Ieri c’è stata tanta attesa per questo nuovo Dpcm, tanto che si prefigurava anche il peggio visto che la conferenza stampa come al solito prevista per le 18 poi è slittata di ore, come i bei vecchi tempi.

Alla fine è venuta fuori una supercazzola che non ha portato alcun interessante modifica rispetto a quello che già si sapeva.

Circolano delle sintesi in giro per la rete e ne prendiamo a modello una e la analizziamo.

Ristorazione:

  • tutte le attività di ristorazione potranno operare dalle ore 5:00 a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli, fino alle 18 se non può essere garantito ai tavoli.
  • Consegne a domicilio consentite sempre. Asporto fino a mezzanotte.
  • I ristoranti dovranno esporre il numero massimo di persone consentite nel locale.
  • Massimo 6 persone per tavolo.

Per quanto riguarda il primo punto si nota l’orario di inizio per l’attività di ristorazione, interessante visto che alcuni pub hanno avuto la brillante idea di chiudere a mezzanotte per poi riaprire 15 minuti dopo. Stretta maggiore sul consumo non a tavola che prima era alle 21 e adesso si restringe alle 18. Ma chi è che mangia alle 18?

Rimane invariato il servizio di consegne a domicilio.

Novità assolute l’indicazione del numero massimo di persone consentite, probabilmente un aiuto più per i controlli che per i clienti. E poi il numero massimo di 6 per tavolo.

Scuola:

  • Attività scolastica continua in presenza
  • Alle scuole secondarie di secondo grado è consigliato favorire modalità flessibili per la gestione dell’attività didattica con entrata alle ore 9 e turni pomeridiani.
  • Università: pianificazione libera se in presenza o a distanza sulla base dell’evoluzione dei contagi e in funzione delle esigenze formative.

Presidenti di regione permettendo. Perché in Campania ad esempio l’attività didattica è a distanza, quindi un dpcm che sembra sempre sub judice, siamo l’unico Stato dove le istituzioni locali se ne possono sbattere di quelle nazionali. Questa entrata alle 9 o i turni pomeridiani non hanno senso se non si potenziano i trasporti, se ci sta un pulman che parte alle 7:30 e poi il nulla, non serve a niente.

Sport:

  • Vietato sport di contatto a livello amatoriale.
  • Palestre e piscine hanno una settimana per adeguarsi ai protocolli altrimenti è chiusura.
  • Consentiti sport a livello nazionale o regionale.

Niente partita di calcetto, a forte rischio le palestre anche se non abbiamo capito chi dovrà fare i controlli. Ora a parte le palestre e piscine, nulla di veramente nuovo.

Lavoro:

  • Smart working per il personale pubblico nella misura del 75%
  • Consigliato per i privati
  • Riunioni sospese in presenza se non indispensabili.

Anche qui tutto nella norma, non è chiaro per quale motivo i privati non debbano essere “costretti” allo smart working visto che ci sta sempre il problema dei mezzi pubblici oltre agli spostamenti tra regioni e province.

Tra le altre disposizioni: assolutamente inutile e ridondante quella per i sindaci che possono chiudere le vie e piazze dopo le 21, in realtà potevano farlo anche prima, inoltre i sindaci possono anche non rispettare l’orario indicato. I sindaci hanno ampi poteri in materia sanitaria che forse Conte non ben conosce.

Non si può mangiare una pizzetta al volo dopo le 18 ma si può giocare e scommettere nelle sale bingo dalle 8 alle 21, ma bravi, complimenti.

Insomma l’unica vera novità riguarda le palestre e piscine ma per il resto siamo all’ordinario. Se poi però consideriamo che tutte queste disposizione possano essere più o meno accettate dai presidenti di regione, ci accorgiamo che i dpcm sono assolutamente inutili. Ci vuole una riforma seria del titolo V della costituzione così è solo caos.