Dall’inizio di questa pandemia abbiamo sempre sostenuto di non voler far alcun tipo di polemica e di sostenere il governo centrale che è costretto a prendere decisioni durissime. Ma abbiamo sempre detto, che nel momento in cui la fase dell’emergenza sarebbe finita, avremmo detto la nostre in merito.

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E visto che mancano pochi giorni all’inizio della Fase 2, forse dovremmo dire ai supplementari della Fase 1, diciamo la nostra dall’inizio dei tempi fino a oggi.

E’ un po’ difficile stabilire una data precisa da cui partire, noi ne scegliamo una, ma non necessariamente è quella corretta. Gira su Fb una dichiarazione del presidente del consiglio Conte del 21 Febbraio 2020 che minimizza la portata del virus in pratica dice: “la diffusione del virus in Italia è pressoché remota“. In realtà questa frase non è stata mai pronunciata, è una bufala. Pure ammesso che sia vero è questo un punto a favore del governo, perché proprio due giorni dopo, il 23 febbraio, il governo dispone le prime zone rosse nel nord Italia. In pratica in due giorni, se vogliamo dar credito alla bufala, il governo cambia radicalmente idea, secondo noi questo è un punto a favore. Solo i fessi non cambiano.

Con il senno di poi, che siamo tutti bravi, si è criticato il governo di non aver chiuso tutto prima di quel 23 Febbraio. Addirittura mistificando la realtà si è accusato il governo di avere già il 30 Gennaio proclamato lo stato d’emergenza. Ma quello è un atto potremmo dire prodromico per poi mettere in essere tutte le attività necessarie. Nel nostro piccolo possiamo dire che la popolazione non era ancora pronta a subire una chiusura totale e manco parziale, infatti, quando proponemmo di non festeggiare il Carnevale alla luce dei primi casi di positività e primi morti la risposta fu; non puoi imporre agli altri il tuo volere, se non vuoi festeggiare carnevale non farlo, ma lascia liberi gli altri di divertirsi.

Tra le altre cose ci si dimentica che molti esperti non riconoscevano una reale preoccupazione riguardo questo virus, definito poco più fastidiosa di una influenza. Inoltre, l’Italia sembrava ben pronta alla contesa con il virus, i primi contagiati, due cittadini cinesi in vacanza in Italia subito soccorsi e oggi sono guariti, gran rumore mediatico, ingiustificato, esaltava i laboratori italiani che avevano isolato il virus. Sembrava una sfida apparentemente vinta in partenza. Non fu cosi come sappiamo.

Tra l’altro il nostro Paese è stato il primo ad essere colpito in maniera importante dopo la Cina, quindi non vi erano punti di riferimento, se non quelli cinesi, ma non proprio un paese cui fidarsi. Se confrontiamo poi il modo con cui gli altri paesi hanno affrontato l’epidemia all’inizio del contagio nei proprio territori, non possiamo non dire in maniera definitiva che il governo Conte ha agito al meglio di quello che ha potuto con le informazione che aveva.

Dopo questa fase a nostro avviso è arrivata la confusione, sia per questioni legate proprio all’assetto costituzionale sia creato dal governo stesso.

Infatti, nel primo caso si è creato subito un contenzioso con i presidenti delle regioni, specie quelle del nord come Lombardia e Veneto, che prima hanno malvisto le chiusure, poi, visto l’aumento dei casi positivi, hanno chiesto un’accelerazione a chiudere tutto. La incapacità dei governatori di gestire al meglio la crisi sanitaria ha portato costoro ad accusare il governo di immobilismo e confusione; che in realtà se c’è stata è dovuto a loro inettitudine. Ma come detto il governo ci ha messo del suo aprendo ad esempio un contenzioso con la regione Marche, la quale aveva chiuso le scuole prima dei decreti nazionali, il Consiglio di Stato fa annullare quella disposizione, ma poi il governo chiude le scuole su tutto il territorio nazionale un paio di giorni dopo! Chiusura fatta in modo cosi pasticciato che è stato visto come una grande vacanza anticipata, addirittura le stazioni sciistiche proponevano prezzi stracciati per le famiglie.

La comunicazione è stata un gran problema, ovvio se hai un Rocco Casalino nello staff, la parola d’ordine IoRestoaCasa nei primi tempi sembrava una imposizione mal digerita e infatti, con una punta d’orgoglio, non erano poche le città che contrapponevano il loro MilanononsiFerma o VenezianonsiFerma con tanta gente in strada che ha portato ad una propoagazione del virus, che poi si vedrà, sarà drammatica. Pure a Napoli, addirittura il 12 Marzo, si inaugura con tanta gente un albergo di lusso a 5 stelle: il Britannique Naples. Per non parlare del fatto che i giovani erano convinti che il virus attacchi solo gli anziani e quindi loro fossero immuni. Terribile le conferenze stampa annunciate e rinviate di ore, non da Paese serio, la confusione nella redazione dei DCPM con ogni volta il dover spiegare or questo or quello, come l’ultimo caso della espressione, orribile, quale “congiunto“, tanto cara al premier Conte, che definì’ in tale modo pure il fratello del Presidente della Repubblica Piersanti Mattarella, beccandosi una dura reprimenda delle opposizioni dell’epoca.

Sempre a livello comunicativo fu tragico il momento in cui si creo’ la zona rossa in tutta la Lombardia portando i meridionali, non solo loro, residenti per lavoro nella regione ad un fuggi fuggi generale con il rischio di portare e far propagare il virus in tutta la penisola.

Dal punto di vista economico il governo si è mosso a nostro avviso in ritardo in alcuni casi, male in altri, ad esempio: bene si è mosso nel liberare risorse per le fasce deboli, ma malamente, infatti famiglie che percepivano un reddito di cittadinanza minimo pure 40€ si sono visti inseriti in una seconda fascia con il rischio di non percepire i buoni spesa. Oppure le casse integrazioni che partiranno a Giugno! Mettiamo poi il sito Inps collassato appena ha avuto un qualche contatto in più. L’aiuto modesto alle partite iva.

Poi diciamola tutta un vero piano per l’apertura non esiste, si marcia a vista sperando di non dover chiudere tutto nuovamente e il sistema sanitario regga. Se vi sono regioni che sono state sfiorate dal virus come Sardegna, Molise, Basilicata ve ne sono altre che ancora sono in emergenza piena come Piemonte, Puglia, Lombardia e tutte le atre sono appena appena al di sotto della soglia di sicurezza.

Possiamo dire quindi che questa emergenza da Marzo ad oggi è state gestita in maniera confusionaria e con impatto comunicativo controproducente, le misure economiche, tenendo conto di tutte le difficoltà del caso, sono parse contraddittorie e poco incisive, a nostro avviso è un governo che dovrebbe ammettere i propri limiti e dimettersi nel momento in cui si arrivi a chiudere pure questa Fase 2. 

Dobbiamo dire anche che abbiamo bisogno di riforme costituzionali, le regioni devono essere ridotte, sia di numero che di potere, devono essere giusto uno strumento statistico, gli amministratori provinciali devono ritornare ad essere eletti dal popolo magari con il sistema attuale di elezione passiva e cioè i consiglieri futuri della provincia scelti tra i consiglieri comunali; che la sanità ritorni di competenza nazionale. Queste le riforme serie non quella fesseria di qualche parlamentarie in meno, non abbiamo bisogno dei consiglieri regionali, eliminiamone 900 inutili mangiapane, eliminiamo le inutili consulenze milionarie delle regioni. 


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