ARIENZO: GIUSEPPE GUIDA CRITICA A TUTTO CAMPO L’AMMINISTRAZIONE.

Giuseppe Guida, del gruppo di opposizione Arienzo Bene Comune, contesta fortemente su facebook l’operato del Sindaco Davide Guida ormai a quasi un anno di “governo”. L’analisi di Peppe Guida è impietosa e partendo dalla inaugurazione del distretto sanitario fatta a San Felice, contesta tutto l’operato dell’amministrazione, o meglio il non operato secondo il capogruppo d’opposizione.

Andiamo con ordine, si parte dal trasferimento dell’asl dalla Camellara a San Felice a Cancello, secondo Peppe Guida oltre a non aver fatto nulla, l’amministrazione è stata complice di questo: “il primo dazio pagato al Sindaco di San Felice a Cancello per averlo appoggiato nella passata campagna elettorale? Cosa altro dovrà concedere per l’appoggio dato?”

Sinceramente non crediamo sia stato pagato alcun dazio, e pure Giuseppe Guida aveva i suoi sponsor stranieri, però a detta dei dirigenti asl, non era più possibile stare alla Camellara e soprattutto si sono trasferiti in un locale ceduto in comodato gratuito. Il problema che pone Giuseppe Guida poi ci pare insormontabile, quale locale attualemente è a prova di mosca? Pare nessuno. Certamente se non si risolve questo problema difficilmente potrà parlarsi di sviluppo della città.

Proprio su questo punto Giuseppe Guida pure va giù duro: “Mosche a più non posso, ed avevano la soluzione in tasca per eliminarle, mentre adesso per contrastarla si stanno adottando metodi del passato, tanto criticati da loro quando erano all’opposizione. Ma la cosa grave è che sono stati capaci di spendere ben 11000/00 euro + iva per mettere delle trappole per le mosche e poi hanno il coraggio di dire che hanno abbattuto i costi del comune?”

Effettivamente al momento l’amministrazione comunale odierna è sulla stessa scia di quella passata, con disinfestazioni a tutto spiano, ma la soluzione non sembra a portata di mano. Se è vero che il problema è l’azienda avicola, allora secondo noi o ci si mette attorno a un tavolo e si trova una soluzione soddisfacente per tutti che riduca il problema a livelli di sopportabilità, o si fa in modo che l’azienda chiuda, come ad esempio avvenuto a Camigliano (CE), un piccolo comune di 1800 anime, ma che pure ha avuto gli stessi problemi, eppure la Regione, l’Asl e l’Arpac so le stesse, e il fatto si è risolto nel 2013 purtroppo con la chiusura dell’azienda. Stiamo parlando di un’azienda con solo 30 mila galline!

Però è anche vero che alcuni piccoli risultati proprio questa amministrazione e il sindaco in particolare li ha ottenuti, come ad esempio la riduzione del numero eccessivo di capi

Altro punto contestato la scuola: “Mensa scolastica disastrosa ed avevano professato di cambiarla o migliorarla. Scuole chiuse per freddo dopo la sosta Natalizia per non aver saputo programmare prima dell’apertura delle scuole la sostituzione della caldaia “

Su questo punto siamo completamente d’accordo la gestione della scuola quest’anno è stata davvero pessima, anche a noi sono giunte lamentele di genitori, che il prossimo anno ci hanno assicurato, che iscriveranno i propri figli nei plessi di residenza. Anche la gestione caldaia seppur vero che è stata gestita male è pure vero che in passato solo un criminale ha potuto tenere una bomba a orologeria che era diventata quella caldaia nelle scuole e che questa amministrazione, pur gestendo male il tutto, ha comunque visto il problema e risolto, meglio il freddo e qualche giorno di vacanza in più, che il saltare in aria.

Anche la strada di Via Cappella è strano sia ancora in quello stato, venne giù qualche dopo le elezioni e forse fece guadagnare qualche punto in termini di fiducia in più alla lista vincente “ArienzoèTua” quale esempio della incompetenza degli amministratori passati, ma, a un anno quasi, obiettivamente la strada sta sempre in quello stato.

