La notizia del giorno, ma con tutta probabilità anche dei prossimi giorni, sono le dimissioni di Giovanni Ferrara da sindaco di San Felice a Cancello.

Dimissioni dovute per problemi che ci pare di capire, ma forse sbagliamo, più a controversie con la macchina comunale nel suo insieme, che non i classici problemi con la maggioranza, che hanno comunque accompagnato questa amministrazione dall’inizio del suo cammino.

Infatti, nella sua lettera di dimissioni Ferrara dice che è impossibilitato a raggiungere i risultati minimi del programma a causa di mancata collaborazione con le istituzioni esterne. Non ci è chiaro esattamente cosa si intenda per istituzioni esterne e poi esterne a chi!? Ma non è solo questo, il sindaco lamenta di una struttura comunale non efficiente e compatta nella risoluzione dei minimi problemi e dell’ordinaria amministrazione. Però in questo secondo caso, se è così, colpe ne ha anche l’amministrazione visto che qualche possibilità di manovra riguardo lo spostamento del personale all’interno della macchina amministrativa le è consentito. Inoltre, cambiare giunta ogni duextre non aiuta certo a creare quel meccanismo di collaborazione. Certo, come qualche volta abbiamo sostenuto, troviamo assurdo che i dirigenti di un comune siano scelti solo per concorso, questo dovrebbe assicurare indipendenza, ma si dimentica che molto spesso i dirigenti sono residenti proprio nel comune in cui operano ed hanno una idea politica che potrebbe essere in contrasto con le idee politiche dell’amministrazione eletta. Noi sosteniamo da sempre la possibilità delle amministrazione di scegliere da un elenco apposito i dirigenti che trova più idonei al raggiungimento dei propri obiettivi, un po’ come avviene con la scelta dei segretari comunali.

Ritornando alle dimissioni dobbiamo dire che queste a San Felice a Cancello sono complicatissime ad ottenersi per via del sistema scelto, non basta scrivere che le dimissioni sono irrevocabili, ma c’è una procedura da seguire. Il sindaco Ferrara ha scritto che ha presentato queste dimissioni adesso per evitare un lungo commissariamento e consentire le elezioni questa primavera. Come il nostro Lettore sa, il commissariamento si evita con lo scioglimento del consiglio comunale o con le dimissioni del sindaco entro il 24 febbraio.

Ebbene non è detto che questo sia possibile.

L’art.23 dello Statuto del comune di San Felice riguardo alle dimissioni del sindaco recita:
Le dimissioni del Sindaco sono presentate per iscritto al Presidente del Consiglio, il quale ha l’obbligo di convocare il consiglio Comunale entro i successivi dieci giorni feriali. Una volta decorso il termine di venti giorni dalla presentazione al Consiglio, attraverso apposita adunanza consiliare disposta dal Presidente, senza che le dimissioni siano state ritirate, le stesse divengono efficaci ed irrevocabili e danno luogo all’immediata cessazione dalla carica di Sindaco, alla decadenza della Giunta e del Consiglio Comunale. Ove l’adunanza consiliare disposta dal Presidente vada deserta per mancanza di numero legale, lo stesso provvederà a comunicare ad ogni singolo Consigliere le dimissioni presentate dal Sindaco. Il termine di venti giorni decorre, in ogni caso, dalla data di protocollo della comunicazione inviata dal Presidente ad ogni singolo consigliere. Alla data della domanda di dimissioni il Sindaco cessa effettivamente dalle proprie funzioni. La cessazione delle funzioni comporta l’effettiva astensione da ogni atto inerente l’ufficio rivestito. Di tale evenienza il Segretario Generale dà immediata comunicazione al Prefetto. Qualora si verifichi taluna delle altre cause di cui all’art. 53, commi 1 e 2 del Testo Unico n. 267 del 18.08.2000, il Consiglio e la Giunta rimangono in carica fino all’elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni le funzioni di Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco. [comma così modificato con delibera di C.C. n. 37 del 27/10/2014, esecutiva a termini di legge]
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Quindi, il sindaco ha protocollato le dimissioni immaginiamo il giorno 01.02.21, quindi il presidente del consiglio comunale ha l’obbligo di convocare il consiglio comunale nei dieci giorni feriali successivi, volendo prendere proprio l’ultimo giorno, significa ad esempio, che si convochi il consiglio il 12.02.21. Ma non basta, devono passare poi altri venti giorni, ci vuole un nuovo consiglio comunale, ovviamente le dimissioni non devono essere ritirate, e solo in questo caso abbiamo l’efficacia delle dimissioni e la fine dell’amministrazione Ferrara, oltre che del consiglio comunale. Ma fatti i conti si potrebbe arrivare a Marzo quindi non si eviterebbe il commissariamento lungo.

Il presidente del consiglio quindi viste tutti questi problemi deve convocare il consiglio d’urgenza domani in questo modo passerebbero venti giorni e arriviamo al 23 febbraio e dare la possibilità quindi di avere il DPR necessario il giorno 24 febbraio.

Attenzioni le dimissioni, a nostro parere, non sono sindacabili dal consiglio comunale, che ne prende solo atto , ma non può approvarle né respingerle, al massimo è il sindaco che può ritirarle. Infatti, il solo fatto che il consiglio sia riunito di per sé rende le dimissioni efficaci.

Questo ci fa capire, quasi, un’altra cosa: o il sindaco ha contato male i giorni cercando di ovviare al commissariamento lungo, oppure deve essere successo qualcosa di irreparabile tra il sindaco e queste istituzioni esterne che lo hanno esasperato portandolo a dimettersi.

Vedremo come si evolverà la situazione.