10 DOMANDE AL MOVIMENTO 5 STELLE

  1. Perché il M5s diffonde la notizia del rifiuto dei rimborsi elettorali, addirittura girano alcuni link che annunciano la donazione di tali rimborsi ai terremotati, quando invece non può riceverli a causa della mancanza dello statuto in base alla legge 96/2012 art.5?
  2. Perché il M5s in campagna elettorale ha annunciato che avrebbe combattuto gli sprechi della casta e si scopre che per le pensioni nulla cambia, quindi pensioni d’oro con il sistema retributivo e dopo un annetto poco più di legislatura?
  3. Perché il M5s che ha come scopo principale l’abbattimento dei costi della politica nulla hanno annunciato per l’eliminazione delle indennità di funzione e dei benefit, ma anzi confermato?
  4. Se “uno vale uno”, quindi non esiste una leadership, perché Grillo e Casaleggio partecipano alle riunioni dei parlamentari eletti del M5s?
  5. Voler avere il 100% del parlamento non significa voler far identificare  il movimento allo Stato, così come nei regimi totalitari, cosa significa esattamente?
  6. Perché se tutto deve essere fatto decidere alla rete, non viene posto alla stessa la questione su una eventuale fiducia ad un’eventuale  governo Bersani?
  7. Come mai il simbolo del Movimento 5 stelle è proprietà di un privato?  Mentre invece, per fare un esempio il simbolo del PD appartiene agli iscritti.
  8. Perché non far formare un governo e così poter cambiare la legge elettorale ed inserire il reddito di cittadinanza, magari definendo pure chi è cittadino, i figli di immigrati nati in Italia sono italiani?
  9. Perché gli stranieri legalmente residenti in italia non possono iscriversi al M5S?”. Il non-articolo 5 del non-statuto è chiaro: “Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non facciano parte, all’atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti”.
  10.  Perché il “megafono”, fugge dalle domande dei giornalisti e dal confronto?

Sicuro di una Non-risposta, ringrazio anticipatamente

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NUOVO GOVERNO: QUALI SCENARI

Il Presidente della Repubblica, Napolitano, è ormai agli ultimi atti prima della scadenza del suo settennato, tra questi v’è certamente il conferimento dell’incarico per la formazione del nuovo governo. Probabilmente la scelta cadrà su Bersani, il segretario ( pro-tempore? ) del partito democratico avrà certamente gioco facile alla camera dove ha già la maggioranza, ma è al senato che si gioca la partita e quattro sono gli scenari possibili.

Governissimo: o grande coalizione o governo di pacificazione nazionale, è quello che non vuole certo la base del PD che vedrebbe tale accordo la fine del partito e Bersani sembra infatti orientato a prendere scelte diverse. Ma Berlusconi preme per un accordo e come contropartita vorrebbe la presidenza del senato in modo da invocare il legittimo impedimento e salvarsi da probabili condanne giudiziarie. I tempi sono strettissimi visto che l’elezione della seconda carica dello stato è tra i primi atti del nuovo parlamento. Ma pure Grillo strizzerebbe l’occhio ad un accordo pdl-pd(menoelle) in modo da presentare alla nazione intera la validità della sua tesi e cioè che questi partiti ( kasta ) sono simili e vogliono la stessa cosa: il potere. Quindi presentarsi alle prossime elezioni in posizione di vantaggio dopo un opposizione. I numeri di questa fiducia sono di 240 sì su 158 ( soglia minima da raggiungere )

Governo PD/SEL con appoggio M5s: è forse la più logica conseguenza che viene fuori dalle urne, tant’è che lo stesso Bersani ha subito cercato il dialogo, ma il non-leader Grillo ha definito stalker questo approccio ed in più insultando il candidato premier votato da 8 milioni di italiani definendolo “morto che parla”. Questa sarebbe la peggior soluzione per Berlusconi in quanto i due partiti presenterebbero proposte di legge in campo economico e giudiziario che lo danneggerebbero non poco, prima fra tutte l’auspicata legge sul conflitto d’interessi e legge Gasparri. Grillo sembra in difficoltà su questa proposta, in quanto potrebbe chiedere di entrare nel nuovo governo e far approvare subito i provvedimenti più sensibili, ma sembra restio e la base pare non approvare tale scelta anche perché una vera giustificazione al “no” non è ancora arrivata. Numeri di questa fiducia 177 su 158.

