pensiamo possano essere utili alla comunità.
- Chi ha firmato la segnalazione del 23 ottobre, e cosa è accaduto nei undici giorni fino alla relazione?
- La verifica di vulnerabilità del 2023 conteneva indagini sul terreno? Se sì, cosa dicevano delle fondazioni?
- L’ordinanza richiama gli artt. 50 e 54 del TUEL, che attribuiscono il potere contingibile e urgente al sindaco, e l’art. 143 sulla gestione straordinaria, ed è firmata da un responsabile di settore dopo aver sentito la Commissione. Può essere tutto in regola: chiediamo solo di capire su quale base di competenza.
- Il danno è localizzato, la chiusura è totale. Esistono porzioni agibili?
- Quando partiranno le indagini, e chi le eseguirà?
In conclusione
I bambini sono fuori da scuola, e questo è l’unico fatto che conta.
