Stavolta affidiamo le motivazioni del NO all’amico Valerio Nobile già giornalista de IL MATTINO e soprattutto autore della prefazione al nostro libro ELEZIONI, ARRIVO; profondo conoscitore delle dinamiche socio-politiche della Valle di Suessola. Lo ringraziamo per questo contributo come sempre senza troppi peli sulla lingua come piace a noi:

Io voto NO.
Io voto NO perché non mi va che a cambiare la Costituzione firmata (giusto per citare i più famosi e chiedo venia per coloro che ho dimenticato) da Calamadrei, Iotti, Togliatti, Gronchi, Moro, Scalfaro, La Pira, De Gasperi, Segni, Leone, Croce, Einaudi, Nenni, Pertini, Saragat sia cambiata da Di Maio, Crimi, Salvini, Meloni e, tra gli ultimi convertiti sulla via di Damasco, Zingaretti, Bellanova ed altri ancora non paragonabili a quelli. Come non mi andava, per rimanere a tempi recenti, che a modificarla fossero Renzi, Boschi e Verdini.
Io voto NO perché i padri costituenti del dopoguerra vennero eletti da un popolo che aveva conosciuto guerra e fame ma non per questo erano accecati dall’odio verso la politica, cui chiedevano solo di essere messi in condizioni di ripartire. Ed infatti, a dimostrazione della loro caratura, tra quei padri costituenti c’erano sette futuri presidenti della Repubblica. La classe dirigente odierna è invece eletta da un popolo piagnone, che pretende che sia la politica a risolvere i suoi problemi ed a rimediare alle sue incapacità. Rispondetemi e rispondetevi sinceramente: quanti dei politici attuali di rilievo sarebbero auspicabili al Quirinale? E’ forse un caso che l’attuale presidente della Repubblica, uno dei migliori della storia, fosse passato non dico in secondo ma anche in terzo piano e che venga dalla scuola dei costituenti?
Io voto NO per l’unica riforma costituzionale, quella del 2001, da voi approvata (io votai NO) tramite un referendum confermativo ha mostrato in queste ultime settimane quanti danni abbia fatto. Con 20, anzi 21, Italie, ognuna delle quali va per conto suo.
Io voto NO perché, quando i Padri costituenti decisero che avevamo bisogno di 945 parlamentari, l’Italia aveva 46 milioni di abitanti. Oggi che l’Italia ha 60 milioni di abitanti, vogliamo ridurli a 600? Si dirà, sì ma allora non c’erano le regioni… benissimo allora diminuiamo i consiglieri regionali (50 solo in Campania). Si dirà ancora: ma le regioni oggi hanno troppi poteri per limitarli. Allora è questa la modifica costituzionale da fare, per evitare quanto esplicato nel paragrafo precedente, non un taglio sic et simpliciter.
Io voto NO perché oggi ci sono 945 parlamentari eletti, dei quali 927 in Italia (gli altri sono eletti nelle circoscrizioni estere). Con la riforma saranno 600, di cui 588 eletti in Italia. Si passerà così da un parlamentare ogni 65mila abitanti ad uno ogni 102mila abitanti. Insomma noi della Valle di Suessola mentre ora dobbiamo fare i conti per avere rappresentanza solo con Maddaloni (ed infatti abbiamo oggi ce l’abbiamo nell’area Maddaloni/Suessola) un domani dovremo fare i conti con la classe politica di Marcianise. E secondo voi quante possibilità avremo di avere rappresentanza? Di avere qualcuno che ponga attenzione sui nostri problemi?
Infine io voto NO perché il gioco (economico) non vale la candela (della rappresentanza). Un parlamentare oggi ci costa circa 13mila euro al mese. Per 12 mesi sono 155mila euro circa. Per 345 parlamentari tagliati significa 50 milioni di risparmi all’anno (su un bilancio dello stato di 800 miliardi circa, grosso modo lo 0,00625%). Il solo referendum, qualora si fosse tenuto a marzo, ne sarebbe costati 300 (milioni), l’equivalente del risparmio di sei anni. A settembre costerà qualcosa in meno, perché sarà accorpato (perché allora non si era aspettato le elezioni di primavera? Mah!) a regionali e comunali.
Detto tutto questo: volete ancora votare sì? Fate pure, è un vostro diritto. Io voto NO