Come detto scriviamo oggi delle nostre impressioni sul decreto che apre la fase 2. Nell’insieme abbiamo l’impressione che si voglia continuare a mantenere uno stato di quarantena, ma con delle “concessioni” sia per far ripartire minimamente l’economia, sia per sollevare gli italiani frustrati dopo due mesi di chiusura totale. In pratica questa fase 2 è una fase 1 allargata: quello che prima andava bene a livello comunale ora va bene a livello regionale, con qualche aggiunta in base alle attività che riapriranno, che in quel caso diventeranno mete necessarie da raggiungere.

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Infatti, come al solito, si potrà uscire di casa per comprovate esigenze lavorative, di salute e di necessità. A questa lista si aggiunge quella di poter incontrare i prossimi congiunti. Espressione quest’ultima orribile per definire i parenti. Non è ben specificato il grado di parentela quindi crediamo che questo porterà ad una confusione incredibile perché tutti si inventeranno un qualche prozio di n grado pur di uscire da casa. Quindi se sei di Arienzo (ce) e hai un fratello a Salerno ti puoi fare una bella “gita” fuori porta. Almeno cosi’ l’abbiamo capita.

Comunque si dovrà avere l’autocertificazione e la mascherina. Il congiunto poi dovrà essere residente nella stessa regione perché è fatto divieto di spostamento da una regione ad un’altra se non per i tre casi classici oramai.

Altra curiosa anomalia riguarda i luoghi pubblici e parchi, non si può’ andare per attività ludica o ricreativa ma va bene per fare una passeggiata o corsetta purché non si crei assembramento. Quindi a nostro avviso andare in un parco e sedersi su una panchina per leggere un libro da solo o stendersi sull’erba rischia di essere considerata attività illecita pure se sei da solo.

Per il resto tutto uguale, sia per lo sport anche se sono consentiti gli allenamenti per professionisti nel rispetto delle regole e del distanziamento sociale, la vediamo dura allenarsi per gli sport che prevedono contatto.

Immaginiamo poi conflitti con le regioni in alcuni campi come per quanto riguarda la ristorazione. I mercati possono aprire ma solo per vendere generi alimentari. E’ consentita la ristorazione ma solo per consegna a domicilio, i bar per esempio restano chiusi, cosi’ come pasticcerie e gelaterie, che non si capisce perché a sto punto.  Oppure riguardo gli spostamenti per il lavoro che che quindi seppur lentamente e a singhiozzo  riguarderà anche i pendolari e invece di prevedere un incremento del servizio, per evitare assembramenti, i presidenti di regione possono prevedere delle limitazioni del servizio. Immaginiamo proprio prendere il bus a Napoli, o il treno oppure la metro che più si apriranno le attività e più questi saranno affollati.

Utilizzare le mascherine sarà obbligatorio, addirittura il governo ha per questo prodotto sospeso il libero mercato e calmierato i prezzi a 50cents il pezzo. Solo che non ha posto un limite alla quantità di acquisto quindi volendo uno avendone i mezzi potrebbe pure comprarne 1.000.

Intanto si è già creato un duro contenzioso con la CEI per i fatto che le messe domenicali continueranno ad essere a porte chiuse, unica apertura è stata data alle celebrazioni di funerali ma solo con familiari e per un massimo di 15 persone.

Quindi il 4 Maggio via libera a fabbriche e cantieri con rispetto delle misure di sicurezza. Qua ci facciamo delle grasse risate, in quanto lo scorso anno sono morte sul lavoro 1.437 persone per non parlare degli incidenti non mortali e le malattie professionali, ora gli imprenditori dovrebbero aggiungere altre misure di sicurezza, certo come no!?

Il 18 Maggio apriranno i negozi al dettaglio e pure musei e biblioteche. Il 1 Giugno parrucchieri, centri estetici e massaggi.

Abbiamo una media di più di 400 morti al giorno, riaprire delle attività è necessario, ma abbiamo l’impressione che il 4 Maggio sarà visto come un liberi tutti che rischia di far ripiombare il Paese nell’incubo. Era meglio a nostro avviso fare un discorso di carattere regionale o provinciale e riaprire tutto senza discriminazioni con le dovute accortezze igienicosanitarie dove il contagio è da un mese o meno a quel famoso R0. Infatti se Caserta ad esempio sta facendo registrare dei dati ottimi cosi’ come le provincie sarde, calabre e alcune siciliane, il Molise, per altre ancora non è cosi come per Milano e Avellino; va male il Piemonte come l’Abruzzo, mentre Umbria ha un tasso di decrescita ottimo.

Speriamo bene.