Come era prevedibile, il governo appena dopo una settimana dal voto di fiducia si ritrova già in difficoltà su una questione banale.

Mercoledì, o al massimo Giovedì come sembra, il ministro della giustizia, dj Fofò, dovrà relazionare sullo stato della giustizia in Italia.

Italia Viva sembra portata già a votare contro, ma non solo anche chi ha votato a favore esprime dubbi, come il senatore Casini o il senatore Giarruso. Anche lady Mastella, già elevata agli altari grillini per aver salvato il governo, ha annunciato di essere “indecisa”.

Ma il problema non è solo il Senato, ma lo sono anche i lavori nelle commissioni parlamentari, bloccate al momento e pure al prossimo futuro. Come detto la settimana scorsa meglio era dimettersi ed evitare questo vivacchiare, ma a quanto pare alla poltrona il presidente del consiglio, che fino a tre anni fa nessuno ne conosceva l’esistenza, è ben attaccato.

E’ chiaro che il voto alla relazione non è tecnicamente un voto di sfiducia, ma è un voto politico che non coinvolge un solo ministro, ma tutto il governo.

Il problema si pone poi da un punto di vista strettamente tecnico sulla prescrizione.

Eliminare la prescrizione è un assurdo in quanto una persona indagata o peggio in attesa di un processo potrebbe non essere mai giudicata e vivere in una sorta di limbo.

Certo una riforma ci vuole, ma dovrebbe essere complessiva, qui abbiamo il grosso limite della classe dirigente attuale, incapace di una visione di insieme. Avrebbe senso creare un doppio livello di prescrizione ad esempio e cioè uno primo livello che riguarda i processi dal primo al secondo grado e poi una seconda prescrizione riguardo il giudizio in Cassazione. Ma come detto, ci vorrebbe una riforma complessiva del sistema. Nel nostro ordinamento giuridico la Cassazione è un vero è proprio terzo grado di giudizio, ma invece, a nostro umile avviso, dovrebbe la Suprema Corte giudicare il lavoro dei giudici sul caso specifico e non giudicare il caso specifico in sé. Se fosse così la prescrizione, come noi la immaginiamo, anche se dovesse arrivare per il “giudizio” in Cassazione riguarderebbe solo quel momento, ma resterebbero salvi il lavoro di ben due giudici precedenti.

Ahinoi il Parlamento è composto perlopiù da avvocati i quali in questo Paese si ritiene che l’avvocato bravo non è quello che vince le cause in tribunale ma quello che la causa in tribunale non ce la fa arrivare.