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SFAC: INAUGURATO NUOVO DISTRETTO SANITARIO

Inaugurato stamane a San Felice a Cancello il nuovo distretto sanitario, che sostituisce quello sito in via Camellara in Arienzo, ormai non più idoneo e soprattutto dispendioso per le casse dell’ASL.

Mentre questo “nuovo” edificio è una donazione fatta dal sacerdote don Giovanni Vigliotti e dalla sua famiglia all’amministrazione comunale nel 2003, che a sua volta lo ha “girato” in comodato d’uso alla ASL. Tale edificio nelle intenzioni di don Vigliotti e dei suoi familiari doveva essere utilizzato per fini a carattere sociale e per il bene della comunità, si può dire che siano stato davvero accontentati.

Sarà possibile usufruire dei servizi di cardiologia, dermatologia, oculistica, ortopedica e otorrinologia oltre a un centro antidiabetico. Ovviamente per problematiche ci vorrà qualche giorno perché la struttura sia funzionante al 100%. La struttura invero necessità ancora di qualche ristrutturazione che non si è potuta completare a tempo a causa del maltempo che ha rallentato i lavori, ma entro l’estate dovrebbe essere conclusa.

Pasquale De Lucia in qualità di sindaco, Claudio Marone direttore del distretto e Gaetano Danzi commissario asl hanno sottolineato come a San Felice a Cancello e nella Valle di Suessola si crea, si apre  e non si taglia o chiude, come in altre parti della regione.

SMAV: SANTAMARIANI CHE SI FANNO STRADA

Gennaro Ruotolo di Santa Maria a Vico allenerà negli USA e precisamente a Las Vegas. L’ex calciatore di Sorrento, Arezzo, Genoa e Livorno e con una presenza in nazionale seguirà lo stage organizzato dalla Genova International School of Soccer, una specie di università del pallone che ha come obiettivo il lancio sulla scena internazionale di giovani talenti.

Sono tanti i santamariani che in vari campi si fanno avanti e raggiungono dei grandi risultati. Sempre nello sport ad esempio, bisogna ricordare Alfredo Tocco, ormai si fa fatica a contare tutte le medaglie e risultati raggiunti, l’ultima in ordine di tempo il secondo posto al campionato europeo di karate a Instanbul.

Nel campo della letteratura pure si stanno affermando giovani promesse, come Elisa Ruotolo che con “Ovunque Proteggici” è arrivata tra i 12 finalisti al Premio Strega e solo per un voto non è entrata nella cinquina finale. Anna Verlezza (La stanza di Beatrice, Nove Volte Donna ecc. ), che con i suoi libri e poesie ha vinto dei premi nazionali.

Pasquale Di Nuzzo ad esempio su un campo completamente diverso come quello dello spettacolo pure ha raggiunto notevoli traguardi come la fase serale di “Amici” e finalista alla, non proprio fortunata, trasmissione delle Carrà “Forte Forte Forte”.

Dispiace però notare che solo per Pasquale Di Nuzzo l’amministrazione comunale ha voluto tributare un omaggio, con manifesti pubblici, avvisando la cittadinanza di cotanto successo, secondo noi spesa inutile e ridondante,  visto che il giovane santamariano ha tenuto incollato al piccolo schermo migliaia di concittadini.

Ogni tanto sarebbe bello che l’amministrazione, ovviamente ci riferiamo alla prossima, vista la fine di questa, ricordasse alla cittadinanza le cose buone e belle che i cittadini o gli originari di Santa Maria a Vico fanno e con le loro opere portano un certo lustro anche alla città, soprattutto in quei campi dello scibile umano non sempre seguiti, ma comunque importanti.

