Se c’è una cosa che non sopportiamo, in verità non sopportiamo quasi niente, ma comunque se proprio ne dobbiamo scegliere una, è la polemica sterile.

E’ di qualche giorno fa la lamentatio sul fatto che i commercianti di San Felice a Cancello non accettavano buoni spesa distribuiti dal comune. Sembra che tra le cause vi sia il mancato rimborso da parte del Comune di San Felice.

Ebbene il comune ha pubblicato nell’orribile albo pretorio la determina di liquidazione dei buoni spesa in favore dei commercianti. La cosa curiosa, per cui la polemica inutile, è che le fatture sono assolutamente recenti, la più “antica” risale al 29.04.2020, stiamo parlando di 40 giorni eh! Un’altra dell’8.05.2020 una trentina di giorni e poi si va da fatture dal 25.05.2020 fino alle più recenti del 04.06.2020!

Ora non sappiamo se tutti e 12 gli operatori commerciali hanno sospeso il ritiro dei buoni spesa o solo una parte, ma nel caso vista la velocità con cui vi è stato il rimborso, (il massimo è stato di 40 giorni!) noi speriamo che il comune faccia un controllo e agisca nel caso dove possibile, perché sospendere i buoni spesa il torto non lo si fa al comune ma ai cittadini che sono in difficoltà!

Cosa pensavano i commercianti che gli enti comunali sono come le persone fisiche prima cacci i soldi e poi ti diamo la merce!? Non funziona così!

L’ente comune gestisce i soldi dei cittadini e ogni spesa va giustificata e controllata e questo significa tempo e burocrazia. Un’errore e si va davanti alla Corte dei Conti! Un’errore e arriva Guardia di Finanza, Carabinieri, inchieste, magistratura e per giustificare il tutto ci vogliono anni di processi, al netto del fango mediatico. San Felice a Cancello è un comune in dissesto non lo dimentichiamo.

Capiamo il momento delicato per tutti, ma proprio per questo bisogna essere più coscienziosi.