Questo blog seguirà Sanremo senza se e senza ma e con la convinzione di guardare qualcosa di importante e mai come quest’anno utile.

Come sempre gli ipocriti da tastiera urlano contro la trasmissione Rai più famosa al mondo, in quanto non sarebbe il caso di spendere tanti soldi visto il covid, oltre al rispetto ai morti. Almeno è questa la polemica strumentale di quest’anno.

Ci si dimentica, o meglio si fa finta di dimenticare, che Sanremo è sovvenzionata per il 90% da sponsor, inoltre la Rai con i soldi di Sanremo finanzia altre produzioni tra cui una miriade di produzioni minori che non vedrebbero mai la luce, visto che il pubblico che critica Sanremo è lo stesso pronto a guardare L’isola dei famosi e a cambiar canale con un Passaggio a Nord-Ovest. Lo scorso anno la Rai investì, attenzione solo la Rai ripetiamo, 18 milioni di euro, il ritorno fu di 37 milioni, il doppio! Se un commerciante aspetta il Natale per guadagnare un bel gruzzolo, per la Rai il Natale è Sanremo.

Dire che i soldi potevano essere spesi per altro è un falso problema, perché i privati spendono soldi per quell’evento e senza se li tengono in tasca, stessa cosa per la Rai che anzi senza Sanremo, come detto, sarà gioco-forza costretta a chiudere programmi che non hanno un ritorno finanziario certo e in genere sono quelli di carattere culturale.

Poi bella questa storia che si fa così tanta attenzione ai bilanci di Sanremo, peccato che non si ha la stessa attenzione con i bilanci regionali e comunali, peccato che non si è avuto lo stesso furore contro quelli che hanno devastato il sistema sanitario nazionale. Dove eravate? Troppo impegnati a guardare il cachet di Amadeus!?

Per non parlare della stessa città che vive un momento di magia non paragonabile a niente se non forse in minima parte al festival del cinema di Cannes e per non parlare di ristoranti e albergatori, giusto per limitarci a questa categoria. Certo quest’anno complice il covid sarà molto diverso e sottotono.

Ma archiviata la menata dei soldi, passiamo all’altra ipocrita critica quella più schifosa in quanto si tirano i morti in mezzo.

Tutti pare si sono dimenticati come lo scorso anno nonostante le migliaia di morti al giorni nel periodo della prima ondata ci si metteva sul balcone a cantare a squarciagola. I morti non ritorneranno, ma ci sono i vivi ancora. Siamo arrabbiati, frustrati, spauriti, non si può far nulla e non si può andare da nessuna parte, almeno per la miseria c’è la possibilità, per chi vuole, di godersi una settimana scarsa di musica, può piacere o meno, ma si tratta di musica, la cosa più bella che il genere umano abbia mai prodotto da quando percorre questa palla di fango sospesa nel vuoto. Poi se non piace esiste una cosa chiamata telecomando.

Non riusciamo a capire chi è contro la musica, noi in genere per conformazione personale e di valori non giudichiamo mai nessuno, tranne chi odia la musica, li evitiamo come la peste, chi odia la musica non può essere mai una bella persona. Si dirà che le critiche non sono sulla musica ma su Sanremo, si come no!? Credeteci.

Intanto grazie a questo evento, che tutta l’industria musicale italiana tira, e mai come quest’anno questa categoria di persone è stata colpita, additata come non necessaria. Come se i teatri fossero luoghi da untori. Poi ci si meraviglia quando finalmente è concessa un po’ di libertà che si creino assembramenti per strada, e cosa si dovrebbe fare o andare? I cinema sono chiusi, i concerti manco a parlarne, i teatri sono il male al pari dei ristoranti, cosa fare? Ti danno la libertà e te ne stai a casa? Invece di regolare e implementare le regole di sicurezza in questi luoghi si è preferito chiudere. I risultati li vediamo. I contagi ci sono sempre e in aumento e stiamo diventando pure più cattivi.

Tra l’altro, in tutta Europa ogni Paese tiene un festival della musica anche per scegliere il rappresentante all’Eurovision che noi pure seguiamo e seguiremo con vivo interesse, proprio in questa settimana oltre l’Italia altri 5 Paesi europei almeno terranno il loro festival della musica. Nonostante il covid, nonostante l’odio, nonostante le bruttezza che ci circonda.

Vogliamo essere chiari su una cosa però, a noi non piace molto la trasmissione in sé come show televisivo, intrisa di ipocrisia che tanto piace agli italiani, noi preferiremmo ci siano meno fesserie e più musica, che sia la musica davvero protagonista, cosa che a Sanremo non sempre accade, ciò non toglie che preferiamo questo tipo di show con tutti i suoi limiti con i cantanti con canzoni originali cantante dal vivo e con l’orchestra e non trasmissioni televisive con cantanti spesso meteore del momento cantare in playback tipo festivalbar insomma.

Questo blog quindi convintamente seguirà Sanremo e non ci occuperemo d’altro ammenoché non vi sia proprio qualcosa di necessario e importante come notizia da dare.