Ritorniamo sulle dimissioni del sindaco di San Felice a Cancello, Giovanni Ferrara, e ci concentriamo anche sull’assurda ordinanza n°1 vicesindaco Savino Orlando.

Dunque riguardo le dimissioni, non ci sembra al momento in cui scriviamo vi sia stato o vi sia all’orizzonte un consiglio comunale. In base all‘articolo 23 dello statuto il presidente del consiglio comunale ha l’obbligo di convocare il consiglio nei successivi dieci giorni feriali la presentazione delle dimissioni da parte del sindaco, convocato il consiglio e senza che le stesse siano ritirate partono i venti giorni ancora per un ripensamento del sindaco. Quindi tenendo conto che per votare in primavera, le dimissioni devono essere efficaci entro il 24 febbraio, non siamo nei tempi.

E’ pur vero che il Tuel non stabilisce quando le dimissioni devono essere presentate al consiglio comunale, ma si ritiene secondo un costante orientamento che il giorno per far scattare i venti giorni siano dati dalla iscrizione delle dimissioni al protocollo dell’ente e tra l’altro si applica l’art.2963 c.c. che stabilisce che i giorni non devono computarsi quello iniziale e quello finale.

Ma come si è detto la norma statuaria esiste, non è stata mai messa in discussione nonostante i dubbi di legalità visto il contrasto palese con il Tuel. La norma statuaria, l’art.23 comma 3, deve essere applicata e al momento non lo è stata ancora, quindi il commissariamento lungo non può essere evitato. Certo se si dimettessero tutti i consiglieri entro il 24 febbraio allora avremmo un’altra causa per votare in primavera.

A onor del vero il consiglio comunale, giusto per il fatto che siamo in Italia e niente è lineare e semplice, deve essere convocato ma potrebbe anche risultare deserto, per aversi l’attivazione della procedura basta che il presidente renda noto ai consiglieri la volontà del sindaco di dimettersi.

Comunque, repetita juvant, non siamo nei termini per il rispetto dell’art.23 comma 3 per aversi le elezioni in primavera.

Passiamo alla ordinanza assurda del vicesindaco Savino con la quale sospende l’attività scolastiche del plesso Don Milani-Francesco Pio. Se si va a vedere l’ordinanza viene fuori la dicitura in grande: “IL SINDACO”, ma non è il sindaco a firmare il documento ma bensì il vice! Inoltre, nei vari “visto” quello e “visto” questo sfugge il motivo per cui sia il vice a prendere questa decisione e non il sindaco, se si ritiene che il sindaco non possa prendere la decisione in quanto dimissionario andrebbe giustificato.

Il vice-sindaco secondo noi non può emettere tale ordinanza, in quanto il vice sostituisce il sindaco quando questi è assente o impedito in base all’art.53 del Tuel oppure in caso di mozione di sfiducia come previsto sempre all’art.23 comma 1-2 e appunto lo stesso art.23 non prevede che il vice subentri in caso di dimissioni.

Il sindaco Ferrara è ancora in carica nella pienezza dei suoi poteri, fino a quando non venga convocato un consiglio comunale, in quel momento il sindaco Ferrara rimane sempre in carica per almeno venti giorni per il disbrigo degli affari correnti come si suol dire. In ultima analisi il sindaco, anche se ha espresso una volontà dimissionaria, continua ad essere il responsabile dei servizi amministrativi e rimane ufficiale di governo, ergo, a nostro avviso, è ancora nella pienezza dei poteri per emanare quel tipo di ordinanza.