Governo PD/SEL di minoranza: ancora ago della bilancia è il M5s che potrebbe uscire dall’aula. In questo caso entra in scena il complicato meccanismo dell’astensione al senato che equivale al “no”. Infatti al senato esiste questa bizzarra regola ma non solo, il quorum si calcola contando i presenti, quindi uscendo tutti i senatori del m5s dall’aula, il quorum non è più 158 ma è di 131. Non sufficienti al PD/SEL  che conta 123 senatori, ma situazione ottima per Monti che potrebbe andare in soccorso con i suoi 19 senatori e quindi contare qualcosa ed offrire la fiducia. Ma è poco auspicabile sia per Berlusconi per i motivi suddetti che per lo stesso Bersani in quanto si troverebbe ostaggio di Grillo che potrebbe sfiduciarlo in ogni momento. Per Grillo potrebbe essere da un lato positivo in quanto non offre la fiducia ad un partito avverso e si può tenere in opposizione, ma pure negativo, questo sistema potrebbe essere vista dalla non-base come un espediente degno della prima repubblica e poco trasparente, proprio un tipo di procedura figlia di atteggiamenti politici che i grillini vogliono combattere e cambiare. Numeri di questa fiducia 142/131.

Governo tecnico: se Bersani non dovesse riuscire ad ottenere la fiducia sempreché il Presidente della Repubblica gli conferisca l’incarico, potrebbe cercare all’esterno una soluzione. Ancora.

Elezioni politiche 2013: Voto in Valle di Suessola

Anche la Valle di Suessola è stata sconvolta dallo tsunami di Grillo, i partiti tradizionali soffrono di consensi mentre l’estrema destra frammentata potrebbe avere percentuali più importanti se si presentasse unita, preoccupa il fenomeno LEGA NORD. Affluenza la voto al di sotto del dato nazionale, ma superiore a quello provinciale e regionale. Ma vediamo comune per comune prendendo i dati della camera.

Arienzo: hanno votato il 70% degli aventi diritto contro il 76% della consultazione del 2008, i partiti tradizionali perdono consensi il PDL subisce un vero tracollo passando dal 55% al 30% in termini di voto significa un 800 in meno. Il PD invece contiene le perdite e passa dal 20% al 16%. Il m5s è il secondo partito con il 17% dei consensi. Si diceva dell’estrema destra se si sommassero tutti i voti dei vari pezzettini si arriverebbe ad un 7% di tutto rispetto divenendo così il 4° partito della città dato superiore seppur di poco alla scelta civica di monti pure al 7%.

Cervino: calo di 4 punti percentuali per i votanti che vanno sotto il 70% delle precedenti politiche Anche in questo caso il PDL crolla e precipita dal 58% al 37% scendendo sotto i mille voti. Il PD sostanzialmente stabile passando dal 20% al 18%. Il M5s è terzo ad un solo punto di distacco dal partito democratico.

San Felice a Cancello: nel comune più grande della valle l’astensionismo è stato terrificante oltre il 10% non ha votato portando la percentuale dei votanti al 65%. Anche in questo caso il PDL perde consensi come uno scolapasta pieno d’acqua passando dal 54% al 38%. Ma anche per il PD può farsi lo stesso discorso la perdita è di 7% si ferma al 14% addirittura alla sezione 6 raccoglie 0 voti. Il M5s al 16%. Ma ciò che colpisce è il voto alla LEGA NORD, 61! Tantissimi, troppi per pensare ad un banale voto di protesta ed è un voto che andrebbe certamente analizzato più a fondo per capirne la portata si pensi che ha gli stessi voti della LA DESTRA di Storace. Anche a san felice è interessante il voto alla estrema destra se fosse unita in un’unica entità arriverebbe ad un 2,67% che certamente a livello comunale peserebbe molto più dei vari 0 virgola.