Pare addirittura che in certi casi sembra quasi si voglia bistrattare chi è originario di questo comune, che tanto di bene ha fatto nel corso della sua vita; come non ricordare, ad esempio, il bruttissimo episodio riguardante il giudice Gerardo D’ambrosio (Santa Maria a Vico 1930- Milano 2014) a cui fu negata la cittadinanza onoraria per mere speculazioni politiche?

SMAV: NOI INSIEME LIBERAMENTE CONTESTA IL PUC.

Noi Insieme Liberamente contesta fortemente il Piano Urbanistico Comunale (=PUC) sia da un punto di vista politico che tecnico.
La critica rivolta all’amministrazione comunale è innanzitutto quella di non aver coinvolto i cittadini, in quanto il PUC deve essere partecipato, c’è stato un solo incontro svolto nell’Aprile 2014. In quella sede, secondo i NILM vi sono state anche delle osservazioni, ma non sono state accolte.
La preoccupazione del movimento NILM è quello che l’amministrazione si sia più preoccupata, nella stesura del PUC, della campagna elettorale del 31 maggio che non delle prossime generazioni, visto che il piano avrà una durata decennale.

I due tecnici, ing. Mario Morgillo e il geo. Salvatore Guida hanno minuziosamente presentato il PUC e illustrato le storture.

Una delle critiche sollevate è stata quella di non aver favorito uno sviluppo Nord-Sud della città, ma pare che questo si continuerà a sviluppare lungo la  Via Nazionale, anche il problema della viabilità non sembra sia stato affrontato adeguatamente.
Altro problema è che il piano è stato sviluppando partendo da rilievi fotografici fatti nel 2004, ora il problema e che nel frattempo si è costruito, quindi si è arrivati al paradosso che sulla carta sono previste delle strade, che nella realtà attraverserebbero gli edifici esistenti.
Altro problema ancora e che pare coinvolgerà molti cittadini, sono le cosidette zone consolidate, quindi delle zone che con il nuovo PUC perderanno di valore, in quanto su quei terreni non si potrà costruire e non potranno essere nemmeno espropriati, sono consolidati appunto. Quindi chi ha comprato dei terreni o edifici per farci dei lavori e non li ha svolti rischia di non poter più “muoversi”, almeno per come l’hanno spiegata i tecnici.

Stiamo parlando del 40% del territorio!

La soluzione, per chi trova discordanza tra il vecchio piano regolatore (=PRG) e il nuovo PUC, è fare le sue “Osservazioni” in quanto si è ancora in tempo nel cercare di risolvere il problema. Entro il 9 Aprile.

Su questo fronte, il problema sempre sollevato dai NILM è che questo PUC non è stato per nulla pubblicizzato, sta passando sotto silenzio.

Anche l’indicazione dei centri storici viene contestata in quanto secondo i tecnici sono stati definiti storici fabbricati di epoca recenti, alcuni pure degli anni ’80.

Tutto questo è avvenuto senza ascoltare la cittadinanza, senza consultare i tecnici del luogo, senza motivazione alcuna.
Questo è per quello che riguarda i tecnici e i NILM.

Anche noi, nel nostro piccolo abbiamo qualche perplessità di carattere però squisitamente amministrativo.

Il procedimento di formazione del PUC è regolato dalla Legge Regionale n. 16/2004 e soprattutto dal regolamento n.5/2011.

All’art. 3 di detto regolamento si dice: “La Giunta dell’amministrazione procedente entro novanta giorni dalla pubblicazione del piano, per i 2 comuni al di sotto dei quindicimila abitanti, entro centoventi giorni per quelli al di sopra di detta soglia, a pena di decadenza, valuta e recepisce le osservazioni al piano di cui all’articolo 7 del presente regolamento”

Ora ciò che non ci è chiaro è questo: visto che si parla di Giunta dell’amministrazione procedente, quindi questa Giunta e non altre; visto che entro 90 giorni a pena di decadenza devono essere valutate e recepite le osservazioni; ci chiediamo: una Giunta, che può svolgere solo l’ordinaria amministrazione, può compiere questi atti?
Ma anche se lo fosse, da un punto di vista politico-morale, una Giunta, ormai oltre la scadenza naturale del mandato, può compiere un atto che avrà una validità decennale sulla vita della popolazione?

