In questo periodo di giusta “reclusione” può essere d’aiuto farsi guidare dalla scrittrice Anna Verlezza alla scoperta questo mese di interessanti case editrici e può essere interessante provare a leggerne un qualche titolo per tenerci compagnia.

 

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L’ editoria italiana è in crisi e questa sembra non essere una novità.

Apro la mia personale riflessione con un dato inconfutabile e così i numeri rendono certezza la mia opinione. Esclusi i testi scolastici, spesso pesante fardello per le famiglie, il popolo italiano legge poco, ma sarà vero?

Non voglio snocciolare la questione con numeri e griglie , non ne ho la competenza e non sono una giornalista, sono una scrittrice ed ancor prima una lettrice per cui queste mie quattro parole , magari scritte anche male, saranno solo la giusta eco personale del mio sentire.

Forse l’editoria è in crisi, forse i lettori sono diminuiti complice anche un bombardamento mediatico che, negli ultimi trent’anni, ha sovvertito e soverchiato il concetto di cultura. Lo ha traghettato dalla sponda della conoscenza a quella dell’apparenza . Ha fatto saltare il nocchiero in balìa di onde sempre più alte, onde urlatrici di gloria senza meriti se non quelli della bellezza e della gloria a fatica zero.

Il vero lettore resiste ed insiste.

E’ però confuso poiché accanto all’editoria protesa, da sempre, a cercare voci narranti nuove , ci sono quelle che  sembrano essere poco più di semplici stamperie.

Sedicenti , illusorie, contraenti subdole, promettono la pubblicazione e la fama nascondendo l’intento di un prodotto commerciale pagato interamente dall’autore a cui, spesso, rimangono tutte le copie.

Tutti scrivono e pochi leggono.

Tra le ultime ricerche di bei libri, mi sono imbattuta in alcuni davvero degni di nota , editi dalla casa editrice Arkadia e “scoperti” dall’agenzia letteraria STRADE SCRITTE.

Non è mia intenzione accendere i riflettori sul loro lavoro, finirei per disturbarli, ma dire su alcuni loro libri.

Già ho parlato  di “Stato di famiglia” di Alessandro Zannoni, un libro da leggere per poter riflettere sui mali oscuri e viscidi di una società apparentemente sana, ma oggi vorrei spendere due parole, o poco più, per altre due perle targate Arkadia collana  Sidekar:

“ A pelle scoperta” di Francesca Piovesan e “La vita schifa” del drammaturgo e regista Rosario Palazzolo.

Ho incrociato Francesca in questa frenetica vita da social e mi ha colpito la coccola che riserva al libro chiamandolo proprio “Libro” e  devo dire che Libro ha rapito anche me. Una raccolta di racconti senza pretesa di insegnamento. Strappi di vita che lasciano trasparire la nostra quotidianità, le nostre debolezze , quella pelle che tendiamo a coprire per paura di essere violentati dai giudizi altrui. La voce di chi racconta le piccole cose senza sensazionalismi ma con una scrittura: poetica, bella, fluida e sognatrice.

Il secondo libro “ La vita schifa” è uno dei libri più geniali degli ultimi anni.

Il protagonista racconta il suo ultimo anno di vita da killer a pagamento ma lo racconta da morto, appunto. Così l’autore si cala nei panni di Ernesto Scossa , egli stesso è Ernesto e narra con la cadenza tipica delle strade siciliane, con le imperfezioni  lessicali di un uomo di bassa cultura ma con la sfrontata curiosità per essa. Come già scritto altrove, vi ho ritrovato Eduardo de Filippo, Hawthorne, Bulgalkov.

Ernesto è un Mattia di memoria pirandelliana capace di superare lo schema della fuga per rientrare a piede lesto nella vita del lettore.

Per una forma di rispetto verso me stessa e di chi mi ospita , voglio chiudere specificando di non essere una blogger e i libri che leggo  li compro e, ovviamente, recensisco solo quelli che davvero lasciano il senso di crescita, quindi :

” Grazie, Strade scritte ed Arkadia per la vostra testarda voglia di credere ancora nei bei libri”

 

Anna verlezza