Santa Maria a Vico: la percentuale dei votanti è poco sopra il 70% un 5% in meno rispetto al 77% del 2008, anche in questo caso il PDL segue il trend negativo perdendo la bellezza del 22% ed attestandosi al 33%. Il PD non sorride perde 5% passa dal 22% al 17% e viene superato abbondantemente dal M5s che raggiunge il 20% che è il miglior risultato di tutta la Valle. Ottimo il risultato di FN che da sola sfonda il 2% portandosi al 2,33% e sempre se non vi fosse la frammentazione della destra estrema si potrebbe arrivare ad un 3,88% divenendo così il 5° partito della città a meno di 5 punti dalla SCELTA CIVICA di poco sopra l’8%.

POLITICHE 2013: LO TSUNAMI IN PARLAMENTO

Vince il Movimento 5 stelle con oltre 8 milioni di voti, primo partito in italia, un risultato straordinario. Tutti i non addetti ai lavori, al bar o in una partita a calcetto, avevano pronosticato il successo di grillo, ma nessuno di quelli che dovevano l’ha fatto. Ormai è chiaro che se esiste un mestiere inutile in Italia è quello del sondaggista. Se il dato del PD 29% ha rispecchiato i sondaggi, i più ottimisti lo davano al 32 i pessimisti al 27, tutti gli altri sono assurdamente sballati, il PDL era dato tra il 15% e il 20% così come il M5s, non solo per questo è stato sballato, ma il PDL ha raggiunto il 21%. Cambiare mestiere? Rivedere le tecniche di rilevazione è forse necessario. La cosa curiosa è il come ha vinto il M5s, il partito o meglio movimento della democrazia diretta, del web, internet, delle parlamentarie in rete, ha vinto alla vecchia maniera cioè con i comizi in pubblico, giorno dopo giorno, di città in città il duce giullare ha incontrato la gente dal vivo, ha preso la loro rabbia e la trasformata in oro. Niente videoconferenza, nessun gioco di luci, solo una piazza, un palco, un microfono. Nessuno ha notato delle incongruenze, in altre parole Beppe Grillo non ha lasciato mai quel palco e quel microfono ai candidati, ad esempio, nessuno ha notato che oltre al no casta, all’andate via, al siete circondati, né una proposta è arrivata chessò in economia, sul mercato del lavoro, università, salute, nulla. Sarà un piacere vederli in parlamento, chissà cosa accadrà quando un grillino oserà votare diversamente dal suo gruppo parlamentare. Berlusconi invece ha preferito una campagna forse tecnologicamente più avanzata pure di grillo, in altre parole la tv, il cavalier biscione ha giocato su due campi che conosce benissimo, i mezzi di comunicazione di massa tradizionali, giornali e tv appunto, coprendo tutte le trasmissioni possibili, se i bambini potevano votare pure dai teletubbies si sarebbe fatto intervistare, facendosi vedere sempre entrando nella testa degli italiani, è passato anche nel linguaggio, dal darò un contributo, ma è Alfano premier (dicembre), al farò il ministro dell’economia (gennaio), all’annuncio “i primi interventi del mio Consiglio dei Ministri” ( febbraio ). L’altro campo che conosce bene è il portafoglio, sa benissimo che in questo momento di crisi feroce, quella lettera di restituzione dell’imu è stata una genialata pari alla promessa del 2006 dell’abolizione del ici, mantenuta, ma che ha portato gradualmente il paese al dissesto economico, gli italiani sanno benissimo che Berlusconi mantiene le promesse, l’imu secondo la mia opinione sarebbe stata davvero restituita, che questo avrebbe portato malefici al paese al caimano non importa, il problema è che agli italiani del bene comune non gliene frega nulla, sto bene io stanno bene tutti. Bersani ha completamente fallito la campagna elettorale, forse crogiolandosi sui sondaggi, sembrava che il grattacapo più grosso fosse se fare un’alleanza al senato con monti oppure no, ed invece il destino cinico e baro c’ha messo lo zampino. Il giaguaro non solo non è stato smacchiato, ma ha rischiato di divorare il povero Pierluigi, conducendo una campagna elettorale pacata, sommessa, tutta chiusa nelle sezioni, proprio quello che non va fatto in campagna elettorale, dove la visibilità è importante, il contatto con la gente fondamentale e se poi hai delle buone idee, hai vinto. Il pd ha messo solo buone idee. Andava cavalcata l’onda delle primarie, grandissimo momento civile, invece…
Il paese non ha una maggioranza, se è vero che il bipolarismo è morto è nato dalle sue cenere il tripartitismo. Non si potrà votare molto presto, perché Napolitano non può sciogliere le camere quindi almeno fino a metà maggio il voto è impossibile. Questo parlamento dovrà votare il nuovo presidente della repubblica. Per quanto riguarda la governabilità questa è affidata a grillo, il primo partito d’italia dovrebbe pretendere un governo di larghe intese o forse in questo caso bisognerebbe dire di pacificazione nazionale, se fosse così, questo movimento passerebbe dal grido, al dialogo, dal NO al facciamo, insomma una forza giovane ma matura. Se invece si terrà fuori da un eventuale governo, come sembra, siamo alla forza che sa dire solo NO, che crea il suo consenso sulla rabbia e null’altro, insomma un contenitore di voti sprecati.

