Siamo perplessi.

Sono passati ben 11 giorni dalle dimissioni protocollate del sindaco di San Felice a Cancello, Giovanni Ferrara, ma ad oggi ancora non risulta convocato un consiglio comunale, che certifichi quelle dimissioni, così come previsto dall’articolo 53 del Tuel e dall’art.23 dello Statuto comunale.

Il presidente del consiglio ha dieci giorni di tempo, dalla volontà espressagli dal sindaco per iscritto, per convocare il consiglio comunale e in quella sede il sindaco deve ribadire la volontà di dimettersi. Come detto in altro articolo è possibile che il consiglio sia deserto per mancanza di numero legale, in quel caso, le dimissioni sono comunque valide, in quanto basta che i consiglieri abbiano coscienza di esse. Questo passaggio è fondamentale per consentire che decorrano i venti giorni necessari che la legge consente al sindaco per ritornare sui suoi passi. In questo momento, da un punto di vista legale, solo il presidente del consiglio comunale è a conoscenza della volontà del sindaco di dimettersi.

Non riusciamo a capire il motivo per cui non si voglia evitare, come vuole il sindaco Ferrara, un commissariamento lungo, soprattutto dopo l’esperienza pessima della triade commissariale. Ora, se il sindaco non ci ripensa, l’unico modo per evitare un lungo commissariamento, quindi votare in primavera, è che i consiglieri si dimettano tutti oppure si voti favorevolmente una mozione di sfiducia.

Il presidente del consiglio o meglio, il figlio dell’uomo del popolo, deve spiegare, a quel popolo, perché non ha convocato il consiglio nei tempi previsti dallo statuto articolo 23.

Tra l’altro, seppur in un italiano zoppicante, l’art 23 dello statuto stabilisce che il sindaco cessa dalle proprie funzioni alla data di presentazione delle dimissioni al consiglio, quindi il segretario deve darne comunicazione al Prefetto, in modo che questi, dopo trascorsi i venti giorni, nomini un commissario.

Appunto, qui poi c’è un altro problema. Il vicesindaco che si sta sostituendo senza alcun diritto al sindaco. Non può farlo in caso di dimissioni, in quanto il sindaco Ferrara non le ha formalizzate, ha solo espresso una volontà, queste saranno formalizzate con la convocazione del consiglio comunale e comunque nemmeno in quel caso il vicesindaco può sostituirsi al sindaco. Il vice può sostituirsi in caso di impedimento e non ci risulta ve ne sia qualcuno, tanto è vero che gli atti firmati dal vice non contengono alcuna “giustificazione” in merito.

Il Movimento 5 Stelle è sulla questione silente, stanno saltando commissioni che devono prendere decisioni importanti, abbiamo un vice sindaco che si firma come sindaco e sta facendo funzioni che non dovrebbe fare, un presidente del consiglio che non presiede e i paladini della legalità, a modo loro, niente hanno da dire, attendono non si sa cosa. Non sappiamo se sono scioccati da quello succede a livello nazionale o non vogliono mollare la seggiola per poi sparire, come sarà, alle prossime elezioni comunali.

In questo momento il sindaco è un po’ come il famoso gatto di Schroedinger: è dimissionario e non dimissionario allo stesso tempo, così come la città di San Felice a Cancello è amministrata e non amministrata allo stesso momento. Solo la politica sanfeliciana ha uno stato ben definito: il nulla!