Ci sta venendo lo sfizio di fare qualche piccola monografia di alcuni clown chiamati presidente di regioni e in maniera altisonante governatori, sia per dimostrare quanto il Titolo V della Costituzione sia un mortale errore da correggere, sia per divertirci un po’ alle spalle di questi “personaggetti”.

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Non possiamo non parlare per primo di Attilio Fontana, che dopo questa pandemia, dovrebbe richiamarsi Attila per come ha in pratica non gestito questa emergenza.

Lo ricordiamo in improvvide dichiarazioni circa il fatto che il virus era poco più di una influenza; anche se visto che non erano pochi anche tra virologi a sostenere questa tesi, lo perdoniamo. Ma come si può’ perdonare invece quando in una diretta fb indossando una mascherina, che non serviva a proteggerlo e pure indossata malamente, invitava alla calma e alla normalità? Guardacaso proprio una persona dello staff si ammala e Fontana è costretto alla quarantena obbligatoria. Passata la quarantena il nostro eroe dovrebbe ritornarci visto che un’altra persona, di quelle chi gli ronzano attorno, si becca il virus, ma il governatore decide che no, lui in quarantena non ci va; motivo? Lui è il governatore ha deciso cosi’! 

Ma fino a qui non è una sagoma meravigliosa?

Ma parliamo della efficiente, si fa per dire, sanità lombarda. Purtroppo negli anni ’90, soprattutto, abbiamo vissuto la stagione del federalismo bello, privato bellissimo, nord efficiente, amministratori Lega capaci. Scopriamo invece che il federalismo ha portato al collasso finanziario il Paese, il privato fa schifo o magari è buono quanto il pubblico ma in più è costoso, il nord non è poi diverso dal sud (tutto il mondo è paese), gli amministratori locali della Lega sono spesso condannati per ruberie varie, gran lavoratori si’ ma a fatti loro.

Ecco Fontana nostro viene fuori da questi miti. Nel momento in cui i posti in terapia intensiva, già nei primi giorni di diffusione del virus, non sono in grado di assorbire la piccola ondata che stava arrivando, figuriamoci poi la marea dei giorni avvenire, il nostro caro Attila/Attilio Fontana ti pensa di far come i cinesi e costruire un ospedale dal nulla. Stiamo parlando dell’efficienza celtico lombarda che ci vuole? Ed infatti in un milionesimo di secondo, alla Fiera di Milano, viene inaugurato il più grande centro di terapia intensiva d’Italia costato qualche milioncino, appena 21, ma con 400 posti letto che poi vabbè sono 200, ma in effetti solo 50 già pronti, ma in realtà 25 utilizzati. Certo perché il genio non ha mica valutato il fatto che la terapia intensiva non può’ essere scollegata da un ospedale in quanto vi sono delle professionalità necessarie per seguire il paziente e non è un mero parcheggio?

Ma vogliamo parlare delle pomposa inaugurazione con centinaia di giornalisti senza il minimo rispetto delle misure di contenimento? Una genialità.

Ma il vero colpo di genio è stata sulla obbligatorietà delle mascherine. Giusto una volta tanto, ma le mascherine non ci sono, non sono state consegnate e non vi è nemmeno un piano per la consegna. Quando glielo si fa notare viene fuori tutto l’orgoglio celtico leghista: le sciarpe vanno bene lo stesso. Applausi.

E’ di questi giorni la notizia di un blitz della Guardia di Finanzia nella gestione delle Residenze Sanitarie Assistenziali per la gestione degli ospiti affetti da Coronavirus, sarebbe un’altra perla, ma se confermata dalla magistratura, non ci sarebbe nulla da ridere.