NAPOLI CONQUISTA LA COPPA ITALIA

Era dal 1987 che questo trofeo mancava dalla bacheca azzurra, era dal 1991 che non si vinceva più nulla, dai mitici tempi di Maradona. Anzi vi è stato l’abisso, una squadra che non lottava più per il vertice del campionato o per prestigiosi traguardi europei, l’onta della retrocessione poi pure il fallimento e la serie C. Eppure dopo pochi anni ecco che il capitan cannavaro alza la coppa, quel trofeo tanto bistrattato agli inizi di stagione, ma poi tutti lo vogliono vincere, ed il Napoli c’è riuscito e con merito, non sbagliando nessuna gara se si eccettua l’andata di Siena. Merito va all’allenatore Mazzarri capace con una rosa risicata e con cambi poco all’altezza di aver tirato fuori il meglio da questi ragazzi, al presidente De Laurentiis che è riuscito a resistere alle offerte di più ricche società italiane ed estere che insidiavano i suoi gioielli più preziosi, un merito grande ai calciatori, alla fine della fiera sono loro che scendono in campo, lottano, sudano per portare una gioia ai tifosi e a se stessi ovviamente. Ma non tutto è andato liscio, i fischi sull’inno di mameli sono insopportabili, talmente brutti che anche chi li ha auspicati come i neoborbonici, fanno marcia indietro o imbarazzanti distinguo, si è fischiato Arisa, si sono fischiati i politici, ma no l’obiettivo era Tosel ed il “palazzo”, addirittura il loro guru Gennaro De Crescenzo, che si fa passare per storico dice: “150 anni di bugie storiche dopo i massacri e i saccheggi subiti dal Sud durante un’unificazione di cu quell’inno è simbolo e la Juve è continuazione simbolica” . Quindi non esiste lo sport, lo stadio è il campo di battaglia, i calciatori sono i nuovi soldati, ma questo è l’abominio dello sport, che è fratellanza, dove la politica non dovrebbe aver spazio.  Poveri neoborbonici non riescono a trovare spazio nella società civile ed usano questi mezzi puerili per farsi sentire e dire, esistiamo. Ma siete come i coccodrilli che non si rendono conto che i dinosauri sono estinti e non ritorneranno. Ma quali bugie storiche? Forse quelle che diffondono loro senza alcun ritegno e senza alcun controllo, come i primati inesistenti, anzi uno esiste quello delle costituzioni emanate e ritirate nel sangue, il debito pubblico più alto d’europa, un sovrano che chiede l’intervento dell’esercito straniero per sparare sui propri sudditi? Parliamo di saccheggio del nord? Ma la criminalità organizzata cosa fà? Ed i politici del sud cosa hanno fatto? Hanno massacrato queste regione, perché assolverli? Io mi sono davvero stancato di questi ciarlatani, ebbene almeno una volta a settimana pubblicherò un articolo per diffondere la verità storica e smontare le sciocchezze neoborboniche, il sud merita di meglio.

