Lo scorso anno da febbraio e fino a tutta l’estate le case italiane erano piene di manifesti, lenzuola, cartelloni con la scritta “Andrà tutto bene” accompagnati anche qualche volta da un’altra frase “Ne usciremo migliori”, ecco ho avuto da sempre i miei dubbi. Ho sempre pensato ne saremmo usciti invece più frustrati e incazzati, ma ieri, almeno musicalmente quel cambiamento si è visto con la vittoria meritata dei Maneskin, l’elemento di novità più evidente del panorama musicale di questi tempi.

Lo show televisivo tutto sommato nonostante le difficoltà è andato bene, Amadeus in termini di ascolto non ha battuto se stesso, ma comunque non è mai sceso sotto i 10 milioni di telespettatori, arrivando a farne 13 milioni la serata finale con il 53% di share. Amadeus non ha riconfermato la sua partecipazione per il prossimo anno forse deluso per le troppe critiche e i pochi complimenti per questa edizione oggettivamente difficile. Per quanto mi riguarda la pecca grossa quest’anno è stato nel voler mettere troppa carne a cuocere arrivando ad orari assurdi, poco rispettosi degli artisti in gara.

Le canzoni sono state a mio avviso leggermente inferiori rispetto a ieri ma con qualche pezzo notevole. Giusti i premi intermedi e ci fa piacere di averci in qualche modo azzeccati come Willie Peyote per la critica, lo avevo scritto alla presentazione scherzosa del testo, Madame vince il premio come miglior testo e pure su facebook ogni giorno ho fatto evidenziare il gran testo a fronte di una performance debole, premio della Sala Stampa a Colapesce e Dimartino con una bella canzone moderna nel testo con sonorità antiche. A Ermal Meta la miglior performance musicale

Quest’anno per me è stato duro, lontano da casa, ho perso parenti e amici per il covid e per altre cause, in apprensione per il numero dei morti giornalieri da un anno, come tutti i 60 milioni di italiani, eppure Sanremo è stata una bella parentesi, la musica è bella anche per questo, abbiamo bisogno di musica, poi per carità si può parlare di format, di soldi, ma intanto questo c’è e per i soldi se ne buttano tanti a vagonate in ogni campo, perché non “bruciarli” con la musica”!? E’ quindi solo per questo che dico W LA MUSICA W SANREMO!

LE PAGELLE DEL PUNGIGLIONE riguardo tutto il festival in ordine di uscita di ieri:

GHEMON 5: E’ stata una presenza deludente, un bel testo, ma dalla prima sera non è mai riuscito a imporsi vocalmente.
GAIA 6: Non male questa prima presenza al festival, sono certo che ne sentiremo parlare ancora e in bene.
IRAMA 8: Peccato per la mancata esibizione dal vivo, ma stavolta si è fatto notare al festival con un bel pezzo, che forse sarebbe stato ancora più bello senza l’elettronica in mezzo
GIO EVAN 5: Una esibizione che voleva essere completa con tanto di recitato, ma è stato solo confusionario.
ERMAL META 7: Lui bravo, lo abbiamo detto tante volte, ma dopo trottolino amoroso dudùdadaà non poteva vincere cuori a sonagli io, occhi a fanale tu!
FULMINACCI 5: Doveva essere l’elemento sorpresa di questo festival è stato invece impalpabile.
FRANCESCO RENGA 4: Una canzone che ripete la stessa parola per 28 volte, ma non è il solo problema, il problema grosso è che ha dimenticato come si canta.
EXTRALISCIO feat. DAVIDE TOFFOLO 10: Straordinari, un misto di generi ben fusi, loro pure simpatici avrebbero meritato un miglior posto in classifica.
COLAPESCE E DIMARTINO 8: Bella canzone, cantata bene un pezzo che in tempi normali potrebbe diventare un tormentone estivo.
MALIKA AYANE 6: Bella voce come sempre, ma la scelta verso il trash rimane un mistero.
FRANCESCA MICHELIN-FEDEZ 4: Posizione bugiarda, merito più delle doti della Ferragni che non quelle canore di Fedez in particolare, stavano facendo un recupero che manco gli Avion Travel, un pezzo che c’è come testo e musicalmente pure, la Michelin lo tiene, il punto debole è stato Fedez.
WILLIE PEYOTE 8: Ottimo premio della critica, sorprende il brutto passaggio al televoto, comunque un gran bravo artista.
ORIETTA BERTI 8: Entra nei primi 10 della classifica generale, premiata con il secondo posto dei maestri d’orchestra, poteva essere l’elemento no sense del festival invece ha cantato davvero bene, aveva anche una bella canzone, peccato per la musica che superata dai tempi già dagli anni settanta.
ARISA 8: Anche in questo sorprende la “punizione” del televoto, non una gran canzone, ma cantata con grande professionalità e bravura, sempre una grande voce.
BUGO 4: Doveva essere il Sanremo della sua rivincita, è stato il Sanremo della rivincita di Morgan
MANESKIN 10: Meravigliosi, un testo che non mi ha fatto impazzire, ma loro ci hanno messo tanta grinta, tanta bravura e sarà bello vederli fra 76 giorni all’Eurovision.
MADAME 7: Premiata per il miglior testo e a 18 anni so delle soddisfazioni indelebili, può solo crescere musicalmente e non vediamo l’ora di riascoltarla magari ancora a Sanremo.
LA RAPPRESENTANTE DI LISTA 8: Grandissima, performance di giorno in giorno sempre più convincente, avrebbero meritato una posizione migliore di certo
ANNALISA 8: Anche in questo caso mi ha sorpreso il giudizio negativo del televoto, ma comunque ha portato un gran bel pezzo che rappresenta una maturità artistica raggiunta.
COMACOSE 3: Una canzoncina da Zecchino d’Oro hanno cantata sempre allo stesso modo dalla prima sera.
LO STATO SOCIALE 8: Un gradito ritorno a Sanremo, bravi, forse hanno fatto troppa confusione sul palco che ha danneggiato invece di valorizzare la loro musica.
RANDOM 1: Una presenza senza alcun senso logico e artistico.
MAX GAZZE’ E LA TRIUFLUOPERAZINA MONSTERY BAND 10: Sempre straordinario, porta un pezzo anti-sanremo, poco capito, ma come sempre, anche questo pezzo avrà la sua rivincita nelle vendite.
NOEMI 8: Bella canzone, gran voce, meritava qualcosa in più
FASMA 3: Un brutto modo di cantare.
AIELLO 1: Pessimo.

Anche quest’anno quindi è finita se Dio vuole ci vediamo per il 72° Festival, ma attenzione perché commenterò anche l’Eurovision song contest 2021.