E’ buona cosa, a mio avviso, quando si deve parlare di Sanremo fare una distinzione tra lo show televisivo e la gara canora. Nel primo caso mi è sembrato evidente quali fossero i problemi tecnici dovuti al covid, impregnati di ipocrisia, che gli autori hanno dovuto affrontare come il caso emblematico dei fiori. Il momento ipocrita di Sanremo è che i fiori ci devono essere per forza, sarebbero stato meglio evitare viste le problematiche di sicurezza, ma invece no ci devono stare! Poi però ci sta il problema ipocrita sempre del non poter materialmente passare i fiori all’artista in gara, la soluzione è stata quella di metterli in un carrello e farli prendere direttamente all’artista, certo qualcuno però in quel carrello dovrà pure averceli messi, se poi Fiorello e Amadeus sono negativi al covid non potevano loro stessi passarli alla cantante!? Bah!

Anche l’assenza di pubblico ha condizionato la serata in quanto i presentatori non hanno avuto la percezione diretta di quello che stavano facendo, se va bene oppure no, se bisogna insistere su qualcosa oppure no, difficile lavorare in questo modo, però ecco sono stati sia Amadeus e Fiorello così come Ibrahimovic e Matilda De Angelis molto bravi e professionali. L’assenza del pubblico però ha ridotto molto i tempi e si è andati in modo spedito e si è chiuso alle 1:30 come da programma e l’ultimo artista si è esibito intorno alle 1:05 che è accettabile per Sanremo.

Bravi gli ospiti da Diodato sempre più sicuro di sé, la Bertè sempre con una energia inesauribile, Achille Lauro sempre sul pezzo sempre originale e mai banale.

Riguardo invece la gara canora sorprende il “solo” quarto posto della celebrata coppia Michelin-Fedez, come pure Fasma al terzo con una canzone e una esibizione molto discutibile, al secondo posto si piazza Noemi con una canzone che parla dei ricordi di una storia finita, insomma niente di entusiasmante ma canta davvero bene, come canta bene Annalisa che invece canta di una storia che sta per finire ma si vorrebbe allungare ancora il brodino, anche in questo caso la canzone è poca roba.

LE PAGELLE DEL PUNGIGLIONE:

ARISA 6: la canzone è la solita melensa dalessiana sull’amore, le canta come sempre bene, anche se in modo prevedibile con un inizio quasi parlato e poi in crescendo fino all’urlato, look da rivedere.
COLAPESCE E DIMARTINO 7: non male la loro esibizione, anche se la canzone non è proprio originalissima, con sonorità che vanno dagli anni 70 ai 90, no sense la ragazza morositas sui pattini
AIELLO 2: voce possente adatta a chiamare i clienti al mercato del pesce, ma non tanto a Sanremo.
FRANCESCA MICHELIN-FEDEZ 5: canzone scialba che la Michelin interpreta con decisione e bravura, Fedez si sforza di lacrimare e non si concentra sul canto, la canzone ne risente ed è già quello che è.
MAX GAZZE’ E LA TRIFLUOPERAZINA MONSTERY BAND 7: mai banale, mai fine a se stesso, mai ripetitivo è sempre un piacere ascoltare le invenzioni sonore e canore di Gazzè e pure questa canzone meriterebbe maggior fortuna anche perché difficile da cantare.
NOEMI 7: non doveva esserci ieri, ma è comunque pronta e molto brava a sollevare una canzone decisamente sanremese ma poco incisiva nel testo, mentre lei come una tigre attacca dalla prima nota senza mollare la presa.
MADAME 4: sarà stata l’emozione, ma proprio non ho capito se lei ha capito dove sta. Ci sarebbe anche un testo dietro a quel bofonchiare, spero si riprenda.
MANESKIN 8: hanno portato un pezzo rock che a Sanremo negli ultimi 40 anni hanno portato solo qualche volta gli artisti stranieri, non si sono sanremizzati e questo è un bene, certo magari pure loro per quanto vogliono fare i puri e duri hanno subito lo scotto del palco e della prima serata, sono curioso di riascoltarli.
GHEMON 5: peccato, il testo ci sta, la musica pure, manco proprio la voce
COMACOSE 6: testo davvero brutto, ma loro ci mettono tanta bravura e so pure caruccci
ANNALISA 7: canzone anche questa tipica sanremese cantata molto bene, forse primo posto eccessivo ma sicuramente merita di essere tra i primi.
FRANCESCO RENGA 4: sembra come uno che era lì di passaggio e si è esibito, presenza che rasenta l’inutile.
FASMA 3: terzo posto assurdo, canta in autotune, per me peccato mortale, non è il solo, si perde pure alla fine, il solito rapper che deve fare devi respiri enormi per cantare tipo aspiratutto.

Questa la prima serata per me, ci si vede stasera su facebook e domani sul blog per i voti della seconda serata.