Firmato con il favore delle tenebre, poco prima di mezzanotte, il nuovo Dpcm che prevede una serie di restrizioni e alcune “innovazioni” di cui noi ne abbiamo auspicate l’applicazione da mesi.

Andiamo con ordine. Innanzitutto coprifuoco dalle 22 alle 05. Non si potrà uscire se non per i classici motivi, immaginiamo si debba avere una autocertificazione, ma nel dpcm non ci pare sia specificato.

I mezzi pubblici potranno circolare al 50% della loro capienza. Uno dei motivi principali di contagio nei grandi centri urbani. Invece di aumentare la circolazione dei mezzi e quindi in generale un potenziamento dei mezzi di comunicazione, si è trovata questa soluzione che porterà a grossi problemi per i pendolari.

Molto più lungimirante, se attuata nella prima ondata, ora diciamo finalmente si divide il territorio nazionale in zone a seconda del ritmo di contagio, le zone sono suddivise a livello regionale, meglio sarebbe stato a livello provinciale.

Ogni due settimane, a cominciare da domani e fino al 3 dicembre, il ministro della Salute, l’imbarazzante Speranza, comunicherà a quale colore corrisponderà la particolare regione.

I colori saranno tre:

zona rossa dove sarà vietato lo spostamento in entrata e uscita e pure all’interno della regione, la dad comincerà già dalla scuola media, saranno chiusi ristoranti, bar, pub, pasticcerie, estetiste, barbieri ma non parrucchieri che invece resteranno aperti. Consentita l’attività sportiva all’aperto in forma individuale e vicino alla propria abitazione.

Zona arancione, (pare ne farà parte la Campania, ma potrebbe essere anche zona rossa) il coprifuoco sarà previsto per le ore 22 fino alle 5, non è previsto lo spostamento tra comuni diversi di residenza salvo per i classici motivi, sarà consentito il delivery e la dad sarà per gli studenti delle superiori.

Zona verde, più permissivo per gli spostamento tra regioni e all’interno, coprifuoco dalle ore 22 fino alle 05. I mezzi pubblici funzioneranno come detto al 50%, giorni prefestivi e festivi chiusa la grande distribuzione. Per quanti riguarda bar, ristoranti ecc. le cose si svolgono come adesso.

Poi c’è tutto il discorso dei “ristori” che si dovrebbe allargare sia in termini economici che di attività incluse.

Per quanto ci piaccia la divisione in zone, avremmo preferito un coinvolgimento minore dei presidenti di regione, avremmo poi preferito una divisione per province, inoltre ancora una volta notiamo che questa soluzione viene presa sul momento contingente, a naso quindi, mentre era un qualcosa che andava organizzato in estate in vista di questo momento.

Bisognerebbe però anche dire in maniera chiara che le regioni che vanno a finire da subito in zona rossa sono quelle cui i presidenti hanno una forte responsabilità al riguardo e che come minimo se avessero una cosa chiamata dignità si dovrebbero dimettere.