Due sono i casi che in quest’ultima settimana hanno interessato la politica nazioanale: l’autorizzazione a procedere del Senato nei confronti di Salvini e lo scontro tra Renzi e il governo.

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Riguardo l’autorizzazione a procedere si vedrà da un punto di vista giuridico quali saranno le conseguenze, noi ci soffermiamo sul fatto politico.

L’auto-assoluzione portata in Senato di una difesa dei confini non riesce proprio a reggere. Infatti non si capisce quale sia l’interesse tutelato visto che si è trattato di un caso di soccorso che una nave della guardia costiera italiana ha effettuato, ora a meno che non vi sia stato un ammutinamento a bordo non ci pare vi sia alcun rischio. Inoltre se vi era questa preoccupazione si aveva tutto il tempo per prepararsi e parare qualsiasi tipo di pericolo. Si è tratto molto semplicemente di negazione di soccorso e sequestro di persona non solo dei 130 e passa migranti, ma anche dell’equipaggio! Inoltre il ministro degli Interni ha ignorato che i migranti erano già in territorio italiano in quanto tutte le navi e gli aereomobili con bandiera tricolore sono come un pezzo di territorio viaggiante.

Altra cosa curiosa è che se vi era un pericolo portato dai migranti nessuna azione è stata compiuta per “salvare”i membri dell’equipaggio lasciati a se stessi. Inoltre non è il ministero degli interni che deve occuparsi della difesa dei confini, c’è un ministro degli esteri e della difesa preposti a questo compito.

Inoltre non si capisce come calare le braghe davanti ai russi per qualche rublo non sia mettere in pericolo la nazione.

Si è pure detto: adesso Salvini volerà nei sondaggi, in quanto oltre a far parlare di sé, si venderà come vittima di un sistema che è contro gli italiani. Non è così purtroppo. Infatti gli italiani amano i vincenti e pisciano in testa agli sconfitti, Salvini è uno sconfitto, avrebbe dovuto evitare il processo e non c’è riuscito e anche il far passare la cosa come suo volere è parsa di difficile comprendonio. Mettiamoci il fatto che sta commettendo un gravissimo errore da un punto di vista di marketing politico: sta estremizzando.

Un errore grave in quanto non sposti voti. L’operaio del nord, ignorante e che mai è uscito dal suo paesello della provincia veneta o piemontese continuerà a votare Lega in quanto la vede come baluardo all’invasione immigrata, il classico zoccolo duro. E’ agli imprenditori del nord, ma anche del sud, che Salvini non riesce più a parlare.  Quando dice di uscire dall’europa o quando non parla di detassazione di questo o quello porta solo spavento e sconcerto e tutti gli imprenditori con i loro bacini di voti se ne vanno e cercano altri lidi più sicuri. Attenzione anche al voto al sud, la Lega è un carrozzone al sud non è radicata, chi fa campagna elettorale per la lega non è leghista, ma ha bisogno di un partito forte, se Salvini smette di essere forte, è in calo, tutti i grandi elettori del sud abbandoneranno la lega per altri partiti più sicuri e più forti.

Salvini in pratica si sta logorando da solo.

Passiamo a Renzi.

Il casus belli di questa “crisetta” di governo è dato dalla prescrizione. Ma è solo la facciata attenzione.

Non ci piace questa roba che il ministro Bonafede, non proprio un genio, ha partorito, ma la politica è pure questo, quando si è in una coalizione di governo. Inoltre il Pd e Leu hanno contrastato la prima “prescrizione” di Bonafede, portando a un distinguo tra assolti e condannati, in pratica: i tempi per la prescrizione corrono per i primi e si fermano per i secondi. Rimane sempre un obbrobrio, ma non proprio uno scandalo, visto che a causa delle lentezza del sistema, ma anche per la sua farraginosità, gli avvocati riescono a protrarre i tempi di un processo proprio per arrivare a far scadere i termini. In Italia infatti si dice che un buon avvocato non è quello che discute le cause vincendole ma quello che non le fa discutere.

Comunque Renzi si è messo di traverso. Il Matteo toscano ha lo stesso problema dell’altro Matteo: il consenso.

Italia Viva stenta, l’appeal di Renzi non decolla è pure dietro a Calenda che non è che sia proprio presente sulla scena politica; Italia Viva doveva essere il vaso per i voti dell’elettorato piddino e magari di qualche cespuglio di centro e di Forza Italia, niente di tutto questo si sta realizzando. Il progetto al momento è un flop clamoroso.

Si sta giocando un partita a poker in questo momento dove non è chiaro chi sta bluffando o meno. Renzi si sente sicuro e minaccia una crisi di governo che può portare alle elezioni, Conte invece sta mostrando di avere altri senatori disposti a sostenerlo rendendo superfluo l’appoggio di Italia Viva.

E’ chiaro che nessuno dei due ha delle buone carte in mano, Renzi non è pronto per le elezioni, rischierebbe davvero di essere ridimensionato quasi prossimo alla scomparsa. Mentre Conte potrebbe avere davvero questi senatori”responsabili” come asso nella manica, ma non sarebbe proprio il massimo a livello di credibilità politica e poi il suo governo finirebbe a passare dalle minacce renziane a minacce “responsabili”.