Mancano un paio di giorni alle elezioni e insomma volevo pure dire la mia su questo referendum. So benissimo che il Sì vincerà con percentuali “bulgare”, ma ci sono battaglie che vanno comunque combattute anche se disperate. Lottare per la Costituzione certamente rientra tra queste.

In queste settimane tanti amici ci hanno accompagnato in questo percorso e mi è doveroso ringraziarli:
Valerio Nobile, Aniello Renga, Maria Grazia Campaniello, Valentino Ferrara, Agostino Morgillo, Alessandra Vigliotti, Domenico Vigliotti, Luigi D’Eliseo, Maurizio Masiello, Mario Anzevino.
Persone diverse, di città diverse, dal diverso credo politico eppure tutti accomunati dalla difesa dei diritti che la Costituzione stabilisce per i cittadini.
Ma sono tanti ancora gli amici che ci sono stati vicini e pur non donandoci un articolo ci hanno dato in breve le loro motivazioni in merito e anche link su cui approfondire le nostre già solide convinzioni.

In realtà le nostre ragioni per votare NO più che solide di per sé lo sono in base alle deboli e ragioni del sì.

La cosa curiosa che le ragioni dei sostenitori del sì sono anche condivisibili, solo che non si riferiscono a questo referendum.

Mi spiego.

I sostenitori del sì sono certi del fatto che se passa il referendum la qualità dei parlamentari aumenterà di conseguenza, quini niente più Razzi, niente più Sgarbi ecc. In realtà non è affatto così. perché dovrebbe esserlo!? Il numero attuale dei parlamentari costringe i partiti a dover inserire nelle liste oltre agli yesman anche persone libere e magari capaci. Con un numero ridotto secondo voi i partiti sceglieranno gli yesman o le persone libere e capaci?
Non è con questo referendum che si otterrà la qualità, ma questa potrebbe arrivare dalle preferenze da inserire nella legge elettorale, legge che andrebbe costituzionalizzata evitando che ogni legislatura si vada a votare con un sistema diverso. Ma i partiti non sono di questo orientamento, loro sono felicissimi di questo referendum e sono molto più liberi di piazzare i propri uomini/donne in collegi sicuri. Quindi i ladri, gli incapaci, saranno numericamente meno, ma di più in percentuale, mentre i capaci saranno numericamente meno e pure in percentuale.

Soldi. Si risparmia con questo referendum una serie di milioni secondo il sì, i sostenitori del no hanno a loro volta minimizzato. Curioso che i sostenitori del risparmio sono quelli che non si scandalizzano per i milioni buttati per i banchi con le rotelle, per lo staff di alcuni ministri ultra milionario, addirittura il portavoce del presidente del consiglio guadagna più del presidente! La politica ha di certo un costo e in tempi di crisi economica ormai trentennale è giusto che si contenga, ma non può essere il fine. Più che eliminare qualche senatore e deputato non era meglio dimezzare gli stipendi dei politici e del loro staff! Questo sì un taglio lineare apprezzabile. Per non parlare dei presidenti e consiglieri regionali e relativo staff che guadagna come un parlamentare! Stiamo parlando di 900 e passa “onorevoli” regionali. Non si poteva tagliare lì!?

Ma sembra che pure i sostenitori del sì si rendano conto di questo e rilanciano con un vabbé ma noi cominciamo il resto verrà da sé. Eh no, qui stiamo cambiando la legge fondamentale dello Stato, mica stiamo cambiando un regolamento di condominio o del torneo di calcetto della sagra della trippa? Poi lo abbiamo visto con la riforma Renzi-Boschi quando si diceva che in pochi mesi il parlamento avrebbe fatto una riforma migliore, la stiamo ancora aspettando e so passati 4 anni!

Se vogliamo queste sono giusto motivazione per Votare No in contrapposizione al sì, ma ci sono ragioni che vanno oltre la semplice contestazione.

La rappresentatività. E’ inutile girarci intorno i piccoli centri non saranno rappresentati in parlamento, con curiose situazione come il fatto che l’Abruzzo che ha più abitanti del Trentino si ritroverà con meno parlamentari. Si dirà i territori sono ben rappresentati dalle regioni. Ma la rappresentanza nazionale non è assicurata, cosa c’azzeccano le regioni con la rappresentanza nazionale?

Regioni poi che avranno un peso enorme più che adesso per l’elezione del Presidente della Repubblica ad esempio.

Altro problema se passa il sì è la riduzione del diritto ad essere eletto. esiste il diritto di voto, molto compresso vista la mancanza delle preferenze, ma esiste anche il diritto a partecipare da candidato alle elezioni per essere eletto. Anche questo diritto rischia di essere compresso.

Chiudo questo intervento nel ricordare chi ha voluto fortemente questo referendum, forze politiche che fino a ieri inneggiavano al colera per il sud, forze politiche che hanno dichiarato che la povertà era abolita o che, forse qualcuno ricorderà, 2,40 e 2,04 sono lo stesso numero! No. Certo la riforma tocca una parte non licenziata dai padri costituenti ma da una legge del 1963, però andatevi a leggere i nomi di quel parlamento e leggete quelli di oggi.

Io non sono contrario aprioristicamente contrario a una riduzione del numero dei rappresentanti del popolo, ma ciò deve essere accompaganto da una riforma generale del sistema, fine del bicameralismo “perfetto”, camere con compiti diversi, regioni ridimensionate non loro potere legiferativo ecc.

Che era quello su cui lavorava Nilde Iotti, sciaccallamente utilizzata per sostenere il sì prendendo sue frasi fuori contesto, poi utilizzare frasi di una persona che non può esprimersi sul merito la dice lunga. Motivo questo con quelli indacati sopra che sempre convintamente mi portano a votare a invitare il nostro Lettore a votare NO!