Ritorniamo sulla crisi della minoranza. Questa è stata una settimana ricca di comunicati, video, interviste dove tutto è ruotato, e ruota, attorno a quel comunicato della consigliera comunale Clelia Signoriello.

Giusto un piccolo e veloce excursus partendo proprio dal comunicato della consigliera.

Un comunicato dai toni alquanto duri, anche nei nostri confronti definendoci fantomatici (che però non ci dispiace questo termine) e prezzolati (che ci spiace ma capiamo, fa parte del gioco) E’ andata peggio a Igino Nuzzo e Pasquale Crisci, che a detta della Signoriello, hanno perpetrato l’ennesima “diabolata” riguardante la spartizione delle commissioni. “Ennesima” pare eccessiva, appena tre consigli comunali ci so stati, e poi, almeno secondo noi, non ci sembra sia successo nulla di incredibile. A nostro parere è naturale che Pasquale Crisci, che ha fatto l’assessore all’ambiente ed ecologia o come si chiama, per anni, ha organizzato convegni e incontri con la cittadinanza, si “pigliasse” la commissione Ambiente. Pure Igino Nuzzo, che vada a fare la consulta legalità è inerente alla sua ideologia di destra. Non abbiamo capito perché questo rappresenti un problema. Un problema tanto grosso, che come nel comunicato è stato detto, ha interrotto un percorso con FdI che si stava costruendo. Noi non ne abbiamo parlato delle commissioni non per nascondere, il nostro Lettore ci conosce, ma semplicemente non ci abbiamo visto nulla di anormale. Ovviamente siamo a disposizione nel caso la consigliera ritenesse di spiegare nel dettaglio perché per Santa Maria a Vico questo è un piatto servito freddo.

Il duro comunicato non ha risparmiato nemmeno Cesare Piscitelli, detto insipido e ,che a suo dire, ha collaborato a definire “lo scempio” delle commissioni. Piscitelli di rimando definisce ondivaga la consigliera e poi dice che le commissioni sono state scelte tenendo conto delle esperienze e capacità dei consiglieri e dice pure che “... le abbiamo comunque indicata la scelta di alcune di esse …“. Pare dunque che vi sia stato quanto meno una concertazione tra tutti i componenti della minoranza. Pure Pasquale Crisci assieme a Francesco De Lucia nel loro video di risposta hanno fatto menzione al fatto che tutti i componenti di minoranza sono stati coinvolti nella decisione riguardante le commissioni. Ma ci pare che in consiglio comunale la Signoriello abbia votato a favore delle commissioni non si è nemmeno astenuta.

Nel video di Crisci-De Lucia ciò che ci ha colpito è stato il documento riportante la firma della consigliera del 10.10.2020 riguardante la composizione del gruppo Città di Idee, che però al consiglio comunale del 09.10.2020 si era dichiarata indipendente. Qualcosa è successo prima e dopo, non sappiamo cosa. Come detto siamo a disposizione.

A inizio articolo abbiamo detto come la consigliera se la sia presa pure con noi, in verità ce l’ha con noi dal primo consiglio comunale, abbiamo avuto anche uno scambio di opinioni su Fb. Non ne capiamo il motivo.

Giusto una parentesi sul “prezzolati” come detto ci sta è un modo per sminuire chi scrive, ripetiamo fa parte del gioco lo accettiamo, siamo consapevoli che il nostro Lettore sa quanto pesiamo. A onor del vero dobbiamo dire riceviamo anche complimenti, quando scriviamo bene di qualcuno, e il divertente che magari le stesse persone, a seconda di come scriviamo, ci fanno i complimenti o ci danno del venduto. Ci facciamo scivolare entrambe le cose. Però ci è spiaciuto non ricevere il comunicato. Quello sì. Sarebbe stato carino, visto che di noi pure si parla, inviarcelo. Lo avremmo pubblicato.

Non abbiamo capito come abbiamo fatto a finire nella lista dei cattivi della consigliera Signoriello. Eppure almeno riguardo la questione dei gruppi consiliari e la sua dichiarazione di indipendenza, siamo completamente a suo favore. Dobbiamo fare “mea culpa”, in quanto evidentemente, non siamo fatti capire. Ci proviamo ancora a spiegarci, anche perché è una questione che ci sta a cuore.