A SMAV L’EX PROCURATORE CAPO DI NAPOLI

Presentazione del libro “Chiamatela pure giustizia (se vi pare)” di Giandomenico Lepore e Nico Pirozzi promossa dal comitato civico “La Svolta” in una sala della Basilica SS. Assunta davvero stracolma.

Giandomenico Lepore è stato dal 2004 fino al 2011 alla guida della procura di Napoli ottenendo risultati davvero importanti nella lotta alla criminalità organizzata come ad esempio gli arresti dei superlatitanti Antonio Iovine, Michele Zagaria e i fratelli Russo, quattro superlatitanti che parevano imprendibili. Inoltre si è occupato di casi scottanti come Calciopoli, la P4, e la cosi detta Terra dei Fuochi.

Il lIbro-intervista mette in luce tutti i problemi della giustizia attraverso le indagini concrete che il magistrato ha affrontato, inevitabile non soffermarsi  sulla sua incredibile lentezza ed enorme burocrazia che attanaglia la giustizia italiana, tanto da arrivare ad affermare alla Montesquieu “Giustizia ritardata è giustizia negata”.

Sul banco degli imputanti ieri è stata posta la politica, o meglio i politici, attori di un sistema spesso corrotto e autoreferenziale, incapaci di riuscire a creare una reale riforma della giustizia se non su quisquilie.

Lepore è andato giù duro verso i politici arrivando a dire che la criminalità organizzata verrà sconfitta definitivamente solo quando verranno tagliati i fili che la legano alla politica, fino a che la criminalità sarà considerata un serbatoio di voti questo non accadrà.

FOCUS GIURIDICO: SINDACO E ORDINANZE CONTINGIBILI E URGENTI

Il problema delle mosche ad Arienzo e la sua individuazione da parte dell’amministrazione nella azienda avicola che insiste sul territorio hanno indotto i cittadini a chiedere con forza un’ordinanza di chiusura, ma quali sono i poteri di un sindaco in questa situazione? Ovviamente si risponderà in maniera non esaustiva, ma si spera di sollevare qualche dubbio in merito.

In base all’art. 54, comma 4, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), attribuisce al sindaco, quale ufficiale di Governo, il potere di adottare provvedimenti, contingibili ed urgenti, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di eliminare e di prevenire gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. 

L’art. 50, comma 5, del TUEL, stabilisce, inoltre, il potere del sindaco, quale rappresentante della comunità locale, di adottare ordinanze contingibili ed urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica, riprendendo quanto previsto dal legislatore con l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e con l’art. 117 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112.

Ora appurato che è il sindaco, in quanto autorità sanitaria locale, che può emanare un ordinanza di chiusura, bisogna però chiedersi se il sindaco deve avere qualche prova tangibile oppure può fare di testa sua per agire

L’espressione  “incolumità pubblica”, si riferisce, inequivocabilmente, alla integrità fisica della popolazione, mentre l’espressione “sicurezza urbana si riferisce ad  un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita sociale, per migliorare le condizioni di vivibilità e la coesione sociale. (decreto ministeriale 5 agosto 2008)

Secondo il Consiglio di Stato, sez. V, 11 dicembre 2007, n. 6366: ‘il potere di urgenza può essere esercitato solo per affrontare situazioni di carattere eccezionale ed impreviste, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’ordinamento giuridico e unicamente in presenza di un preventivo accertamento della situazione che deve fondarsi su prove concrete e non su mere presunzioni’.