LA SETTIMANA DIFFICILE DELL’ONOREVOLE

D’anna tra San Felice a cancello e Santa Maria a Vico

Settimana cruciale quella di Valle di Suessola e dell’onorevole Enzo D’Anna soprattutto a livello nazionale, soffre per gli schiaffoni che gli elettori hanno rifilato alla maggioranza in generale, all’esecutivo in particolare, a Silvio Berlusconi in maniera sostanziale. Ma problemi ha dovuto affrontare anche a livello locale tra attentati e definizione del consiglio comunale.

San felice a cancello ed Enzo D’Anna. Dopo la vittoria della destra locale senza dubbio merito anche dell’onorevole, che non poco si è profuso per la vittoria non certamente agevole o preventivabile sulla carta, visto che dall’altra parte c’era un Pasquale De Lucia agguerrito. Ma manco si finisce di festeggiare, che arrivati a spartire la torta si litiga su chi dovrà tagliare e quando grande debba essere. Dopo aver ricevuto lo sgarro della sezione chiusa si è sentito dare il benservito dal coordinatore locale del pdl Corrado Colella, in un comunicato pur ringraziandolo, lo mette alla porta, letteralmente, ricordandogli che non solo non è più un deputato pdl, ma bensì dei “responsabili” e che lui stesso già sta facendo le dovute consultazioni. Peccato non aver ricordato questi particolari in campagna elettorale, forse il figlio dell’uomo del popolo, oggi sarebbe all’opposizione, ma su una cosa ha ragione, perché D’Anna che è un parlamentare non più del pdl viene investito in maniera plenipotenziaria dal coordinatore provinciale Giuliano, smentendo e svuotando di significato la carica di Colella? Egli sì coordinatore cittadino pdl, ma ormai possiamo dire sfiduciato. Intanto è da registrare già un piccolo risultato negativo per il pdl sua doveva essere la presidenza del consiglio cittadino, ma viste le problematiche interne il sindaco Emilio Nuzzo ha ben pensato di affidarlo al secondo consigliere più eletto, Giovanni Esposito, intanto D’Anna fa il coordinatore locale investendo i potenziali assessori ed il capogruppo pdl al consiglio comunale, nelle esimie persone di Arcangelo Esposito e Raffaele Cantone. Sono certamente previste sorprese non gradite per l’esponente parlamentare. Ultimo schiaffo subito dall’onorevole D’Anna la composizione da parte del sindaco Nuzzo di un squadra di governo monca, senza gli esponenti pidellini, suscitando le ire del parlamentare nostrano.