Dunque, noi partiamo dall’idea che un consigliere comunale deve essere libero di autodeterminarsi all’interno del consiglio comunale. Questo vuol dire, nei fatti, che in qualsiasi momento un consigliere possa abbandonare il proprio gruppo per passare a un altro, oppure in nessuno e quindi far parte del misto, oppure cambiare denominazione al proprio gruppo, se in riferimento a un partito nazionale, fondere il proprio gruppo con un altro e via di questo passo. Tutto questo in base allo statuto del comune di Santa Maria a Vico non è possibile farlo o, se possibile, in modo talmente stringente, vedasi il gruppo misto con minimo due consiglieri, da risultare inattuabile. Nel caso specifico infatti la dichiarazione di indipendenza della consigliera Signoriello ha una chiara valenza politica, ma purtroppo causa statuto non ha conseguenze pratiche, infatti, il gruppo Città di Idee è sempre formato sempre da tre componenti. Purtroppo nel primo consiglio comunale il presidente del consiglio e la segretaria invece di balbettare avrebbero dovuto chiaramente dire alla consigliera che non era possibile farlo. Magari sarebbe stato bello se presidente del consiglio avesse auspicato sempre, in quel primo consiglio, un cambio delle regole. Quando noi chiediamo la posizione in seno al consiglio della consigliera ci rivolgiamo, non alla consigliera la cui volontà è chiarissima, ma proprio al presidente del consiglio comunale. Ma questo non è un qualcosa che ci stiamo interessando da oggi, ma è un qualcosa di molto antico, dai tempi della composizione del gruppo misto Iadaresta-Moniello, che con una forzatura fu denominato Ad Maiora. Pure ad Arienzo esisteva uno Statuto simile e abbiamo chiesto di cambiarlo e dobbiamo dire che grazie alla sensibilità del sindaco Davide Guida e del presidente del consiglio comunale Gennaro Battisegola è stato modificato e infatti già dalla scorsa consiliatura si è avuto la possibilità ad Arienzo di avere un consigliere soltanto nel gruppo misto.

La consigliere Signoriello andiamo a memoria ci pare sia nella commissione Statuto e regolamenti e noi speriamo davvero sia proprio lei a proporre una modifica.

L’altro punto, se vogliamo dire, di divergenza tra noi e la consigliera Signoriello è sul voto al bilancio che noi nell’articolo sul consiglio abbiamo detto che ci sembra, per come noi concepiamo i voti in consiglio, passata “politicamente” in maggioranza. Ora, ha ragione la Signoriello a dire che voterà sempre favorevolmente ogni atto per il bene di Santa Maria a Vico, quindi senza alcun pregiudizio ideologico, ma infatti, siamo d’accordo e non contestiamo il voto alla variazione urgente di bilancio, anzi lodevole il voto favorevole e non scontato, infatti a San Felice a Cancello parte della minoranza ha votato contro sullo stesso provvedimento. Per noi non è un taboo che un esponente della minoranza voti con la maggioranza e viceversa. Ma l’eccezione è sul voto di bilancio, qualsiasi tipo esso fosse anche una variazione (tranne il caso summenzionato), perché il voto sul bilancio non è solo un voto di carattere tecnico, ma politico, con un voto favorevole si intendono sposare pienamente le politiche della maggioranza. Ecco perché noi abbiamo scritto politicamente e lo abbiamo virgolettato. Non stiamo dicendo che la consigliera sia passata in maggioranza come un fatto assodato. Neanche per sogno. Però diciamo che dal voto sul bilancio favorevole c’è una vicinanza politica.

Certo ci saranno altri consigli, tanti altri voti, quindi vedremo come evolverà la situazione.

In un ultimo vogliamo ricordare una cosa che il nostro Lettore conosce, ma ci fa piacere ribadirlo. Il pungiglioneblog ha una sua idea chiara di politica e giammai giudica le persone, non abbiamo né il diritto né la statura morale per farlo, ma giudichiamo il politico, non in quanto tale, ma in base agli atti che compie od omette.