Quindi c’è bisogno di una prova concreta e siccome si tratta di una prova avente un carattere tecnico, che non può avere un sindaco, ecco che in questo caso interviene l’ASL e l’ARPAC, i quali stilano un rapporto, per stabilire causa ed effetto. Una volta però che gli enti suddetti hanno stabilito la pericolosità per la salute pubblica, l’ordinanza deve essere emessa, ma il tipo di intervento è discrezionale.

Quali i rapporti tra sindaco e asl? Il sindaco può rivolgersi direttamente all’asl o in alternativa che sia quest’ultima a mettere a disposizione del primo cittadino gli uffici e le strutture di cui lo stesso abbia bisogno per l’esercizio dei relativi poteri.

Si deve stabilire un termine per consentire all’azienda di “mettersi in regola”, ovvero approntare quelle misure necessarie per eliminare il danno, quindi non basta che siano eseguite, ma devono effettivamente eliminare il danno. Nel caso in cui o non si ottemperi o il problema persiste si arriva all’ordinanza di chiusura. E’ possibile anche un’ordinanza di chiusura temporanea.

Ricapitoliamo: esiste un problema avvertito dalla popolazione in materia di sicurezza sanitaria, il sindaco attraverso l’asl e altri enti ne cerca la causa, una volta individuata il sindaco dispone un ordinanza per far sì che il problema sia eliminato o ridotto sensibilmente, nel caso non si ottemperi si emana un’ordinanza di chiusura definitiva.

Cosa accade se non si esegue un’ordinanza del sindaco? Si incorre inevitabilmente nell’art. 650 c.p. e quindi si rischia l’arresto fino a tre mesi.

SMAV: MENSA SCOLASTICA NEL MIRINO DEI GENITORI

Mamme santamariane sul piede di guerra pronte a ritirare i figli dalla scuola se immediatamente non si baderà a rendere degni dei loro figli il desco quotidiano. Sembrerebbe che con plessi scolastici che cadono a pezzi (letteralmente), con un trasporto pubblico azzerato o quasi, i genitori abbiano trovato nella deficitaria mensa scolastica il punto dove riversare la propria rabbia. E quale sarebbe il danno? La pasta pare sia un poco scotta, fredda.

Il costo della mensa è di €37,00 per 25 tagliandi almeno in base alla delibera di giunta che si riferisce all’anno 2013/2014, ma siccome l’assessore ha più volte affermato che non è aumentato il costo del ticket, dovrebbe essere lo stesso pure quest’anno in corso. Con questi prezzi non si può pretendere di avere un servizio da Savoy!

Se si vuole che i pargoli mangino meglio piuttosto che ritirare i figli dalla mensa, meglio offrirsi per un controllo della qualità dei pasti attraverso chiaramente dei criteri obiettivi e non come “a casa mia lo faccio mangiare così”. Non ce ne vogliano le mamme, ma un pasto  convenzionale per le scuole ottenuto da materie prime di buona qualità oscilla da 4,2 a 5,0 € (includendo la mano d’opera e i costi di gestione accessori). Nei comuni dove il pasto è ottenuto solo da materie prime  biologiche comprese le carni,  l’importo lievita di 1,30 € circa.

Chiediamo all’assessore competente, sapendo già di non ottenere risposta, ma la temperatura del cibo viene misurata al momento della consegna? Ricordiamo che il pasto caldo deve avere una temperatura superiore ai 35° gradi, altrimenti il piatto non deve essere servito. Oltre ovviamente ad altre accortezze, come un locale che sia adeguatamente idoneo per consumare pasti.

Insomma alle mamme ci viene da consigliare di essere meno giudici alla Masterchef e più presenti nelle commissioni comunali adibite proprio per quello e se la commissione non c’è o latita fare in quel caso la voce grossa.

All’assessore chiediamo, ma sappiamo già che sono parole al vento, un’attenzione maggiore a queste problematiche, non basta “assaggiare” ciò che arriva, ma bisogna adoperarsi al meglio per migliore le condizioni di ambiente delle mense e della qualità dei pasti, magari provando pure ad ascoltare i consigli e le lamentele dei diretti interessati.