Tredici i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri in Arienzo si presupponeva una lunga discussione, ma il tutto è durato da quel che sappiamo meno di 5 minuti, visto che l’opposizione ha deciso di non partecipare alla riunione consiliare per mancanza -a loro dire- di messa a disposizione di alcuni atti.

A nostro avviso la scelta dell’opposizione Terra Mia è completamente sbagliata. Purtroppo ad Arienzo non c’è lo streaming, oramai nel 2021 uno dei pochi casi al mondo. Quindi consiglio a porte chiuse, causa pandemia, no streaming, no opposizione, in pratica non c’era nessuno, che indirettamente o direttamente, poteva controllare l’operato della maggioranza in consiglio comunale. Giusto, sia chiaro, il denunciare la mancanza di atti e in certi casi estremi giusto anche non partecipare, ma non può essere il caso di Arienzo, mai in questo periodo. L’opposizione partecipa al processo democratico che ieri è stato fortemente messo in discussione. La maggioranza certamente è democratica, ci mancherebbe, ma c’è sempre bisogno in una democrazia di pesi e contrappesi, qui sono mancati i contrappesi.

Si parla di bilancio comunale, mai possibile su questo punto ampio, vasto, complesso, non c’era niente da dire al riguardo!? La mossa giusta a nostro avviso era quella di partecipare leggere una letterina da far mettere agli atti dove si contestava in maniera minuziosa quali atti non erano stati messi a disposizione e da chi o quali atti erano farraginosi, uscire dall’aula quando si sarebbero trattati proprio quei punti. Tra l’altro la pec di protesta è stata inviata al presidente del consiglio comunale e segretario e per conoscenza al sindaco, ma non al Prefetto che in questi casi dovrebbe essere il primo ad essere informato su un fatto del genere.

Ancora, bisogna tener poi conto che per alcuni punti c’è tutto un lavoro nelle commissioni prima di arrivare al consiglio.

Non ci sfugge certo la furbizia della maggioranza. Come è oramai noto per chi segue questo blog che nel caso di approvazione di bilancio il consiglio comunale deve essere convocato almeno 5 giorni prima e che tali giorni devono essere computati liberi e cioè non si conta il giorno della convocazione, nel nostro caso il 5 marzo, e il giorno stesso del consiglio il nostro caso il giorno 11. Putacaso il 5 marzo è un venerdì, quindi in realtà i giorni effettivi per consultare e studiare le carte sono scesi a tre visto che il sabato e la domenica gli uffici comunali sono chiusi.

Tutto normale nella dialettica tra maggioranza e opposizione, solo che l’opposizione dovrebbe parlare la sua lingua non quella della maggioranza.