Santa Maria a Vico ed Enzo D’Anna. Dopo il brutto episodio della bomba carta esplosa nella proprietà dell’assessore ai lavori pubblici Pirozzi, danneggiando per fortuna solo cose, ma ovviamente impaurendo l’assessore e la sua famiglia, si è svolto una assise straordinaria per dimostrare certamente la lontananza della parte buona della città da questi atti orribili, che almeno non sono riconducibili in prima analisi alla camorra. Ebbene l’onorevole D’Anna ha un po’ sorpreso tutti, dopo le dovute espressioni di solidarietà, attraverso alcune frasi del tipo: ” …i politici devono mostrare il petto avere il coraggio di denunciare…” a chi si riferiscono queste sibilline parole ma non solo ha poi aggiunto ancor più fortemente ma sempre ermeneuticamente: ” i camorristi vogliono chi li affronta…..Non è colluso solo chi spaccia droga a San Marco, senza azione di disturbo, ma anche di contravviene ai propri doveri di denuncia, le bombe arrivano da chi è disturbato da determinati interessi….”. Due indicazioni ci fornisce l’onorevole, la prima che da ormai un anno di amministrazione Piscitelli nulla s’è fatto contro la piaga criminalità in particolar modo spaccio a San Marco, secondo è dell’idea l’on. D’Anna della matrice camorristica dell’attentato. Ha inoltre invitato gli inquirenti ad approfondire le proprie indagini sull’appalto del cimitero, ma non solo ha chiesto senza mezzi termini il licenziamento dell’ingegner Isoletti in quanto non rispettoso delle indicazioni dell’amministrazione in materia di lavori pubblici. La vera sorpresa è stata la risposta molto cauta, quasi a buttare acqua sul fuoco, sia del Pirozzi prima che del sindaco Piscitelli in seconda battuta, questo dice Pirozzi: “…..chiedo ai presenti di non fare gli inquirenti…”, il sindaco invece attraverso un comunicato ribadisce: “…….sindaco e amministrazione confidano, infine che nessun processo sommario venga istruito, se non dagli inquirenti, e che presto ci si riconduca tutti ad un clima di operosità silenziosa e costruttiva.” Incredibile che il sindaco e l’amministrazione non sappiano che gli inquirenti vuoi per legge o costituzione o trattati internazionali non possono istruire processi sommari, ma è l’espressione operosità silenziosa che cozza con l’operosità costruttiva, la seconda per esserci, ha bisogno non del silenzio, ma della partecipazione cittadina.

Referendum analisi voto in valle di Suessola

PIU’ CHE UN SI’ UN NI’

Il voto referendario in valle di Suessola è un risultato che ha due facce difficile da leggere, in quanto davvero è variegato, non certo è in discussione la vittoria dei “sì”, che nei quattro comuni è comunque superiore al 90%, rispettando oppure andando oltre il dato nazionale.

Il problema è dato dall’affluenza in Campania l’affluenza è stata del 52,3% nella provincia di Caserta  del 50,13%, ad Arienzo ha votato il 47,29% a Cervino il 47,36%, a San Felice a Cancello il 50,74% a Santa Maria a Vico il 52,96% il dato percentuale di tutta valle di Suessola è stata del 50,62% appena superiore al raggiungimento del quorum. Maglia nera va ad Arienzo, i più civici certamente i santamariani con cifre ben al di sopra del dato regionale e provinciale, ma ben al di sotto del dato nazionale del 57%.

Come leggere tutto ciò? Certamente con la scarsa informazione, se a San Felice si può affermare che i cittadini siano stati “distratti” dalle vicende comunali, quelli di Arienzo e Cervino possono certamente lamentare una scarsa informazione dei partiti locali e dei comitati referendari, cosa che non è successa a SMaV in cui si sono svolte più volte oltre alla raccolta delle firme anche degli incontri di vera informazione con gazebo all’uopo formati, forse voler accentrare tutto in un unico comune, per questi referendum smav, è stato preferito quasi sempre per la campagna referendaria, ha fatto sì che venissero trascurati i piccoli centri della nostra valle.

Sempre più ormai si sente l’esigenza, almeno da chi scrive di una unione politico-amministrativa della valle di Suessola, i problemi sono comuni le esigenze anche, sarebbe ora di superare stupidi anacronistici campanilismi, se fossimo stati un solo comune ben diversa sarebbe stata la campagna referendaria e ben diverso l’esito delle votazioni, forse vicino, ma forse superiore al dato nazionale.